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Lampedusa e la paura del terrorismo

Il procuratore Scalia e il sindaco Nicolini sull'allarme lanciato dal ministro francese della Difesa

02 febbraio 2016

"Fino a questo momento non ci risultano agli atti collegamenti con l'Isis, ma, certo, non possiamo escludere che tra i profughi arrivati a Lampedusa ci possano essere anche cellule terroristiche. Ma, ribadisco, dalle indagini fin qui svolte non ci sono prove di collegamento con il terrorismo islamico".
Queste le parole del Procuratore aggiunto di Palermo, Maurizio Scalia, commentando l'allarme lanciato dal ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian secondo cui "i miliziani dell'Isis che si possono nascondere tra i migranti che viaggiano dalla Libia a Lampedusa rappresentano un grande rischio per l'Europa" (LEGGI).
Il Procuratore Scalia coordina le inchieste sugli scafisti e i trafficanti di esseri umani della Procura di Palermo, insieme con otto magistrati, alcuni dei quali della Direzione distrettuale antimafia (i pm Annamaria Picozzi, Roberto Tartaglia, Renza Cescon, Gery Ferrara, Alessia Sinatra, Daniela Varone, Claudio Camilleri e Francesco Del Bene).

"Visto l'alto numero di migranti arrivati nel 2015 sulle nostre coste - ha detto ancora il magistrato - cioè oltre 150 mila persone, nessuno può escludere che tra loro ci possano essere anche dei terroristi, oppure profughi che poi possono essere avvicinati da organizzazioni terroristiche vicine all'Isis". "In ogni caso - ha aggiunto Scalia - noi, fino a questo momento, non abbiamo alcuna prova che ci siano degli infiltrati tra i migranti arrivati a Lampedusa". Ma ribadisce anche che "l'attenzione della Procura e delle forze dell'ordine è massima, come dimostrano le ultime indagini che abbiamo fatto". A partire dall'arresto della ricercatrice libica Khadiga Shabbi, 45 anni, scarcerata dal gip, ma che adesso dovrà tornare in carcere dopo la decisione del Tribunale del Riesame di Palermo, che ha accolto l'appello della procura, disponendo la custodia cautelare in carcere per la donna, fermata a dicembre dalla Divisione antiterrorismo della Digos di Palermo per istigazione a delinquere in materia di reati di terrorismo. Il gip non aveva convalidato il fermo ed aveva rigettato la richiesta di carcere avanzata dai pm, disponendo solo l'obbligo di dimora. La procura ha fatto ricorso al tribunale del Riesame che ha accolto l'appello (LEGGI).

Ma il Procuratore aggiunto Scalia, ha spiegato che "non si esclude che tra i migranti arrivati possano esserci persone vicine all'Isis" o che "potrebbero arrivare anche in futuro". Alla domanda se è preoccupato, Scalia, ha replicato: "Certo, vista la situazione della Libia, c'è da preoccuparsi e da non stare troppo tranquilli. Ma, ribadisco, che l'attenzione della magistratura e delle forze dell'ordine è al massimo. Schediamo tutti i migranti, facciamo controlli continui, e i risultati si vedono, con l'alto numero di scafisti arrestati finora".

"Sono molto arrabbiata, anzi sono arrabbiatissima. Il ministro francese ha detto una sciocchezza sul rischio Isis a Lampedusa. Scriverò al Presidente del Consiglio Renzi per chiedere che lui tuteli il buon nome della nostra isola. Non è possibile che ogni volta che bisogna lanciare un allarme, si debba parlare di Lampedusa, quando finora Lampedusa è stata simbolo di ben altro, cioè di un grande lavoro di soccorso e accoglienza".
Lo ha detto all'Adnkronos Giusi Nicolini, sindaco battagliero di Lampedusa, commentando le parole del ministro della Difesa francese, Jaean-Yves Le Drian.
"Quello che dice il ministro della Difesa francese è privo di fondamento - dice Nicolini - non tiene assolutamente conto dei dati e mi fa impressione che uno statista europeo di questa levatura non sappia che dei 150.000 migranti arrivati nel 2015 via mare , solo 20 mila profughi sono stati portati a Lampedusa, gli altri 130 mila sono stati portati sulle coste siciliane. Non capisco perché il pericolo dovrebbe essere Lampedusa".

"Inoltre, vorrei ricordare al ministro francese - dice Nicolini, che proprio di recente è stata insignita del premio Simone De Beauvoir in Francia (LEGGI) - che gli autori dei più recenti attentati terroristici a Parigi sono cittadini francesi e non provenienti da Lampedusa. Noi da più di venti anni ci occupiamo di accoglienza e posso assicurare che sui barconi arriva solo gente disperata. Solo un disperato prende la barca sapendo che può morire ustionato o annegato o addirittura ammazzato. Solo uno stupido potrebbe restare, inoltre, intrappolato a Lampedusa. Ecco perché dico che mi sembra una grande sciocchezza ciò che dice il ministro. C'è stata leggerezza nel dire quelle frasi. E questo farà pagare, per l'ennesima volta, un prezzo molto alto all'isola, in termini di turismo".
"Noi siamo un esempio di come l'accoglienza può convivere con il turismo - aggiunge Giusi Nicolini - I profughi arrivati qui non hanno mai torto un capello a nessuno. Le parole del ministro servono solo ai fini propagandistici sul piano internazionale. Leggo la cattiva volontà di andare a bombardare la Libia, chiamando in causa l'Italia come responsabile del pericolo Isis. Il ministro francese deve sapere che la maggioranza delle persone che scappano dal Corno d'Africa scappano proprio dall'Isis".

"Poi, non è mica la scoperta dell'acqua calda la nostra vicinanza alla Libia. Noi siamo sempre stati vicini alla Libia, pure quando è arrivato il missile da Gheddafi. Il ministro francese ha detto una grande sciocchezza, lo ribadisco", dice ancora il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Che se la prende soprattutto con alcuni quotidiani che titolano "L'Isis sbarca a Lampedusa". "Questo è killeraggio bello e buono - si sfoga - Il ministro non ha mai detto che l'Isis 'sbarca a Lampedusa'". "Tutto questo è fuorviante - dice ancora il sindaco delle Pelagie - Non possiamo essere ancora noi a pagare un prezzo così alto".
E dopo le parole del ministro francese, ha annunciato una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Sì, dice, perché io pretendo che il Governo deve tutelare Lampedusa. Mi aspetto che ci sia una risposta da parte del governo Renzi, non possiamo essere trattati così".

Nicolini chiude invitando il ministro della Difesa Le Drian "a venire a Lampedusa". "Fa confusione con i numeri - dice - forse è convinto che passano tutti da Lampedusa, ma non è così. Dopo Mare nostrum, gran parte dei profughi viene portata in altri porti. Lampedusa non potrebbe sopportare questi numeri. Il ministro venga qui a vedere quello che facciamo e vedrà con i suoi occhi come si lavora. Così vedrà con i suoi occhi questi profughi feroci e terroristi che sbarcano qui...".

[Informazioni tratte da Adnkronos]

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02 febbraio 2016
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