Lampedusa al limite....

Circa 600 migranti imbarcati sulla nave San Marco andranno a Mineo. Ma a Lampedusa infuria la polemica per i ritardi e la disorganizzazione

23 marzo 2011

Verranno trasferiti in Sicilia, in un sito messo a disposizione del ministero della Difesa, i migranti imbarcati sulla nave della Marina San Marco, a Lampedusa. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti al termine del Consiglio dei Ministri, ha spiegato le modalità di evacuazione dall'isola.
Il ministro ha detto che il trasferimento avverrà oggi stesso. "Questa mattina è arrivata a Lampedusa la nave San Marco, che era partita ieri notte. L'unità della Marina ha una possibilità di trasportare in condizioni di assoluta sicurezza fino a 600 persone e questo trasferimento dei tunisini presenti a Lampedusa avverrà oggi stesso. La prima destinazione è la Sicilia, andranno in un sito messo a disposizione dello stesso ministero della Difesa su richiesta del ministro Maroni col quale collaboro in forma continuativa e in assoluta sintonia".

L'imbarco, però, non è ancora cominciato. L'Unità anfibia della Marina ha gettato l'ancora davanti al porto di Lampedusa poco dopo le 8.30: da allora il portellone posteriore da cui dovrebbero uscire i mezzi anfibi su cui verranno caricati i migranti non è mai stato aperto. E, secondo quanto è stato possibile apprendere, al comandante della nave non sarebbe ancora stato comunicato dove dovrebbero essere portati gli extracomunitari che dovrebbero comporre il primo carico.
Protesta il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, sottolineando che è il commissario straordinario dell'emergenza, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, che deve dare al comandante le indicazioni su dove trasferire i migranti una volta che hanno lasciato Lampedusa. "Quello che sta accadendo è vergognoso, la nave San Marco è arrivata da cinque ore a Lampedusa, i migranti sono già in banchina pronti per partire ma le operazioni di imbarco ancora non sono iniziate. Caruso deve dire dove portare gli immigrati oppure dica chiaramente che sta attendendo ordini dall'alto che continuano a non arrivare".
Poco fa, da fonti qualificate si è venuto a sapere che gli immigrati che lasceranno Lampedusa a bordo della San Marco verranno portati nel centro allestito a Mineo, in provincia di Catania. Nel centro di Mineo era stato deciso, nelle settimane scorse dal ministero dell'Interno, di trasferire i richiedenti asilo ospitati nei Cara nel resto dell'Italia per liberare così posti per i nuovi arrivati. Ora però sembra, sempre secondo fonti qualificate, che si sia deciso di utilizzare il villaggio di Mineo per ospitare i migranti presenti a Lampedusa.

Intanto, nella notte trascorsa non si sono registrati sbarchi, dopo giorni di arrivi incessanti. Gli ultimi ieri pomeriggio. Impossibile avere un numero preciso delle persone che si trovano sull'isola, la maggior parte accampate al porto o per le strade e in attesa di essere trasferite sulla terraferma. Nonostante il ponte aereo di ieri, quando hanno lasciato la maggiore delle Pelagie in 500, il saldo delle partenze resta sempre negativo. Continuano ad esserci circa 5mila stranieri, a fronte di 5.500 lampedusani.
Lampedusa "deve essere svuotata in 48 ore altrimenti ci sono seri rischi per la sicurezza e l'ordine pubblico", ha denunciato il sindaco De Rubeis augurandosi che "il governo non voglia portarci alla guerra civile". "Ieri - ha raccontato De Rubeis - uno dei direttori della cooperativa 'Lampedusa accoglienza', che gestisce il centro di accoglienza si è sentito male, perché è stato scaraventato a terra dagli immigrati, che avevano assaltato il camion con i viveri. I volontari, che stavano distribuendo il cibo, hanno avuto paura e sono scappati. E' un episodio grave, che non si era mai verificato sull'isola e che testimonia come l'immigrato che si sente braccato diventa pericoloso". "C'e' esasperazione anche tra i migranti - ha assicurato il primo cittadino nel corso di una conferenza stampa in cui i suoi stessi cittadini sono tornati a criticare fortemente l'assenza di soluzioni per un'emergenza a Lampedusa - molti dei quali non sono ancora stati identificati e le forze dell'ordine, nonostante stiano dando il massimo, non sono sufficienti. E' necessario che il centro di accoglienza e l'isola stessa siano 'svuotati' prima possibile. Bisogna trasferire immediatamente gli extracomunitari, altrimenti potrebbe accadere il peggio". "Serve un atto di coraggio - ha aggiunto il sindaco - se il governo e il ministro Maroni vogliono possono svuotare l'isola in 48 ore e mi auguro che entro domani sera dopo l'incontro a Tunisi con le autorità locali Maroni ci dia risposte certe e concrete". Altrimenti, ha aggiunto, "Lampedusa non sarà più disposta ad aspettare: potremmo dichiarare lo sciopero generale o qualcosa di peggio. Basta con i giochetti politici, il problema va risolto".
Per il presidente del Comitato Shengen, Margherita Boniver, che ieri ha concluso la sua visita nell'isola accompagnata da alcuni membri del Comitato "a Lampedusa c'è una situazione spaventosa: l'unica cosa da fare è accelerare, accelerare, accelerare l'evacuazione dell'isola". Boniver ha visitato prima il molo dove sono accampati in migliaia, poi il Centro di accoglienza in cui ci sono oltre 2.200 migranti a fronte di 850 posti e poi la struttura che ospita 230 minori, dove c'è un unico bagno e non ci sono letti nè materassi.
Il presidente del Comitato Shengen ha detto che appena rientrerà a Roma vedrà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, per chiedere una accelerazione degli interventi e ha invitato il commissario dell'Ue per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom a venire a Lampedusa. "Spero che arrivi prima possibile per rendersi conto direttamente della situazione".

Intanto, dalla sede regionale dell'Associazione nazionale costruttori edili si fa notare quanto messo in rilievo da un servizio di Stefania Petyx mandato in onda su Striscia la Notizia. "L’Ance Sicilia fa presente ai governi nazionale e regionale che, mentre si spendono ingenti risorse per attrezzare e ospitare immigrati nel villaggio privato di Mineo tra la forte preoccupazione delle popolazioni locali e poi se ne spendono altre ancora per trasportarli nel resto d’Italia, in Sicilia esiste una struttura di proprietà dello Stato che può essere subito messa in condizione - e con costi certamente inferiori a quelli stimati dal ministro dell’Interno Roberto Maroni - di ospitare senza oneri correnti per l’erario fino a 500 famiglie di immigrati. Si tratta del villaggio che ospitava gli ufficiali dell’ex base Nato di Comiso, bene immobile che, fra l’altro, si perderà senza un intervento di manutenzione urgente". A dichiararlo è stato Santo Cutrone, vicepresidente regionale dell’Ance Sicilia. "Senza nulla togliere alle iniziative già avviate, - ha aggiunto - fra cui quella di Mineo, Stato e Regione potrebbero aggiungere questa struttura all’elenco dei siti di accoglienza, accorciando così i tempi di svuotamento del centro di identificazione di Lampedusa e abbreviando le tratte che, sempre a carico della collettività, portano gli immigrati ai centri intermedi di accoglienza". "Questo progetto – ha osservato infine Cutrone – porterebbe un grande sollievo all’economia della zona che, fra l’altro, sarebbe ben lieta di ricevere questa gente, secondo il radicato spirito di accoglienza che contraddistingue i ragusani".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Ing, Aise]

 

 

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23 marzo 2011

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