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Le Siciliane di A [VII giornata]

Sabato in nero... (Milan-Palermo 3-0) Eruzione rossoazzurra (Catania-Inter 2-1)

17 ottobre 2011

La partita vista dal tifoso...
Buon lunedi a tutti.
Stiamo a parlare del sabato contrastante delle squadre siciliane: il Palermo che era a Milano ma, che non c'era, e il Catania che era in campo al Massimino e l'inter se ne accorta.
Ma, concentriamoci sul sabato nero del Palermo... non pervenuto a San Siro. Zero tiri in porta. Zero personalità. Zero tutto.
Il presidente torna a dare consigli... Dice che il suo allenatore è inesperto. Ma quando ha battuto l'Inter, non era il miglior allenatore? Mah?! Speriamo, tornino con i piedi per terra.
A lunedi prossimo e mi auguro di commentare una partita migliore di quella vista sabato sera.
(Ah! dimenticavo, andiamo all'Olimpico contro la Roma, avvelenata dalla sconfitta del derby)
[A.G.]

MILAN - PALERMO 3-0
MILAN (4-3-1-2): Abbiati 6, Abate 6.5, Nesta 6.5, Thiago Silva 6 (34' Bonera 6), Antonini 6, Nocerino 6.5, Van Bommel 6, Aquilani 6.5, Robinho 6.5, Cassano 6.5 (33' st El Sharaawy 6.5), Ibrahimovic 7.5. (1 Amelia, 2 Taiwo, 55 Carmona, 57 Valoti 28 Emanuelson). All.: Allegri 6.5.
PALERMO (4-4-2): Tzorvas 6, Pisano 6, Silvestre 5.5, Migliaccio 5.5, Mantovani 5.5, Bertolo 6 (29' st Acquah sv), E. Barreto 6, Della Rocca 5.5, Ilicic 5.5, Miccoli 5 (1' st Alvarez 5), Hernandez 5 (20'st Pinilla sv). (99 Benussi, 4 Cetto, 13 Aguirregaray, 16 Zahavi). All.: Mangia 5.
Arbitro: Valeri di Roma 6.
Reti: nel pt 40' Nocerino, nel st 10' Robinho, 19' Cassano.
Note: angoli 6-4 per il Milan. Recupero: 2' e 2'. Ammoniti: Nesta, Robinho e Barreto per gioco falloso. Spettatori: 47.765. Incasso: 1.331.144,53.
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La cura Allegri sortisce effetti: il Milan affonda il Palermo, segna tre reti e si rimette in piena corsa per il campionato. Non è più tempo di mal di pancia: Ibrahimovic risponde con i fatti all'ondata polemica innescata dalle sue stesse dichiarazioni.
Anche Cassano - che lo aveva seguito nel palesare una certa stanchezza verso il calcio - si fa sentire a suon di gol, rassicura i tifosi e si dimostra motivato e felice. Torna il sorriso in casa Milan attraversata - negli ultimi tempi - da inconsuete inquietudini. Fuochi apparentemente spenti: torna l'arcobaleno e si spera il sereno tenga a lungo. Mercoledì c'è la Champions, quindi non c'è il tempo di esultare: l'ora del Bate Borisov è già scoccata.
Il Milan fatica ma non troppo per 40 minuti prima di avere ragione di un Palermo che suscita una certa tenerezza: Davis Mangia è emozionato nel tempio di San Siro, quello dal quale impartiva lezioni il 'maestro' Arrigo Sacchi. Il giovane allenatore guarda trasognato Ibrahimovic, e probabilmente nutre la speranza di portare a casa qualcosa. Il Milan però non molla di un millimetro e - come è naturale - si lancia all'attacco.

Partita molto difensiva quella dei rosanero che resistono fino al 40' quando arriva il gol di Nocerino il quale rispetta la crudele legge dell'ex. Il giocatore non esulta in segno di rispetto verso la sua squadra di un tempo. Festeggiano invece i suoi compagni e il pubblico di San Siro. Un gol - quello di Nocerino - pesantissimo perchè spiana la strada a una vittoria piena, rotonda e meritata del Milan.
Mangia rientra a Palermo con più esperienza e molte emozioni. Di certo senza voce: per l'intera partita sprona, offre indicazioni, si muove come un tarantolato. Tuta e scarpe da ginnastica, Mangia stride con Allegri, più che mai pettinato come piace al presidente Berlusconi, elegante nel suo look di alta rappresentanza.
Alla vigilia, Allegri aveva chiesto ai suoi giocatori di mettere in campo qualcosa in più, nel cuore, nelle gambe e nella testa. Basta alibi, aveva detto con la chiarezza dei toscani. E se il buongiorno si vede dal mattino, già dalle prime battute della sfida, si capisce che quell'ingrediente magico era stato aggiunto alla ricetta rossonera. Possesso palla, bel fraseggio, serata di grazia per Ibrahimovic che non ha segnato ma si conferma un portentoso assist-man. Bene Aquilani e ottimo Nocerino. Abbiati disoccupato, problemi per Thiago Silva, costretto a uscire.
Assente Seedorf, il centrocampo propone una forte carica offensiva contro un Palermo che resiste. Ma la sua area è un fortino in stato di costante assedio. Delude Hernandez, Miccoli non sta bene e si vede (è immobile), Ilicic spento. I ragazzi di Mangia alzano un muro ma il Milan supera la barricata d'impeto e slancio: è il 40' del primo tempo quando l'ex Antonio Nocerino segna il gol dell'1-0. Sua la firma, ma l'ispiratore è Ibra, il quale si inventa una parabola splendida per la testa di Aquilani. Sponda di testa, Nocerino da due passi non può sbagliare.
Si va al riposo con qualche ansia di meno: il Milan torna in campo sciolto, leggero, fluido. Le geometrie di gioco vengono tracciate con facilità, mentre piano piano il Palermo si
ritira, quasi rinunciatario e statico sulle gambe. Show di Ibrahimovic tra tacchi e acrobazie, un funambolo del pallone. È sempre lui al 10' del secondo tempo a scrutare il campo e a trovare il corridoio perfetto: uno spazio presidiato da Robinho che riesce a spingere la palla in rete con la punta del destro. Cassano, Ibra e Robinho si cercano, si capiscono e insieme compongono un ottimo tridente d'attacco: la serata riserva momenti di gloria per il campione di Bari Vecchia che, ispirato da Abate, segna il gol del 3-0 con un destro a giro.

CATANIA - INTER 2-1
CATANIA (3-5-2): Andujar 6, Bellusci 6, Legrottaglie 6.5, Spolli 6.5, Izco 7, Ricchiuti 6.5 (24' st Delvecchio 6.5), Lodi 6.5, Almiron 7, Marchese 6.5, Gomez 6 (36' st Catellani 5.5), Bergessio 7 (18' st Maxi Lopez 6). (30 Campagnolo, 28 Barrientos, 20 Sciacca, 7 Lanzafame). All. Montella 7.5
INTER (4-4-2): Castellazzi 6.5, Maicon 5.5, Lucio 4.5, Samuel 5 (17' st Cordoba 5.5), Nagatomo 5, Zanetti 5.5, Cambiasso 6, Stankovic 5 (15' st R. Alvarez 5), Muntari 5, Milito 4.5 (15' st Zarate 5), Pazzini 4.5. (21 Orlandoni, 42 Jonathan, 8 Thiago Motta, 30 Castaignos). All. Ranieri 5.
Arbitro: Orsato.
Note: pomeriggio piovoso, terreno pesante e scivoloso. Angoli: 6-5 per il Catania. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: Spolli, Castellazzi, Delvecchio e Bellusci per gioco scorretto, Zarate per simulazione. Spettatori: paganti 10.298, 9.128 abbonati, incasso 368.675 euro.
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Una sera da sogno. O da incubo. Dipende dai punti di vista. Il Catania c’è, l’Inter no. E’ buia la notte del Massimino per i nerazzurri, che sotto la pioggia battente colano a picco contro gli etnei tornando negli spogliatoi accompagnati dall'irridente coro "Serie B, Serie B" dei tifosi di casa. Ritornello ironico, ma strettamente legato a una classifica preoccupante per gli ospiti, sconfitti per la quarta volta in sei giornate e ora in piena zona retrocessione.
Non basta la cura-Ranieri per un gruppo che resta lontano dalla guarigione. I mali d'inizio stagione sono ancora tutti lì: fragilità psicologica (due gol subiti in sei minuti, reazione confusa e solo d'impeto), problemi di finalizzazione (zero tiri in porta, eccezion fatta per il gol), sbandamenti inconsueti per un collettivo che ha fatto della sua solidità, tattica e caratteriale, la propria arma in più nel recente passato.
Nel naufragio interista, c'è molto del Catania. Come nel marzo del 2010, quando l'Inter targata Mourinho venne battuta per 3-1, gli etnei si regalano un altro colpaccio confermandosi un pessimo cliente per chiunque al Massimino (9 vittorie, 2 pareggi e appena una sconfitta nelle ultime 12 gare interne). La formazione etnea si mostra in piena crescita, lodevole per duttilità e capacità di interpretazione della gara.

Il 3-5-2, utilizzato per la seconda uscita di fila, viene metabolizzato molto bene dagli etnei, capaci di andare in crescendo ribaltando il punteggio in soli sei minuti in avvio di ripresa e mettendo poi in crisi gli avversari con una serie di ripartenze ficcanti. Una promozione a pieni voti per la squadra, tonificata dai progressi evidenti di alcuni elementi (vedi Almiron) e per il tecnico Montella, le cui scelte, anche impopolari (Lopez in panchina per la terza volta di fila), vengono premiate.
All'Inter non basta neppure andare in vantaggio dopo sei minuti per ipotecare un risultato positivo. E' Cambiasso, lasciato tutto solo in area e già autore di una doppietta decisiva nella scorsa stagione al Massimino, a mandare avanti i nerazzurri con un sinistro al volo su cross dalla destra di Maicon. Brutto guaio per il Catania, costretto a forzare dal 1' Bellusci e Spolli, entrambi in condizioni approssimative, e rimasto privo nel riscaldamento di Capuano, rimpiazzato da Marchese.
I rossazzurri puntano sul fraseggio stretto di Ricchiuti, Lodi, Almiron e Gomez, ma nel primo tempo, nonostante un paio di accelerazioni interessanti sulla destra di Gomez e del vivace Izco, capitano di giornata, non riescono a impensierire concretamente Castellazzi. La svolta arriva subito dopo l’intervallo.
In quatro minuti, il Catania piazza l'uno-due grazie a due accelerazioni di Bergessio che trovano fuori posizione i centrali interisti. L'argentino propizia il pareggio difendendo un ottimo pallone a centrocampo e involandosi verso la porta avversaria prima di servire Almiron, il cui destro a giro non dà scampo a Castellazzi. Poco dopo, Bergessio si ripete raccogliendo un bell'assist di Ricchiuti e andando giù sull'uscita di Castellazzi: Orsato decreta il rigore, trasformato con freddezza da Lodi.
L'Inter è al tappeto e non riesce a reagire come si deve. Ranieri perde Samuel per infortunio e butta nella mischia Alvarez e Zarate con risultati nulli. Le punte nerazzurre continuano a vagare a vuoto sbattendo sempre contro la difesa etnea mentre il Catania in contropiede sfiora tre volte la rete con Gomez, Delvecchio e soprattutto Catellani, il cui tiro ravvicinato viene respinto da Castellazzi. Finisce 2-1, il Massimino esulta. Ancora una volta.

Fonte: Lasiciliaweb Sport

- La classifica di serie A
(Uefa.it)

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17 ottobre 2011
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