La voce di WikiLeaks continua a farsi sentire

Anche con Julian Assange in carcere il sito continua a pubblicare scomode rivelazioni

09 dicembre 2010

Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, arrestato martedì mattina a Londra in una stazione di polizia dove si è presentato spontaneamente (LEGGI), rimarrà in carcere almeno fino al prossimo 14 dicembre. Il tribunale di Londra ha infatti respinto la richiesta di concedere la libertà su cauzione al fondatore di WikiLeaks. In molti avevano dato la loro disponibilità a contribuire alla cauzione, fra loro il regista Ken Loach e l'attivista Jemina Khan. Il giudice, Caroline Tubbs, ha fissato per il 14 l'udienza per discutere la richiesta di estradizione inoltrata dalla Svezia. Contro Assange pende un mandato di cattura internazionale, emesso in Svezia, per il presunto stupro di due donne. Accusa che il cittadino australiano ha sempre respinto sostenendo che si sta cercando di incastrarlo per fermare le sue rivelazioni su Wikileaks.

Presentatosi di fronte a un giudice della corte di Westminster, Julian Assange ha risposto in modo provocatorio alle domande che gli venivano rivolte, a partire da quella per identificare il suo domicilio, che ha poi detto essere in Australia. Ha poi detto di "capire, ma non consentire" all'estradizione chiesta nei suoi confronti dalla Svezia.
Il suo avvocato difensore, Mark Stephens, all'uscita dal tribunale, ha preannunciato una seconda richiesta di libertà su cauzione, ribadendo che il suo cliente intende opporsi alla richiesta di estradizione, "sulla base del fatto che potrebbe essere consegnato agli americani".
Nel frattempo sono stati resi noti i capi d'accusa formulati nei confronti di Assange: sono quattro e riguardano due diverse donne, identificate come 'Miss A' e 'Miss W'. Come ha reso noto la portavoce della procura svedese, Gemma Lindfield, la prima sarebbe stata vittima di "costrizione illecita" lo scorso 14 agosto a Stoccolma, quando Assange avrebbe usato sessualmente il peso del suo corpo per tenerla sdraiata. Assange avrebbe in seguito "molestato sessualmente" Miss A, per avere avuto con lei un rapporto sessuale senza preservativo quando aveva "espresso il desiderio" di usarne uno. Miss A sarebbe poi stata nuovamente "molestata in modo deliberato" quattro giorni dopo, il 18. Il 17 agosto, Assange avrebbe avuto un rapporto sessuale senza preservativo con Miss W mentre era addormentata nella sua casa di Stoccolma
Il portavoce di Assange denuncia che l'arresto è un attacco contro la libertà dei media e assicura che la sua detenzione non fermerà le attività del gruppo.

Il governo australiano si è schierato col giornalista ed ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili della fuga di notizie di Wikileaks, e non "il signor Assange". "I responsabili sono gli Stati Uniti", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Kevin Rudd. "La fuga di notizie solleva questioni sull'adeguatezza della sicurezza Usa sui cablogrammi", ha detto Rudd. "Il signor Assange non è responsabile della diffusione non autorizzata di 250 mila documenti dalla rete Usa di comunicazioni diplomatiche. I responsabili sono gli Stati Uniti", ha ribadito.
Il ministro degli esteri australiano ha assicurato che qualsiasi azione legale intrapresa in Australia contro Assange non sarà guidata da motivazioni politiche. "Siamo una nazione fondata sulla legge e come tale dobbiamo aspettare i rapporti della polizia federale australiana... le decisioni saranno prese dai tribunali australiani... Queste sono decisioni legali e giudiziarie, non politiche, e così dovrebbe essere in qualsiasi altro Paese".
Intanto la polizia di Melbourne ha allontanato una folla che si era raccolta davanti a una casa dove si crede abiti Daniel Assange, figlio ventenne del fondatore di Wikileaks Julian, e la tiene sotto sorveglianza. Daniel Assange, designer di software e studente universitario, ha ricevuto minacce di morte negli ultimi giorni e una dei legali britannici che difendono il padre ha chiesto alle autorità australiane di indagare su queste minacce. Daniel Assange aveva recentemente difeso il padre nel suo blog: "Ho molto rispetto per mio padre e per la sua causa, e queste ridicole e maldestre accuse di abusi sessuali servono solo a distrarre dall'impressionante audacia di ciò che ha fatto". E sull'operato del padre sostiene che "considerarlo un ladro di notizie quando in realtà ha fatto un lavoro da giornalista, non crea solo confusioni morali ma è pericoloso in generale per tutti i giornalisti".
Secondo la stampa australiana Daniel, che negli ultimi tre anni ha avuto contatti solo minimi con il padre, è nato da una madre di 16 anni mai identificata pubblicamente, quando Julian Assange ne aveva 19. E ha vissuto a lungo con la nonna materna Christine, che ora vive in Queensland dove gestisce un teatro di burattini.
In un messaggio a mezzo Twitter, Daniel Assange ha prontamente fatto sapere che non abita più da anni nella casa nel sobborgo di Carlton a Melbourne, dove oggi si era raccolta una folla, poi allontanata dalla polizia. L'indirizzo è inoltre differente da quello dichiarato dal padre Julian quando è comparso davanti ad un tribunale di Londra, riferisce la radio australiana Abc.

E WikiLeaks non si ferma... - Il giorno dell'arresto del giornalista australiano, in un messaggio sull'account Wikileaks su Twitter, è stato scritto che le rivelazioni del sito continueranno anche dopo l'arresto di Assange. "Le azioni contro il nostro direttore Julian Assange - si poteva leggere - non avranno effetto sulle nostre operazioni. Pubblicheremo altri cablogrammi". E infatti...
Un trionfo di droghe, alcol e sesso: così diplomatici americani descrivono le feste della famiglia reale saudita in contrasto con l'immagine diffusa nel mondo di un regno ultraconservatore. In un dispaccio riservato diffuso da 'Wikileaks' e rilanciato dal quotidiano britannico Guardian, funzionari del consolato di Gedda fanno il punto della festa di Halloween dello scorso anno organizzata da un principe della famiglia al-Thunayan. Al party, secondo il documento in cui si sottolinea come vada tenuta segreta l'identità del principe, non mancavano liquori e prostitute. "Il ben fornito bar del party era pieno di alcolici, nonostante siano severamente vietati dalle leggi e dalle tradizioni saudite - si legge nel cablogramma firmato dal console americano a Gedda, Martin Quinn - I baristi filippini servivano cocktail con il sadiqi, un liquore locale". In una mensola del bar, stando al dispaccio, erano in bella mostra bottiglie di liquori famosi, riempite di sadiqui. "Si è anche appreso tramite il passaparola che diverse ospiti erano di fatto 'prostitute', non comuni in queste feste - prosegue il documento destinato a creare non poco imbarazzo - Nonostante non se ne abbia testimonianza diretta in questo evento, l'uso di cocaina e hashish è comune tra queste classi sociali". Alla festa, si legge, partecipavano oltre 150 sauditi, tra uomini e donne, di età compresa tra i 20 e i 30 anni e la solitamente implacabile polizia religiosa è stata costretta a chiudere un occhio sull'appuntamento. L'ingresso alla festa, secondo il documento, era controllato attraverso una lista di inviti fatta rispettare rigorosamente. "La scena - si legge - sembrava quella di un nightclub ovunque nel mondo, fuori dal regno: alcol a volontà, giovani coppie intente a danzare, un dj e tutti in costume".
Dall’Arabia alla Svezia, dove degli hacker sostenitori di Julian Assange hanno preso d'assalto il sito web della procura svedese nella notte, bloccandone l'accesso. Il sito è tornato visibile, anche se non in modo ottimale, ha reso noto la procura che aveva spiccato il mandato di arresto contro il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. La procura ha denunciato l'assalto che è stato attribuito dalle autorità svedesi al gruppo "Anonymous".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

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09 dicembre 2010

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