Le bellezze di Siracusa sfidano i timori della guerra

Si temeva potesse diminuire la presenza turistica nella magnifica città greca, ma così, almeno per ora, non è stato

01 aprile 2003
I tragici tempi che corrono fanno temere chiunque.
Grande il timore è stato, e continua ad esserlo, per gli operatori turistici, che con la dilagante paura dei viaggi aerei presagivano un tracollo di presenza straniera.

Sembra invece, da quello che si è potuto appurare da un inchiesta effettuata in decine di alberghi di Siracusa e provincia, che i meravigliosi posti di interesse turistico internazionale come la Fonte Aretusa, Orecchio di Dionisio, Teatro Greco, continuano non soltanto ad attirare visitatori ma registrano un inaspettato risultato, ossia ''nulla rispetto all’anno trascorso è cambiato, anzi, in qualche caso si è registro un lieve incremento''.

La motivazione plausibile può essere il fatto che negli ultimi decenni  la provincia di Siracusa, e l'intera Regione Sicilia, hanno puntato la maggior parte degli investimenti, sia a livello pubblico che privato, sul turismo.
La strage dell'11 Settembre, l'attuale guerra in corso, l'allarme antrace e chi più ne ha più ne metta, potevano mandare tutto a rotoli ma, almeno per ora, così non è stato.

L'ennesimo banco di prova sarà la Pasqua, il periodo fra Natale e l'estate che maggiormente si presta a rappresentare l'eventuale cambiamento di rotta. A Pasqua dunque si saprà con maggiori e qualificate certezze se nonostante l'inferno dell'Iraq la situazione a Siracusa è rimasta su buoni livelli.

Con tutto ciò le strade di Ortigia sono quotidianamente affollate soprattutto di giovanissimi, gli studenti di tutta Italia in gita con le scuole. E Siracusa mostra sempre di essere fra le mete privilegiate.


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01 aprile 2003

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