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La vita e la morte...

Un ricordo per la giovane madre siciliana che ha dato alla luce una vita mentre la sua stava andandosene

18 aprile 2008

Troviamo sia estremamente complicato parlare di quello che, comunque, abbiamo deciso di raccontare, perché in maniera estremamente limpida, e se vogliamo sintetica vi si trova tutta per intero la parabola della vita, sia essa intesa come massima manifestazione di un volere divino, sia intesa in maniera assolutamente laica. Una storia straziante, coraggiosa, fatalistica, crudele, tenera, appassionata e tutti gli aggettivi che riusciamo a ricordarci, perché è una storia basata su tre elementi fondamentali per tutti (nussuno escluso, nessuno): l'amore, la vita e la morte.
In se la storia, o meglio, i fatti da raccontare sono abbastanza semplici... elementari... diciamo limpidi (perdonateci l'utilizzo di certi termini, ma stiamo, intanto, stilando la cronaca tentando di mantenere la ''giusta distanza''), ma l'enorme significato intrinseco in ognuno di essi fa sì che nemmeno il più abile dei narratori riuscirebbe a trovare il "modo giusto" per raccontare la storia come effettivamente si è svolta nella realtà. Un fatto inenarrabile, insomma, o da raccontare all'infinito, in maniera sempre diversa...

Una giovane donna di Modica (RG), Maria Sarta, arriva nottetempo in ospedale. E' alla ventottesima settimana di gravidanza ed è in coma, vittima di una menencefalite giovanile non curata, una rara forma di infiammazione al cervelletto.
All'ospedale Cannizzaro di Catania, corrono ad occuparsi del caso due equipe mediche, una di ostetricia e ginecologia e l'altra di neurochirurgia. Vogliono far nascere la bimba e salvare la madre. Un obiettivo difficilissimo e di estrema delicatezza.
Nella sala operatoria prima è entrata in azione l'equipe medica della ginecologia che ha fatto nascere la bambina, subito trasferita nel reparto di neonatologia dove è stata messa in un'incubatrice. Poi ha operato l'equipe di neurochirurgia, che ha ridotto il danno cerebrale...

Tutto ciò è successo lo scorso 5 aprile. L'altro ieri la giovane mamma è morta, dopo essere stata in coma farmacologico per due settimane. La piccola è ricoverata nel reparto di neonatologia del noscomio etneo ed è sotto costante monitoraggio. I medici sono cauti, ma ottimisti riguardo le condizioni cliniche della bambina.
Due settimane di ansia, di preghiera, di speranza... sì, di speranza, anche perché la vicenda ricordava tantissimo quella accaduta nell'agosto del 2006 sempre a Catania, all'ospedale Garibaldi, la storia della piccola Sofia Benedetta, nata mentre sua madre era in coma, stato dal quale la paziente si risvegliò 21 giorni dopo il parto...

L'altra sera quella speranza si è spenta e se ne sono accese tante altre: sono quelle dei malati che riceveranno gli organi della giovane madre alla quale sono stati espiantati gli organi, così come lei stessa ne aveva espresso volontà in vita. Il suo cuore batterà di nuovo dentro il petto di qualcun'altro, le sue cornee daranno luce agli occhi di un'altra persona... E c'è anche, soprattutto, una speranza più grande che ha bisogno d'essere alimentata: quella che vede nel suo compimento che la piccola riesca a rimanere in vita.
Ecco, in lei potrà continuare la vita di sua madre, che sembra sia vissuta solo il tempo per donare la vita agli altri...

Qui finisce la storia... raccontata da noi. Converrete tutti, a questo punto, sulla grande difficoltà che abbiamo incontrato nel raccontare una vicenda del genere, come, penso, sarete disposti anche a convenire sulla volontà che abbiamo mantenuto di raccontarla. Ci è sembrata una storia opportuna da condividere, una storia buona, di quelle che insegnano qualcosa...

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18 aprile 2008
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