Le Forchette Rotte si sono presentate...

Trentenni, precari e ansiosi che la politica affronti con serietà la "questione giovanile"

27 giugno 2011

Sabato scorso, 25 giugno, le Forchette Rotte hanno tolto la maschera: i nuovi "indignados siciliani" (ma loro non amano essere definiti cos') si sono presentati a Palermo a Villa Filippina.
Per lo più trentenni, per lo più precari o disoccupati, i giovani aderenti a questo neo movimento hanno voluto far sentire la loro voce e fare vedere le loro facce per denunciare la loro condizione di esclusi dal mondo del lavoro. Per questo, i primi di giugno, hanno mandato cartoline e forchette spezzate a politici, imprenditori e sindacalisti siciliani, con la scritta: "Con il nostro futuro non ci mangia più nessuno".

Sul palco di Villa Filippina, coadiuvati da Pif delle Iene e Giulia Innocenzi di Generazione Zero, si sono susseguiti oltre trenta interventi. "E' ora di passare dalle proteste alle proposte politiche, partendo dalle nostre esperienze e dai nostri bisogni", ha detto Antonio Ferrante, 35 anni imprenditore agricolo, uno dei primi ad aderire al progetto. Anche Roberta Zarcone, 28 anni, disoccupata, con una laurea in scienze della comunicazione in tasca, è stata una delle prime ad aderire al movimento e lo ha deciso, "dopo l'ennesimo scandalo, che ha avuto come protagonisti ex dirigenti della Regione siciliana, andati in pensione in anticipo per accudire parenti malati grazie a una legge regionale ad hoc".
Tra gli intervenuti anche Francesca Tumminello, dipendente del call center Accenture, che sta per essere delocalizzato, mettendo a rischio il lavoro di molti dipendenti. Ad applaudire il suo intervento tra il pubblico anche Alessandro Gambino, suo collega che ha raccontato: "Ho deciso di prender parte all’iniziativa perché spero che in questo modo possa esser data visibilità al nostro problema". Tra i tanti interventi anche quello di Fabio Vizzini, dottore di ricerca in fisica, che non vuole lasciare la sua città per trovare lavoro all’estero, Monica Piazza, ballerina del Teatro Massimo, che ha espresso tutto il suo dissenso nei confronti dei tagli in atto, che porteranno alla chiusura del corpo di ballo del teatro, uno studente del liceo classico di Mazara del Vallo, che ha denunciato le carenze strutturali delle scuole siciliane.
Ad intervenire anche Massimo Cerra, assessore del Partito democratico di Caltavuturo (PA) e Dianiele Cammilleri, capogruppo del Pd alla Provincia regionale di Agrigento.
Tante le adesioni al movimento da esponenti del mondo della cultura come il musicista Roy Pacy, la scrittice Dacia Maraini, la regista teatrale Emma Dante, ma anche politici dal Presidente dell'Ars Francesco Cascio al deputato regionale e consigliere comunale Davide Faraone, e al rettore dell'ateneo palermitano Roberto Lagalla.

Come ha notato LiveSicilia, che ha seguito l'evento da vicino, il risultato non è stato comunque quello sperato. Chi ha organizzato l'incontro forse si attendeva una presenza massiccia dei giovani siciliani che, però, non è arrivata. La platea che ha assistito era per lo più formata da non giovani, incuriositi da questo nuovo "soggetto politico", che non ha però presentato nessuna proposta e nessun programma, solo (e adir la verità, non è poco) l’esigenza di riportare al centro dell’agenda politica la questione giovanile.
LiveSicilia ha raccolto la testimonianza di Francesco Timo, un giovane proveniente da Marsala che ha partecipato all’incontro per curiosità. "Volevo saperne di più su questo nuovo movimento. Spero in un cambiamento che parta dai giovani. Purtroppo, però, oggi vedo poca partecipazione da parte dei ragazzi. Temo che le proposte delle Forchette Rotte rimarranno solo delle belle intenzioni".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Ansa, LiveSicilia.it]

- www.forchetterotte.it

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27 giugno 2011

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