Le 5 regole d'oro per affrontare lo stop alle buste di plastica

L'eco-rivoluzione si può e non è difficile abituarsi ad alcune nuove, semplice regole

05 gennaio 2011

Da cinque giorni le buste di plastica sono andate ufficialmente in pensione (LEGGI) e anche se al momento è consentito lo smaltimento gratis delle scorte, purtroppo, c'è ancora qualcuno che continua a farsele pagare.
Gli italiani, dunque, tra i consumatori più fedeli in Europa, si trovano a fare i conti con l’eco-rivoluzione. Il mercato già da tempo mette a disposizione diverse soluzioni: dalla sportina in fibre naturali direttamente dal passato ai nuovi eco-shopper in bioplastica ricavata da mais e altre materie vegetali. Il futuro, dunque, sembra essere in mater-Bi e lo confermano anche i numeri di Novamont, l’azienda produttrice, che ha aumentato la propria capacità produttiva da 80.000 a 130.000 tonnellate all'anno entro marzo (erano 40.000 nel 2009).
Per affrontare in modo più sereno il cambiamento e facilitare il passaggio alle borsine ecocompatibili, Coldiretti lombarda ha stilato 5 regole d’oro che sono: dividere la spesa in 2 o più contenitori, riutilizzare vecchie borse in tessuto e buste di plastica oppure scatole in cartone formato mercato o i trolley delle nostre nonne.
Gli italiani, precisa la Coldiretti, sono tra i massimi utilizzatori in Europa di shoppers in plastica con un consumo medio annuale di 300 sacchetti a testa. In Italia, inoltre, arriva un quarto dei 100 miliardi di pezzi consumati in Europa dove vengono importati per la maggioranza da paesi asiatici come la Cina, Thailandia e Malesia e di questi sacchetti il 28% diventa rifiuto e va ad inquinare l'ambiente in modo pressoché permanente poichè occorrono almeno 200 anni per decomporli. [Adnkronos/Ign]

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05 gennaio 2011

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