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Le cattive acque siciliane

La Sicilia bocciata ancora una volta da Goletta verde: 16 le foci e gli scarichi ad allarme rosso

22 luglio 2011

Nei giorni scorsi i biologi della Goletta Verde di Legambiente hanno dato il loro responso riguardo le acque del mare siciliano. Le foci dei fiumi e gli scarichi campionati in Sicilia sono inquinati: 16 i punti ad allarme rosso. Un dato che colloca la regione al primo posto per numero di comuni in procedura di infrazione europea.
Da quanto emerso dalle analisi, fatte a bordo di un laboratorio mobile, la situazione in Sicilia è preoccupante. "La Sicilia - dice Legambiente - sotto il profilo della depurazione verte decisamente in cattive acque".

Nella provincia di Catania, ad Acitrezza, nell'area marina protetta Riviera dei Ciclopi, uno scarico di fogna converge direttamente a mare, situato sotto un muretto di cemento vicino all'approdo per le barche, ha constatato Legambiente.
Nella provincia di Messina, gli scenari non sono diversi, così come nel Ragusano. I campionamenti effettuati nel Comune di Vittoria, in località Lungomare Scoglitti, riguardo la Foce Torrente Ippari, evidenziano acque fortemente inquinate. Stesso dato in provincia di Caltanisetta, a Gela, campionato in località Macchitella, alla foce del fiume Gattaneo.
La provincia di Siracusa è stata testata nel Comune di Pachino, sul lungomare di Marzamemi, portando alla luce la presenza di un depuratore sottodimensionato per il carico antropico che si raggiunge nel comune durante il periodo estivo.
A Palermo, la Foce Fiume Oreto, al momento dei campionamenti presentava feci in sospensione, livelli batteriologici altissimi ed è pertanto risultata fortemente inquinata. Spostandosi nella provincia del capoluogo regionale, la situazione non migliora. Nel Comune di Termini Imerese, il prelievo di acque effettuato in via Crisone, a 250 metri dalla foce del Torrente Barratina, è risultato fortemente inquinato. A Carini, l'esito delle analisi è stato lo stesso: elevatissima presenza di batteri nel campionamento condotto nella Foce Fiume Ciachea.
Nella provincia di Trapani, le ricerche di Goletta Verde riportano altri dati allarmanti. Anche nel Comune di Castelvetrano, a Marinella di Selinunte, ci sono altissimi livelli di inquinamento microbiologico, così come a Mazara del Vallo. Ancora nel Trapanese, nella frazione di San Cusumano (Tonnara), a Casa Santa Erice, i campionamenti realizzati nello scarico che insiste sulla strada provinciale Trapani-Bonagia, riportano valori talmente alti da risultare non quantificabili, il risultato è acqua torbida e fortemente inquinata.

La Sicilia inoltre si piazza al primo posto per le procedura di infrazione per inadempimento nell'attuazione della direttiva per garantire agli agglomerati urbani di oltre 15 mila abitanti la dotazione di reti fognarie. Secondo gli ultimi dati disponibili, diffusi da Legambiente, sono 90 i comuni siciliani inadempienti, imputati di omissione delle disposizioni necessarie.
"La fotografia scattata da Goletta Verde ci dimostra che la depurazione è ancora insufficiente - ha detto il presidente di Legambiente Sicilia, Mimmo Fontana - e non possiamo non ribadire la nostra preoccupazione e rilanciare l'appello alle autorità competenti affinchè si impegnino immediatamente per portare gli impianti depurativi della regione a numero sufficiente e a un livello di efficacia ed efficienza che rientri nei parametri, non solo della direttiva europea, ma anche del buon senso".

Intanto, per tante aree bocciate ce n'è qualcuna promossa a pieni voti: le "Cinque vele" di Legambiente quest'anno vanno ai comuni di San Vito Lo Capo, (TP), Noto (SR) e dell'Isola di Salina (ME) "che coniugano al meglio qualità del territorio e dei servizi con politiche di tutela e sostenibilità" . "Le esperienze dei Comuni premiati - ha detto Mimmo Fontana - rappresentano percorsi che si stanno sviluppando sulla giusta strada, per riportare la Sicilia ad essere un giardino di incanto tra terra e mare, finalmente libero dal malgoverno e dall'incuria". San Vito lo Capo, secondo l'associazione ambientalista, "ha puntato da tempo su una corretta politica di valorizzazione e delocalizzazione dell'attività turistica dando vita al progetto Baia Santa Margherita, una vasta area tra le riserve del Monte Cofano e le zone di preriserva dello Zingaro, dove non è consentita la circolazione veicolare privata ed è possibile recuperare il rapporto con una natura ancora incontaminata". Premiata anche l'isola dell'arcipelago delle Eolie, con i tre Comuni di Santa Marina Salina, Leni e Malfa perché "anche quest'anno le amministrazioni comunali hanno portato avanti numerose iniziative di salvaguardia ambientale, incrementando la raccolta differenziata (percentuale di raccolta fra le più alte della Sicilia con il 30%), il verde pubblico, la pulizia delle spiagge e si sono dotati di sistemi sempre più efficaci di certificazione ambientale". E ancora Noto, per il suo essere in prima linea nella lotta all'abusivismo edilizio e contro la privatizzazione del demanio.

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Legambiente Sicilia, Corriere del Mezzogiorno]

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22 luglio 2011
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