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Le misurazioni sono iniziate

A Niscemi il MUOS è stato acceso alla massima potenza. Quali saranno le conseguenze?

09 marzo 2016

Oggi, mercoledì 9 Marzo 2016. E’ il giorno dello "switch on". In contrada Ulmo, nella base statunitense immersa all’interno della sughereta di Niscemi, sono state accese, per la prima volta tutte insieme e alla massima intensità, le tre parabole del nuovo impianto satellitare di comunicazioni americano e le 47 antenne preesistenti già installate in loco.
Questa mattina all’alba, un gruppo di attivisti e di reporter sono riusciti a raggiungere la contrada e ad avvicinarsi alla base, ma già alle sette nessuno poteva più passare per via di un massiccio dispiegamento di forze.
Impedito l’accesso anche ai giornalisti e impossibile raggiungere il presidio No MUOS. Un presidio, proprietà privata dei comitati No MUOS, acquistato grazie a una sottoscrizione popolare.
Un modus operandi, questo, denunciato con forza come "gravissimo e immotivato atto di repressione" dagli attivisti del movimento.

Il Mobile User Objective System è stato acceso intorno alle 10:00 e subito dopo i tecnici dell'Arpa hanno cominciato le misurazioni. I test si concluderanno dopodomani alle 14:00.
Ad ordinare le misurazioni è stato il Consiglio di Stato, chiamato a decidere sul ricorso presentato dal ministero della Difesa contro la sentenza del Tar che ha ratificato la revoca delle autorizzazioni amministrative dell'impianto da parte della Regione Siciliana.
Le misurazioni avrebbero già dovuto essere effettuate a gennaio ma il prefetto di Caltanissetta, Maria Teresa Cucinotta, le fermò non ritenendo che fossero state prese misura a tutela della popolazione durante i tre giorni previsti per il rilevamento.

Proprio al Prefetto, nei giorni scorsi, si sono rivolte le Mamme No Muos chiedendo un incontro e inviando la lettera che pubblichiamo di seguito:

All’attenzione dell’Ill.mo Prefetto di Caltanissetta.

Abbiamo deciso di scriverLe dopo aver appreso in questi giorni della spaventosa notizia che le misurazioni sul campo all’impianto Muos e delle antenne NRTF si svolgeranno nei giorni 9-10-11 marzo.
Il timore per questa verifica è diffuso e oggetto di un allarme preoccupante tra la popolazione. In particolare come mamme, da sempre sensibili e attente al tema della sicurezza e della salute dei nostri figli, ci rivolgiamo a Lei Prefetto, rappresentante dello Stato nel territorio, affinché riesca a fugare ogni nube su quanto accadrà a Niscemi nei prossimi giorni.
Purtroppo la base di Niscemi non è mai stata oggetto di attenzioni da parte delle autorità preposte e questo ci amareggia non poco considerate le percentuali di tumori legati o riconducibili alle emissioni di onde elettromagnetiche. Adesso si vorrebbero accendere CONTEMPORANETAMENTE il Muos, dunque le 3 parabole, e le 46 antenne NRTF. Il tutto alla massima potenza!!!
Ci chiediamo adesso cosa possa essere cambiato, rispetto a un mese fa, quando il suo ufficio aveva bloccato lo svolgimento delle precedenti verificazioni perché rimanevano ignoti gli effetti dell’accensione dell’impianto sulla popolazione, a ben vedere attuando il principio di precauzione a cui ora nuovamente e fortemente ci appelliamo.

Un’azione che, in qualche modo, ci aveva rassicurato sulla presenza, a dire il vero incostante, dello Stato che Lei rappresenta a tutela della salute dei cittadini.

Nella speranza che il diritto alla vita e alla serenità su questa nostra martoriata Sicilia possa ancora esistere, Le chiediamo di adempiere a un dovere che tanto assomiglia a quello che ogni mamma attua per proteggere i propri figli a costo della vita stessa.
Le modalità previste dalla legge comprendiamo essere legittime, ma normalmente quella normativa potrebbe essere valida per le antenne gsm di ultima generazione. Le rilevazioni dell’Arpa hanno già fatto emergere gravi sforamenti del limite di 6 v/m dell’impianto esistente, dunque sarebbe da ingenui credere che si tratti di dati riferibili all’impianto a pieno regime, misurazioni che si riferivano a periodi in cui il Muos era ancora in costruzione o bloccato dalla magistratura penale.
Sarebbe sconcertante scoprire ora che un tribunale, per quanto autorevole, possa autorizzare la violazione di una legge e se questa violazione si riferisse a una norma posta a tutela della salute pubblica saremmo di fronte a un fatto gravissimo.
È inutile ricordare che gli eventuali superamenti dei limiti potrebbero mettere a serio rischio la salute della popolazione e che la base è posta in un sito SIC con flora e fauna protetta.
È sconcertante considerare che si effettuano degli esperimenti, i cui esiti sono assolutamente sconosciuti e in potenza potrebbero addirittura essere nocivi per i soggetti esposti, la scienza utilizza termini come "cavie" o "animali da laboratorio" per indicare gli ignari animali, spesso considerati sacrificabili.
Non vorremmo che lo stesso amaro destino toccasse a noi! Cavie e nient’altro. Sacrificate sull’altare delle guerre.

Il nostro pensiero va ovviamente ai nostri figli, soggetti particolarmente deboli in casi di emissioni elettromagnetiche.
Noi nei giorni delle misurazioni saremo in contrada Ulmo, rischiando in prima persona.
Abbiamo esultato quando il tribunale ha sequestrato l’opera, abbiamo brindato quando la Cassazione ha confermato il sequestro. Ora ci troviamo un’altra parte dello Stato che agisce come se quel sequestro non esistesse trovandoci coinvolte in questa assurda guerra tra organi dello Stato.
Speriamo che queste operazioni verranno bloccate da un Suo intervento, così da porre fine a questa farsa che si prolunga da molti anni.
Chiediamo, infine, un incontro immediato presso il Suo ufficio per un confronto e per essere rassicurate sull’opportunità che le verificazioni vengano espletate e nel pieno rispetto della tutela della salute pubblica e dell’ambiente circostante.

Cordiali Saluti

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09 marzo 2016
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