Le migrazioni delle culture alimentari e l’idea di nuova cittadinanza

Dai quaderni del Museo dell’emigrazione, una collana che fa luce sugli aspetti antropologici del fenomeno migratorio

06 febbraio 2003
Dopo la segnalazione del ''Festival letterario sull’emigrazione'' di Trento, un'altra notizia che non riguarda direttamente il territorio insulare ma che esamina il fenomeno dello spostamento dei popoli, storicamente ben conosciuto dalla popolazione meridionale.

Sono stati presentati a Gualdo Tadino (Perugia) i primi due volumi della collana ''I quaderni del Museo dell' emigrazione''.  Un’iniziativa questa, promossa dall'amministrazione comunale di Gualdo Tadino nell'ambito delle azioni per l'istituzione di un Museo dell'emigrazione.

Nell'illustrare il primo volume della collana ''Migrazioni e culture alimentari'', che tratta delle trasformazioni alimentari degli italiani emigrati nelle Americhe tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, l'antropologo Giancarlo Baronti ha rilevato ''come il valore della pubblicazione sia da individuare nella rottura di stereotipi che vedevano la diffusione della cucina italiana come diretta conseguenza del fenomeno migratorio. In realtà - ha detto - la cucina italiana è una riscoperta della terza generazione di emigrati e quindi un fenomeno relativamente recente sviluppatosi dagli anni Settanta del Novecento. L'emigrante all'estero, venendo a contatto anche con cibi che nella propria patria erano considerati inaccessibili, si pensi alla carne mangiata in eventi straordinari come le ricorrenze di Natale e Pasqua, reinventa la cucina italiana utilizzando ingredienti della propria tradizione regionale, ma creando contemporaneamente nuove modalità di preparazione e ricette''.

Il secondo volume ''Per terre assai lontane - Dalla storia dell' emigrazione ad una nuova idea di cittadinanza'', trasporta il lettore in un viaggio che, partendo dai nostri emigranti, arriva fino al fenomeno immigratorio che ha trasformato l'Italia di oggi.
L' autore Dino Renato Nardelli invita il lettore a riflettere sul significato della parola multiculturalità, sottolineando se ciò significhi solo compresenza, pari dignità delle culture e mantenimento delle identità etniche, oppure si può prospettare in vario modo, ed in diverse misure, un percorso di integrazione.

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06 febbraio 2003

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