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Le fondate preoccupazioni delle tute blu di Termini Imerese

Il sottosegretario Simona Vicari all'assemblea dei lavoratori della Fiat

14 gennaio 2014

"Ho incontrato gli operai della Fiat a Termini Imerese in quanto parlamentare siciliana, a prescindere dal ruolo istituzionale che svolgo. La situazione è grave, questa vertenza si trascina da quattro anni con discussioni che non con hanno portato a soluzioni concrete per il rilancio del polo industriale termitano". Sono le parole del sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari (Ncd), che ieri ha preso parte all'assemblea degli operai della Fiat e delle aziende dell'indotto davanti ai cancelli della fabbrica di Termini Imerese, chiusa da due anni.
"La preoccupazione dei lavoratori è fondata - ha aggiunto - la cassa integrazione in deroga scade a giugno, non può essere prorogata ulteriormente, se non con provvedimenti speciali ma si tratta di un'ipotesi difficile da realizzare, il governo deve fare in modo che la Fiat riveda le proprie scelte su Termini Imerese, anche perché rispetto a qualche anno fa le condizioni sono cambiate".

Per il 31 gennaio è stato convocato un vertice al Mise sulla vertenza Fiat di Termini Imerese, "per una valutazione congiunta istituzioni-sindacati sullo stato di avanzamento dei progetti di reindustrializzazione del sito". "Alla riunione, presieduta dai sottosegretari Claudio De Vincenti e Simona Vicari, prenderanno parte i massimi rappresentanti della Regione Siciliana e gli Enti Locali interessati oltre, naturalmente, alle organizzazioni sindacali e alla Fiat".

Intanto ieri, erano centinaia gli operai della Fiat e delle ditte dell'indotto che si sono radunati nel piazzale antistante la fabbrica del Lingotto a Termini Imerese, dove i sindacati hanno convocato l'assemblea dei lavoratori, a cui ha partecipato il sottosegretario Vicari.
Da giorni le tute blu protestano con presidi, blocchi stradali e cortei. Fim, Fiom e Uilm chiedono al governo di convocare a Roma un incontro con i vertici del gruppo, che ha chiuso due anni fa lo stabilimento siciliano, dove produceva la Lancia Y, collocando tutti i lavoratori in Cig per cessazione attività, mentre si è arenato il piano di rilancio del polo industriale.

Dal primo gennaio fino al 30 giugno, gli operai sono in cassa integrazione in deroga. Per i sindacati in assenza di soluzioni industriali il rischio sono i licenziamenti di massa, come già avvenuto per 174 addetti di Lear e Clerprem, due aziende dell'indotto che producevano sedili e imbottiture per Fiat. "Il tavolo ministeriale su Termini Imerese ha fallito, non ha prodotto nulla in questi anni, ma lo stabilimento va riattivato e il governo deve convincere la Fiat, di cui ancora siamo dipendenti, a rivedere le proprie posizioni e a tornare a produrre in Sicilia anche in settori diversi dall'auto", ha detto il segretario provinciale della Fiom di Palermo Roberto Mastrosimone al termine dell'assemblea degli operai.

- "Siamo ancora dipendenti della Fiat" (Guidasicilia.it, 13/01/14)

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14 gennaio 2014
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