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Lampedusa è in ginocchio

Più di 800 gli immigrati sbarcati sull'isola. Tragedia dell'immigrazione al largo di Malta: 3 donne annegate

31 luglio 2008

AGGIORNAMENTO
Naufragio al largo di Malta, 3 morti -
Un altro barcone di immigrati vittima di un naufragio, al largo di Malta. Tre donne, delle quali una era incinta, sono morte. I soccorsi sono stati prestati a circa 80 miglia a sud dell'isola. La presenza dei naufraghi in mare è stata segnalata dal mercantile 'Northumberland'. La motovedetta maltese, intervenuta sul luogo del disastro, è riuscita a trarre in salvo 28 immigrati, che hanno detto di essere somali e nigeriani. Sono stati i superstiti a riferire che all'appello mancavano tre donne. Immediatamente sono scattate le ricerche. Prima sono stati recuperati due cadaveri, mentre la terza donna, incinta, è stata trasportata in elicottero verso l'ospedale Mater Dei della Valletta, ma è morta durante il viaggio. L'arrivo al porto della capitale maltese delle motovedette con i naufraghi è previsto nel primo pomeriggio. I centri di permanenza a Malta, intanto, sono al collasso dopo gli sbarchi di queste ultime settimane. Solo questa notte sono approdati sull'isola circa cento immigrati, mentre questa mattina la marina maltese ha intercettato altri due barconi con una cinquantina di extracomunitari. Il governo maltese è al lavoro per cercare una sistemazione per i nuovi arrivati, visto che le strutture a disposizione sono ormai al completo.
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Nuove ondate di sbarchi, centro di prima accoglienza al collasso. Sono oltre cinquecento, mille da mercoledì, i clandestini sbarcati nella notte a Lampedusa. L'arrivo più consistente alle 4 del mattino, quando un peschereccio è riuscito a entrare direttamente in porto con 339 extracomunitari, tra cui 47 donne e quattro bambini. Un'altra imbarcazione più piccola, con 39 immigrati, è approdata all'alba sulla spiaggia di Cala Croce. Un terzo barcone, con 47 clandestini tra cui due donne, è stato intercettato a circa 50 miglia a sud di Lampedusa da una motovedetta della Guardia Costiera. L'ultimo intervento riguarda un barcone con un centinaio di immigrati soccorso da una nave della Marina Militare a 70 miglia a sud dell'isola.
Il centro di prima accoglienza di Lampedusa, dove ieri si trovavano circa 700 clandestini, con gli ultimi arrivi rischia adesso nuovamente il collasso. Anche perché il flusso non sembra fermarsi. Circa 250 clandestini si trovano in un barcone di 12-13 metri, il quinto dalla scorsa notte fino a ora, intercettato 24 miglia a sud di Lampedusa dalla guardia costiera. Tre motovedette si stanno dirigendo nella zona di mare per i soccorsi. A bordo del natante ci sono numerose donne. Sono 140 invece gli immigrati soccorsi dalla nave 'Minerva' della marina militare, tra cui 20 donne e 3 bambini.

Secondo una prima stima, con gli ultimi arrivi si sfiorerà quota 1.500. Una cifra molto vicina al record assoluto, registrato in questo mese, di 1664 presenze. Ieri sera nel centro si trovavano 830 immigrati, 187 dei quali saranno trasferiti oggi in nave e in aereo verso altri Cpt.
Una situazione certamente difficile, ma che il personale del centro è in grado di tenere "sotto controllo", secondo Cono Galipò, amministratore delegato di "Lampedusa accoglienza", la cooperativa che gestisce il Cpa. "La nostra struttura - spiega - ha una capienza di circa 850 posti letto, che con due procedure d'emergenza possono diventare fino a 1200. Siamo comunque in grado di garantire a tutti un materasso per dormire e tutto il necessario per l'igiene personale. Siamo attrezzati anche per fronteggiare queste emergenze"

"Lampedusa è in ginocchio: è ora di dire basta e trovare delle soluzioni che non riguardino esclusivamente il fenomeno dell'immigrazione clandestina, ma anche quelle che sono le esigenze degli isolani". Il sindaco Bernardino De Rubeis manifesta così tutta la sua preoccupazione e sollecita una "visita urgente" sull'isola da parte del ministro dell'Interno Roberto Maroni.
"In questo momento - ha detto - il Centro di accoglienza ospita oltre mille persone, per una struttura che può accoglierne al massimo 600. Se si ha l'intenzione di trasformare Lampedusa in una sorta di Asinara di una volta, quella che stanno percorrendo è la strada giusta".
De Rubeis definisce "inutile la spesa di 300 milioni di euro per costruire nuovi centri capaci di contenere complessivamente lo stesso numero di immigrati che in questo momento si trovano solo a Lampedusa".

Il sindaco ha inoltre sottolineato i contraccolpi negativi causati dall'emergenza clandestini: "Stiamo registrando un calo del 30% nelle presenze turistiche, anche a causa dei tagli alle tratte sociali che la Regione ci vuole togliere, lasciando un solo collegamento aereo al giorno per Palermo. Quando il centro è a pieno regime come adesso, a Lampedusa salta tutto, ci sono problemi di fogne, di spazzatura, l'acqua non basta mai. Tutte queste cose, ovviamente, le pagano i residenti dell'isola che versano regolarmente le tasse".
Il sindaco ha ricordato infine che i lavori di ristrutturazione dell'unica scuola dell'isola sono fermi per mancanza di finanziamenti: "Il rischio è che anche il prossimo anno scolastico i nostri ragazzi facciano lezione nei locali della chiesa"

Fonte La Siciliaweb.it

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31 luglio 2008
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