Le madri dei soldati americani morti in Iraq contro George W. Bush e la sua guerra

I pacifisti insorgono e la popolarità di Bush cala al minimo storico

25 agosto 2005

Il dramma della guerra in Iraq continua e la popolarità del presidente degli Stati Uniti George W. Bush è ai minimi storici. Secondo gli ultimi sondaggi, ed in particolare secondo quello che ieri è stato pubblicato sul quotidiano ''Wall Street Journal'', il comandante in capo della guerra globale al terrorismo può contare sull'appoggio del 40 per cento degli elettori statunitensi, mentre quasi sei americani su dieci sono insoddisfatti del suo operato.
Causa principale del diffuso malcontento proprio le questioni relative alla guerra in Iraq.

Assediato ormai da diverse settimane dai pacifisti che si sono raccolti intorno alle madri dei soldati morti in Iraq, il presidente americano George W. Bush ha parlato qualche giorno fa a un pubblico di ex combattenti a Salt Lake City nello Utah, per spiegare che gli Stati Uniti non devono battere in ritirata rinunciando a dare all'Iraq pace, stabilità e democrazia.
Bush ha invitato gli americani a guardare la guerra in Iraq senza impazienza, attraverso le lenti di un'altra guerra pluriennale, la seconda guerra mondiale. E ha ribadito, in chiave 11 settembre, la tesi secondo cui l'America deve restare all'attacco per prevenire che il terrorismo torni a colpire sul territorio americano. ''Non aspetteremo di esser colpiti di nuovo, andremo all'attacco e colpiremo prima'', questo continua a ripetere Bush, affermando che l'Iraq ''è un fronte centrale nella guerra al terrorismo''.

Un discorso quello di Bush fatto dopo essere rimasto asserragliato nel suo ranch nel Texas dal 13 agosto, mentre fuori dai confini della fattoria è tutt'ora accampato il movimento contro la guerra guidato da Cindy, la mamma di Casey Sheehan, un soldato di 24 anni morto in Iraq.
Da ''Camp Casey'', come è stato soprannominato l'accampamento dei militanti per la pace, la protesta ha seguito il presidente nello Utah: in un parco vicino alla sede del congresso dei reduci Celeste Zappala, la madre di un soldato della Guardia Nazionale ucciso in Iraq, ha guidato una manifestazione di Gold Star Families for Peace, il gruppo che fa capo a Cindy. Sherwood Baker, il figlio di Celeste, è stato ucciso l'anno scorso mentre era al lavoro con l'Iraq Survey Group, l'unità impegnata in Iraq alla ricerca delle introvabili armi di distruzione di massa di Saddam: ''La nobile causa per cui Bush è andato in guerra è cambiata molte volte in questi tre anni'', ha detto Zappala chiedendo, come Cindy, di incontrare faccia a faccia il presidente.

Una protesta che sta creando alla Casa Bianca parecchio imbarazzo e contro la quale ha alzato un muro. ''Bush - ha detto il portavoce Trent Duffy - capisce che la gente la possa pensare diversamente, ma è convinto che sarebbe un fondamentale errore battere in ritirata davanti al terrorismo''.
A dare voce alla protesta di Camp Casey è arrivata anche Joan Baez, la cantante folk che negli anni Sessanta ebbe un ruolo chiave nel catalizzare - attraverso la sua musica - l'opposizione contro la guerra del Vietnam. Domenica scorsa oltre 500 persone hanno assistito al suo concerto, e un grande risalto all'avvenimento è stato dato da media internazionali.

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25 agosto 2005

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