Le forze dell'ordine, grazie a Meter, sulle tracce del ''Signor P'', uno dei più pericolosi pedofili di tutto il mondo

28 maggio 2007

C'è forse una speranza nella caccia a uno dei pedofili più pericolosi del mondo. Il ''Signor P'', uno dei più ricercati dalle forze dell'ordine, denunciato da anni da don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell'Associazione Meter, ha lasciato una traccia che può portare alla sua identificazione. Tutto grazie a una lettera che un incauto liceale 17enne di Roma ha scritto sul giornalino di classe dove racconta di ''aver incontrato una volta il 'Signor P' e di essere stato per anni suo amico di penna e co-amministratore del sito web''.

Il sito del ''Signor P.'', dichiara Meter - che smentisce la notizia che è chiuso - ''è ancora online vivo e vegeto''. L'associazione Meter ha immediatamente segnalato la vicenda alla polizia postale di Catania e Roma, che ha già aperto un fascicolo, per l'individuazione del ragazzo e per sapere realmente come sono andate le cose, poiché, pur avendo ritrattato, potrebbe essere di grande aiuto per l'individuazione di un soggetto che da anni è ricercato anche dall'Interpol.

Il sito del ''Signor P'' è ancora online costantemente aggiornato e contiene anche una ''Lettera per bambini e ragazzi'' dove si sostiene la bellezza di frequentare pedofili e che non c'è niente di male. Questo nonostante numerose denunce e segnalazioni avanzate dal sacerdote siciliano, finito anche al centro della derisione di P., che gli ha dedicato un rap: ''C'è un uomo in Italia vestito sempre in nero che tutto ciò che dice poi lo spacciano per vero isterico e bugiardo, davvero un pò suonato l'avete già capito, parlo di don Fortunato. Al mondo ha promesso di darci tante botte per starci a pensare non ci dorme mai la notte''.
Per il fondatore di Meter ''Il Signor P. è la punta di spicco della comunità pedofila italiana, sostenuto da tutta la comunità delle lobby pedofili internazionali, che da anni, in vari modi, attacca frontalmente chi è impegnato nella lotta contro ogni forma di abuso''.

Fonte: La Sicilia

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28 maggio 2007

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