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Le 1.700 aziende cancellate nel 2012 e la speranza Cesame

Dall'impietoso dato di Unioncamere all'accordo firmato per i soci-lavoratori di Catania

05 maggio 2012

Nei primi tre mesi del 2012 in Siciliale imprese cancellate dai registri camerali sono state 10 mila 685, contro 8 mila 906 nuove iscrizioni, con un saldo negativo di circa 1.700 aziende in meno. È l'impietoso dato che emerge da uno studio di Unioncamere Sicilia, presentato a Palermo nella sede della Camera di Commercio. Secondo lo studio le cessazioni (+15% rispetto allo stesso periodo del 2011) aumentano molto più delle iscrizioni, che sono pure in aumento (+8% rispetto al primo trimestre del 2011).
"Purtroppo gli ultimi dati dimostrano che molte imprese si sono cancellate - ha detto il Presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace -. Nei primi tre mesi di quest'anno si registrano più cessazioni che iscrizioni, segno di una crisi che è arrivata dopo in Sicilia che comunque le aziende affrontano la crisi con grande sacrificio e resistenza di stare sui mercati".
Secondo l'indagine di Unioncamere Sicilia, la maggior parte delle nuove imprese iscritte, nei primi tre mesi dell'anno, nei registri camerali è rappresentata da ditte individuali, costituite per il 73 percento da giovani, donne e stranieri. Rispetto allo stesso periodo del 2011 ad aumentare sono state le iscrizioni di quelle femminili, mentre sono diminuite le imprese giovanili e straniere. Secondo lo studio, infine, da gennaio a marzo sono state aperte 209 procedure concorsuali: circa l'80% sono fallimenti (165). L'incidenza delle procedure aperte nell'isola sul totale delle imprese attive risulta in linea con la media nazionale.

Accanto a questa fotografia che mostra per l'ennesima volta quanto sia sentita la crisi nella nostra regione, vogliamo accostarne un'altra di speranza e ottimismo: quella che ritrae la vicenda della Cesame, la storica azienda catanese di ceramiche passata alla gestione dei lavoratori, in un primo momento licenziati, diventati soci (LEGGI). Ieri mattina, infatti, è stato firmato a Roma l'accordo per attuare il progetto di ristrutturazione dell'azienda. A sottoscrivere l'intesa, che prevede l'impegno del ministero dello Sviluppo economico affinché il Cipe deliberi lo sblocco dei fondi Fas necessari alla Regione per poter "riempire" di soldi lo strumento del contratto di sviluppo, sono stati lo stesso ministero, la Regione Sicilia e i sindacati.
A rappresentare i lavoratori c'erano la Filctem Cgil (Giuseppe D'Aquila), la Femca Cisl (Maurizio Caffo), la Cgil nazionale (Salvatore Barone) e la Camera del lavoro di Catania (Margherita Patti). Una volta che il Cipe avrà deliberato, la Regione sarà anche nella condizione di anticipare con fondi propri i contratti di sviluppo.

"Tutto questo accadrà entro la prima settimana di giugno, ed entro quello stesso mese la cooperativa Cesame chiederà i finanziamenti alla Regione - spiegano D'Aquila e Caffo -. Siamo contenti perché oggi possiamo dire che il gioco di squadra ha funzionato, e che le promesse sono state mantenute. E' un sogno che si realizza e una speranza per la collettività. Da licenziati a imprenditori: è stato difficile, ma l'orizzonte adesso sembra schiarito".
Si dichiarano "estremamente soddisfatti" anche il segretario generale della Cgil di Catania Angelo Villari e il segretario confederale Margherita Patti: "Finalmente ci sono tutte le condizioni affinché un buon obiettivo imprenditoriale venga raggiunto. Le istituzioni hanno capito l'importanza, anche sociale, che l'operazione Cesame può assumere nell’intero territorio etneo, e non solo".
Adesso l'obiettivo è quello di avviare la produzione nel 2013. I 77 soci lavoratori che avevano occupato il salone del palazzo Esa, a Catania, e che poi hanno sospeso la protesta, hanno già investito le loro risorse personali per riavviare l'impresa (tutto il Tfr e l'indennità di mobilità per un totale di circa 750 mila euro).

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it]

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05 maggio 2012
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