Lampedusa svuotata

Via in nave anche gli ultimi migranti: molti di loro potranno usufruire di un permesso di soggiorno straordinario per motivi umanitari

08 aprile 2011

La nave "Flaminia" della Tirrenia, è salpata intorno alle 3 del mattino. A bordo ha imbarcato diverse centinaia di extracomunitari, per la maggior parte tunisini, che ancora erano presenti a Lampedusa. Questa mattina sull'isola non ci sono più migranti. Nel centro di accoglienza dell'isola sono rimaste ormai soltanto alcune decine di persone.
La nave per tutta la giornata di ieri aveva provato invano ad attraccare ma la manovra è poi riuscita in tarda serata e i migranti sono stati trasferiti a gruppi all'approdo di Cala Pisana per salire a bordo. L'operazione è durata diverse ore, poi la "Flaminia" è salpata diretta a Catania. Proseguirà poi per Livorno.
Il capoluogo etneo potrebbe essere la prima città ad applicare la direttiva annunciata ieri sera dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sulla concessione dei permessi temporanei ai migranti. A usufruirne potrebbero essere cinquecento extracomunitari, per la maggior parte tunisini, che sono sulla "Flaminia". Agli immigrati che scenderanno a Catania, per essere poi trasferiti a Mineo, sarà fornito, se richiesto, un permesso di soggiorno straordinario per motivi umanitari per la validità di sei mesi che permetterà loro di potere circolare nell'area Schengen.
"Prima dello sbarco - ha riferito il questore di Catania, Domenico Pinzello - a bordo della nave salirà personale dell'ufficio stranieri e amministrativo della polizia di Stato, mediatori culturali e interpreti. Ai 500 che scenderanno dalla nave verrà chiesto se vogliono usufruire del permesso di soggiorno straordinario per motivi umanitari. Nessuno di loro sarà rimpatriato". Tutti i migranti sono stati già identificati prima di partire da Lampedusa, anche fotografati e sono state prese le loro impronte digitali.

La notte trascorsa a Lampedusa è stata parecchio movimentata. La polizia ha dovuto sedare una violenta protesta di una settantina di tunisini. A fare scattare i disordini all'interno del centro di accoglienza di contrada Imbriacola è stata la notizia - data dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni durante la trasmissione 'Porta a porta' - del rimpatrio di trenta loro connazionali, che dai primi controlli sono risultati avere precedenti penali. Il volo è decollato ieri sera dall'aeroporto di Lampedusa ed è il primo dopo gli accordi italo-tunisini. Sarebbero state le stesse autorità tunisine a fornire l'elenco di chi aveva precedenti con la giustizia.
I circa settanta tunisini, che erano arrivati mercoledì assieme a quelli adesso espulsi, hanno protestato animatamente e solo a tarda notte le forze dell'ordine hanno riportato la calma.
Fonti del ministero dell'Interno tunisino, citate dall'agenzia d'informazione 'Tap', hanno confermato che l'accordo con l'Italia sui rimpatri riguarda "800 migranti tunisini presenti ancora a Lampedusa", mentre "a coloro che sono arrivati nel territorio italiano dal 25 gennaio scorso saranno concessi permessi temporanei". Le fonti governative del paese nordafricano hanno quindi sottolineato che con le autorità italiane è stato concordato che la procedura di espulsione sarà fatta "evitando deportazioni di massa, ma in piccoli gruppi e in presenza delle autorità consolari tunisine al fine di salvaguardare i diritti umani dei migranti e la loro dignità" e in modo discreto. Le stesse fonti, citate dalla 'Tap', ribadiscono che l'accordo raggiunto con l'Italia per contrastare l'immigrazione clandestina "rispetta la sovranità della Tunisia per quanto concerne il monitoraggio dei propri spazi ed acque territoriali, senza dovere ricorrere a pattugliamenti congiunti".

La scorsa notte unità navali tunisine e personale del campo petrolifero "Miscar", hanno soccorso, nel golfo di Gabes, un barcone, con a bordo 51 persone, che stava per inabissarsi a causa delle avverse condizioni del mare. Un funzionario della piattaforma petrolifera della British gas ha riferito alla Tap che il barcone, che aveva a bordo persone di età compresa tra i 25 e i 40 anni, aveva preso il mare dalla spiaggia di Sidi Mansour. Ma le condizioni meteorologiche sono via via peggiorate e, intorno alle tre della notte tra mercoledì e giovedi, i clandestini hanno lanciato una richiesta di soccorso, raccolta sia dalle forze di sicurezza tunisine che dal personale della piattaforma. I migranti sono stati quindi raggiunti in mare aperto, trasbordati e soccorsi, anche con la prestazione delle cure mediche necessarie e con cibo, dal momento che molti di loro non mangiavano da alcuni giorni. Le 51 persone hanno raggiunto il porto di Sfax in nottata, anche a bordo di un natante messo a disposizione dalla British gas.
Intanto, questa mattina, un'imbarcazione con 82 immigrati, tra cui 12 donne e 25 bambini, è stata intercettata al largo delle coste calabresi. Una volta a terra, i migranti (di nazionalità palestinese, irachena, afghana e del Bangladesh) sono stati rifocillati in attesa del completamento delle procedure di identificazione e il trasferimento al centro di accoglienza di Crotone. Individuati e arrestati i due scafisti di nazionalità ucraina.

Braccio di ferro Italia-Malta - Una motovedetta maltese ha soccorso un barcone con 170 migranti, proveniente dalle coste libiche, nell'area a 40 miglia da Lampedusa in cui la notte di mercoledì è naufragato il barcone con circa 300 persone a bordo, di cui solo 53 sono state salvate. L'intervento è avvenuto intorno alle 5 del mattino. Dopo aver soccorso il barcone in difficoltà e trasbordato i migranti, la motovedetta de La Valletta avrebbe fatto rotta su Lampedusa, spingendosi fino al limite delle acque territoriali italiane. A quel punto sarebbe nato un breve braccio di ferro diplomatico tra le autorità maltesi e il Viminale, e gli extracomunitari sono stati infine portati a Malta. Ieri pomeriggio altri 200 migranti che si trovavano a bordo di una barca in avaria a 51 miglia da Lampedusa - dopo l'intervento congiunto di un pattugliatore maltese e di una motovedetta italiana - sono stati trasbordati sul mezzo e condotti nell'isola-stato. Il governo maltese accusa l'Italia di non aver rispettato gli obblighi umanitari, legali ed internazionali. Gli immigrati, secondo il ministro maltese, soccorsi a largo di Lampedusa dovevano essere portati al porto più vicino e sicuro, secondo quanto previsto dalle leggi internazionali. "Non capiamo perchè l'Italia non comprende questa legge" ha detto Misfud Bonnici aggiungendo che la motovedetta maltese era ad otto ore di distanza da La Valletta e meno di due ore da Lampedusa. "Ci hanno detto - ha aggiunto - che Lampedusa era sovraffollata e che era sprovvista di medicine e cibo mentre noi abbiamo saputo che c'erano soltanto 84 immigrati sull'isola". Misfud Bonnici si è detto poi deluso di una mancata telefonata del ministro dell'Interno Roberto Maroni che - ha spiegato - ieri gli aveva preannunciato di chiamarlo. Intanto è stato chiarito che l'intervento di soccorso della motovedetta maltese nel canale di Sicilia ha riguardato solo un barcone, con a bordo 170 persone, e non due come inizialmente sembrava.

Le direttive della Commissione per la ricerca e il salvataggio di persone in difficoltà nel Mediterraneo - "Le navi hanno l'obbligo di prestare assistenza alle persone in difficoltà in mare, indipendentemente dalla loro nazionalità, il loro status o le circostanze in cui si trovano. Questa è una lunga tradizione marittima in vigore e un obbligo di diritto internazionale, che si applica a tutte le navi". Così la Rappresentanza a Milano della Commissione europea, in una nota diramata ieri sulla scia del tragico incidente avvenuto al largo di Lampedusa.
"Quando una nave riceve un'informazione - prosegue la nota - che ci sono persone in difficoltà o  in  una situazione di pericolo, deve procedere a tutta velocità per assistere i bisognosi. Questa nave deve informare i servizi di ricerca e salvataggio dello Stato nella regione di ricerca e soccorso (SAR) in cui si è verificato l'incidente e attendere le istruzioni. Lo stesso vale nel caso di un'operazione coordinata da Frontex. Italia e Malta devono fare il massimo uso delle risorse a loro disposizione per questo scopo. Come Stati responsabili della loro regione di ricerca e soccorso (SAR), hanno il diritto di chiedere a qualsiasi altra nave nella zona di aiutare a salvare le persone in pericolo. Gli Stati della regione devono coordinarsi e cooperare per assicurare che le navi che forniscono assistenza imbarcando persone in difficoltà in mare, siano esonerate dai loro obblighi di minimo spostamento dal tragitto previsto. Lo Stato nella cui regione SAR è data l'assistenza deve garantire che tale coordinamento e cooperazione si verifichino in modo che le persone soccorse in mare siano sbarcate e portate in un luogo sicuro". "È ovvio che, in caso di arrivi massicci di migranti via mare, - conclude la nota - più navi sono disponibili nella zona, più vite possono essere salvate. Un'operazione FRONTEX coordinata con significativa partecipazione di altri Stati membri dell'Ue contribuirebbe a tale scopo in uno spirito di solidarietà europea, anche se non sarebbe l'unico fattore determinante per salvare le persone in difficoltà in mare".

Via libera a permessi temporanei ma è scontro tra Italia e Francia - E' scontro Italia-Francia sulla gestione degli immigrati. Il governo francese ha fatto sapere che respingerà gli immigrati clandestini provenienti dall'Italia. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Interni di Parigi, Claude Gueant, che, in una circolare inviata a tutte le prefetture e alle autorità di polizia, "ricorda le regole che disciplinano la libera circolazione nello spazio Schengen di persone provenienti da Paesi terzi muniti di un documento di soggiorno provvisorio rilasciato da un Paese Schengen". Dura la reazione del ministro dell'Interno Roberto Maroni che ha accusato la Francia di essere "ostile".
L'atteggiamento dell'Italia non cambia e ieri il presidente del Consiglio ha firmato il decreto che concede il permesso di soggiorno temporaneo a chi è arrivato sino ad ora in Italia. Durante il Cdm è stato anche nominato commissario straordinario per l'emergenza immigrati il capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli.
Quanto alle cinque condizioni dettate dal governo d'Oltralpe, giungono in seguito ai provvedimenti che l'Italia ha annunciato dopo l'accordo sottoscritto con la Tunisia per fronteggiare l'emergenza immigrati a Lampedusa. Nella circolare si legge che queste persone "possono effettuare in Francia soggiorni che non superino i tre mesi". Inoltre, devono essere munite di documenti di viaggio e di soggiorno validi e "riconosciuti dalla Francia", devono poter dimostrare di avere mezzi di sostentamento sufficienti, stabiliti in "31 euro al giorno per persona" nel caso in cui dispongano di un alloggio, "62 euro al giorno a persona", nel caso contrario. Chi entra in Francia, inoltre, "non deve rappresentare una minaccia per l'ordine pubblico" e "non essere entrato in Francia da più di tre mesi".

Da parte sua, il ministro dell'Interno Maroni, intervenendo al Senato sull'emergenza immigrazione ha osservato che "il governo francese sta mantenendo un atteggiamento di ostilità". "Le regole sulla libera circolazione nell'area Schengen - ha ricordato il titolare del Viminale - ci sono e devono essere applicate e rispettate". E che "la Francia non potrà riaccompagnare gli immigrati alla frontiera se non sospende Schengen", ha chiarito poi in serata ospite di 'Porta a Porta'.
Sulla questione è intervenuta anche la Commissione europea che ha confermato che l'Italia è libera di concedere permessi di soggiorno agli immigrati in quanto conforme alla legislazione Ue, ma perché i migranti possano viaggiare negli altri Paesi Ue dipende dal tipo di permesso accordato e se gli immigrati non rispettano questi criteri allora devono essere rinviati nello Stato membro di provenienza. Secondo Bruxelles è quindi "molto importante che gli Stati membri collaborino tra loro" e in particolare "la riunione annuciata per domani (oggi per chi legge, ndr) tra Italia e la Francia sarà una buona opportunità per discuterne", ha affermato il portavoce.
Ieri sera, il premier Silvio Berlusconi è poi salito al Colle con i ministri Maroni e Fitto e a una delegazione delle autonomie locali, per illustrare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'accordo siglato ieri sull'emergenza immigrati. Il Capo dello Stato, esprimendo "vivo apprezzamento per la collaborazione data e gli impegni responsabilmente assunti dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali a conclusione di approfondite e proficue discussioni con i rappresentanti del governo", ha sottolineato come di "essenziale importanza" sia "la definizione di orientamenti comuni in sede europea".

Azione comune tra Italia e Francia per bloccare i clandestini -  "Abbiamo concordato la necessità di sviluppare un'azione comune fra Italia e Francia, un gruppo di lavoro congiunto per prendere iniziative per bloccare le partenze dei clandestini dalla Tunisia". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine dell'incontro con l'omologo francese Claude Gueant. L'accordo con la Francia, ha continuato Maroni, prevede che le iniziative rientrino negli "accordi fra Italia e Tunisia che prevedono il pattugliamento congiunto delle coste sia aereo che navale".   
"Siamo d'accordo - ha detto Gueant - sul rispetto stretto delle norme. Gli immigrati con un permesso di soggiorno temporaneo avranno la possibilità di circolare nel rispetto degli accordi di Schengen, che prevedono anche documenti di circolazione e risorse economiche. Dipenderà dai singoli Paesi - ha aggiunto il ministro degli Interni francese - verificare queste condizioni".
"Sulle questioni che hanno determinato polemiche tra Italia e Francia - ha spiegato anche Maroni - sulla libera circolazione per chi ha un permesso di soggiorno temporaneo si applicano le regole di Schengen e gli accordi bilaterali fra Italia e Francia secondo le regole esistenti". Maroni ha sottolineato che "le autorità francesi sono libere di verificare" i presupposti per il rispetto delle norme di Schengen. "In un rapporto di leale collaborazione tutte le questioni potranno essere risolte", ha concluso il ministro.  
Secondo un portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ''i colloqui di oggi sono molto importanti per chiarire" le rispettive posizioni e per "permettere di avanzare verso una soluzione europea" in vista della riunione dei ministri degli Interni dei 27 che si terrà lunedì a Lussemburgo.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Repubblica/Palermo.it, Aise]

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08 aprile 2011

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