Le due proposte per Termini Imerese che piacciono al presidente

Dopo l'incontro tra il ministro Romani, Raffaele Lombardo, l'imprenditore Rossignolo e il finanziere di Cape

10 dicembre 2010

"Quella di oggi è stata una giornata molto proficua. A Roma, insieme al ministro per lo sviluppo economico Paolo Romani, sono state affrontate diverse questioni importanti per lo sviluppo e il lavoro della Sicilia".
Queste le parole postate sul suo blog dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, spiegando di avere incontrato gli amministratori di due società siciliane, Keller e Tributi Italia, con cui "abbiamo concordato la necessità di sostenerle per superare l’attuale stato di crisi in cui versano". "Alla presenza del ministro Romani e dell’assessore Venturi abbiamo discusso con i rappresentanti di Rossignolo e della Cape del futuro di Termini Imerese", aggiunge Lombardo. "I due progetti, che non sono incompatibili – continua -, sono entrambi molto interessanti in quanto l’uno, quello di Rossignolo, assorbirebbe tutti i lavoratori che facevano riferimento alla Fiat, mentre il secondo, quello di Cimino per la produzione di centraline per auto elettriche, rappresenterebbe una forte spinta in termini di innovazione e sviluppo, soprattutto in una regione come la nostra. Infine abbiamo ricevuto la conferma del finanziamento relativo al progetto che vede impegnate insieme StMicroelectronics, Sharp ed Enel per la produzione di pannelli fotovoltaici nello stabilimento M6 di Catania".
"L'advisor farà ulteriori accertamenti e a conclusione della verifica dei sette progetti - ha aggiunto il governatore - in piena sintonia col governo, parteciperemo perché possano andare in porto queste soluzioni alternative che consentono di mantenere la manodopera".

Dunque il ministro Romani e il governatore Lombardo, insieme hanno incontrato due dei rappresentanti dei 7 progetti selezionati dalla short list dall'advisor Invitalia per la riconversione industriale del sito Fiat di Termini Imerese. Il calendario dei lavori, vista la volontà del Ministro di definire quanto prima una nuova configurazione industriale per il rilancio dell'area di Termini - ed in funzione del Tavolo di Confronto con azienda e parti sociali - si concluderà entro i prossimi giorni.
Al termine dell'incontro, l'assessore siciliano alle Attività produttive, Marco Venturi, ha aggiunto che la Regione intende aspettare "domani, per ulteriori incontri presso il ministero, al fine di approfondire anche le altre proposte. Ma siamo giunti alla stretta finale per decidere il futuro dello stabilimento di Termini Imerese, che Fiat lascerà il 31 dicembre del 2011. Ci aspettiamo che il gruppo torinese mantenga la parola data e al momento opportuno ceda le chiavi dello stabilimento ad un prezzo simbolico. Confidiamo, su quest'ultimo punto, anche sulla mediazione del ministro Romani".
Secondo il finanziere, Simone Cimino, l'incontro "è stato positivo" e "ho avuto l'impressione che le parti siano incuriosite delle potenzialità sulla mobilità sostenibile e sui risvolti ambientali e comportamentali di medio periodo". "Ho colto - ha spiegato ancora - una sana curiosità intellettuale ed una predisposizione verso il nuovo, non alternativo agli altri progetti, ma complementare, non necessariamente dentro Fiat ma sarebbe bello, sul piano simbolico e strategico, come segnale per un nuovo sviluppo culturale del fare impresa".

Il senatore del Pd Giuseppe Lumia, commentando l'incontro di ieri ha detto: "Sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese la strada che si va delineando è quella giusta, ma adesso bisogna ingranare la marcia e procedere speditamente. Dopo i fondi stanziati dalla Regione tocca al governo nazionale stabilire un calendario preciso di impegni concreti, a partire dall’impiego dei 100 milioni di euro promessi. Inoltre, è necessario chiedere alle aziende interessate garanzie sull’occupazione e sulla loro reale volontà di investire a Termini Imerese, visto che il finanziamento pubblico ammonta a 450 milioni di euro".
Per Rudy Maira, capogruppo dei Popolari di Italia domani all'Ars, "le scelte industriali sul futuro di Termini Imerese devono avere un'unica priorità: la garanzia del posto di lavoro per i lavoratori in atto in forza nello stabilimento di Sicilfiat. Contestualmente va salvaguardato l'indotto. Rileviamo che il ministro Romani sta lavorando con determinazione non rinunciando all'opera di mediazione che sarà utile affinche il Lingotto non faccia amare sorprese sulla cessione dello stabilimento alla fine del 2011". Maira ha sostenuto poi che "all'attivismo di Romani non è mai corrisposto atteggiamento analogo del governo regionale e di Raffaele Lombardo che hanno fatto mancare sostegni economici al progetto di rilancio dell'area da parte di Fiat quando ancora non era certa la dismissione".

I sindacati però hanno frenato lo sparso entusiasmo. "Se questi progetti saranno un'opportunità per i lavoratori di Termini Imerese bene, ma giudicherò solo quando si saprà quanti soldi queste aziende sono pronte a investire. Per ora c'è solo una contesa sui fondi pubblici". Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, rispondendo ai giornalisti che hanno chiesto un commento sull'incontro tra il ministro dello Sviluppo Economico, il governatore della Sicilia.
"Non si possono fare i conti senza l'oste. Apprendiamo che secondo il presidente della Regione Sicilia i progetti di Rossignolo e Cimino possono essere compatibili e su queste basi il presidente ha dato disponibilità ad andare avanti per giungere alla migliore soluzioni per l'area termitana" ha commentato Vincenzo Comella, segretario provinciale Uilm Palermo. "Saremmo felici di condividere le opinioni del Presidente Lombardo - ha aggiunto - se avessimo avuto la possibilità di verificare i progetti. Ci dispiace, invece, che sia il Governo Nazionale che la Presidenza della Regione Sicilia non ritengano utile che le organizzazioni sindacali prendano visione dei progetti per poter verificarne,con l'occhio di chi ha sempre vissuto in fabbrica, la bontà e la possibilità di saturazione degli organici diretti e dell'indotto". "Per quanto ci riguarda - ha conluso Comella - ci sembra prematuro esprimere consensi sensa tenere conto del giudizio delle organizzazioni sindacali. La Uilm non si associa al coro di approvazione ed esprimerà il proprio giudizio soltanto quando avrà avuto la possibilità di verificarne i contenuti".

[Informazioni tratte da Ansa, €conomiaSicilia.com, Italpresswww.giuseppelumia.it, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

 

 

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10 dicembre 2010

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