Lampedusa, paradiso "verde"

Il ministro Prestigiacomo e Claudio Baglioni pensano ad una Lampedusa 'oil free'

06 luglio 2011

Ieri il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, è giunta a Lampedusa per un sopralluogo nell'ambito del piano di riqualificazione dell'isola siciliana. Il ministro è stato accolto dal sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis. La missione prevede in particolare sopralluoghi nell'ambito dei capitoli della depurazione, della mobilità sostenibile, della raccolta differenziata, e delle rinnovabili.
Durante la visita il ministro ha poi detto basta con le immagini di un'isola afflitta dall'emergenza immigrazione. "Per Lampedusa questo è un danno grave. Le immagini da promuovere sono quelle della baia dei Conigli e del paradiso che rappresenta questa isola. Isola che torna a vivere. Siamo qui per far partire il piano di rilancio di Lampedusa e Linosa previsto dal governo Berlusconi che ha stanziato 26 milioni di euro. Due paradisi del mar Mediterraneo meglio di Bora Bora e dei Caraibi". La Prestigiacomo ha poi visitato il Centro soccorso di prima accoglienza dove attualmente ci sono circa 560 immigrati. "Sono stata colpita in positivo - ha commentanto il ministro - Un centro civile e pacifico dove gli immigrati non vogliono restare ma sono assistiti. Oggi sull'isola ci sono tanti turisti ed è giusto che Lampedusa torni alla vita normale. Gli abitanti sono operosi e accoglienti. L'isola ha gigantesche potenzialità per diventare un'isola sostenibile e centrale da un punto di vista turistico". Redazione online

Del ministro Prestigiacomo ha parlato Claudio Baglioni, che in una lunga intervista esclusiva pubblicata su 'A', il settimanale diretto da Maria Latella in edicola da oggi, ha parlato di lei, di Berlusconi e della "sua" Lampedusa. "Ho incontrato più volte il ministro dell'Ambiente. Con Stefania Prestigiacomo c'è un progetto di lavoro che va avanti da dieci settimane: trasformare Lampedusa nella prima isola al mondo 'oil free'". Il cantautore spiega così la nuova sfida per l'Isola: "Niente gasolio, niente benzina, niente energia 'sporca'; solo macchine elettriche per la mobilità, solo pannelli solari per calore e luce".
Nella lunga intervista Baglioni lancia poi una proposta, quanto meno bizzarra, al premier e al ministro dell'Interno: "Io, Berlusconi e Maroni... un concerto per Lampedusa". "Berlusconi adora cantare, adora il palcoscenico, adora stupire. E ha ancora un appeal formidabile: giri il mondo e c'è solo lui. Nel bene e nel male. E allora se riuscissimo a organizzare un concerto a Lampedusa sarebbe assolutamente un evento". Ma c'è da dire che "le cose a due funzionano meno di quelle a tre", e così Baglioni aggiunge: "Dobbiamo riuscire a convincere anche Roberto Maroni. Ha una sua band, Distretto 51. Nel 2007 si esibirono a Varese... Ho dei ricordi: la notte bianca, il ministro alla tastiera: Roberto ha i numeri, è un ottimo pianista-organista. Le confesso una cosa: ho anche un suo disco e qualche volta l'ascolto". Poi parla del Berlusconi cantante: "Silvio non è originale, ma è intonato. In gergo si dice lui canta tutto in anticipo, come se avesse fretta di arrivare. Una volta gli dissi 'rubi il tempo' e mi preoccupai pensando che quell'osservazione potesse essere stata presa male". Nell'intervista Baglioni racconta anche la sua amicizia con il presidente del Consiglio e l'ultimo sfogo telefonico del premier: "'Claudio sono stanco, questa politica mi ha sfinito, mi ha deluso. Sai continuo a chiedermi chi me l'ha fatto fare. Tu sei fortunato. Beato te che canti, suoni, fai innamorare le ragazze'. Io pensavo: l'avventura politica e imprenditoriale del capo del governo ruota attorno al suo piacere di esibirsi, di avere un pubblico a cui piacere. La vita di Berlusconi doveva essere quella, non questa".

Baglioni confessa che, dopo aver guardato con sospetto la fase della discesa in campo del premier ora si è convinto che "Berlusconi è meglio, molto meglio, di come viene raccontato. Silvio non è snob, non è aristocratico come succede spesso alle persone di potere. L'ho osservato stringere la mano a cinquecento persone di seguito ma non perché lo deve fare, ma perché gli piace farlo. In questo è naif, è spontaneo. Lui non si vergogna di dire 'facciamo il partito dell'amore'. E' sincero". Quanto alla politica, per il cantante "è tutto; peccato che l'idea di servizio venga sempre rovesciata". "Oggi - osserva - la politica guarda tutti dall'alto in basso, ma ai nostri leader vorrei dire una cosa: non puoi essere il Marchese del Grillo, non puoi dire: 'Io sono io e voi non siete un cazzo'. Devono cominciare a capirlo perché la gente non ne può più e il vento dell'antipolitica comincia a soffiare forte. Recentemente ho incontrato Mastella che conosco da anni e mi sono sfogato: 'Clemente non sono mai stato democristiano, ma mi manca quella politica, mi manca l'autorevolezza di certi leader'. Oggi c'è solo rissa, provocazione, offesa... Ma alla fine i tifosi più scatenati sono i primi che poi ti tagliano la testa".
Nell'intervista Baglioni condanna poi le parole del leader della Lega Umberto Bossi sugli immigrati: "Quel 'fora dai ball' è un uffa, un grido spazientito. Non può essere un programma. In quelle tre parole non c'è nessuna analisi, nessuna soluzione". "Bossi esprime il pensiero di una persona che si sta scolando un grappino in un bar di Belluno; ma lui è un leader. Sia più ambizioso, esprima concetti, immagini soluzioni. Poi dice basta a immigrazione clandestina e torna a 'chiamare' i turisti. Maroni si sta muovendo bene e capisco il senso del suo lavoro: l'irregolarità va frenata; questa idea della clandestinità va curata'. Serve un cammino verso un concetto forte di legalità. A Lampedusa e all'Italia. Ma mi faccia dire una cosa: la paura dei turisti non è comprensibile. Non c'è uno scippo, non c'è un furto, c'è solo il mare più bello del mondo".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, ANSA, Lasiciliaweb.it]

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06 luglio 2011

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