Le Siciliane di A [XXVII giornata]

Formica rosanero... (Torino-Palermo 0-0) Blackout! (Catania-Inter 2-3)

04 marzo 2013

La partira vista dal tifoso...
Buon lunedì a tutti.
Formica rosanero dice il titolo. Eh sì! Solo un punto, ancora un punto, ma così non si va avanti verso la salvezza, si va verso la serie B. E dire che le altre coinvolte nella lotta per non retrocedere, perdono e sarebbe opportuno vincere qualche partita ma niente di niente.
Il Catania, invece, è stata vitta di un blackout: dopo un primo tempo strepitoso, chiuso in vantaggio di 2 gol, ha assistito alla rimonta dell’Inter che ha segnato 3 gol. Ma poco male.
Ragazzi, che vi devo dire? “Speranza” è l'ultima parola rimasta.
Buon calcio a tutti.
[A.G.]

TORINO - PALERMO 0-0
TORINO (4-3-3): Gillet sv, Darmian 6 (34' st D'Ambrosio), Rodriguez 7, Glik 7, Masiello 6, Gazzi 7, Brighi 6.5, Vives 5.5 (10' st Santana 6), Cerci 6, Bianchi 6.5, Barreto 5.5 (26' st Meggiorini 5). (35 Coppola, 5 Di Cesare, 4 Basha, 19 Stevanovic, 29 Menga, 86 Birsa). All. Ventura  6.
PALERMO (3-4-2-1): Sorrentino 6, Munoz 6, Von Bergen 6, Garcia 6, Morganella 6 (41' st Dybala sv), Rios 6.5, Kurtic 6, Dossena 5, Ilicic 6,  Fabbrin 6 (23' st Formica 5), Boselli 5 (3' st Miccoli 6). (99 Benussi, 30 Brichetto, 23 Donati, 22 Nelson, 19 Sperduti, 14 Anselmo, 18 Faurlin). All. Gasperini 6.
Arbitro: Rocchi 6.5.
Note: angoli 8-2 per il Torino. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Vives per simulazione, Cerci per fallo di mano volontario, Kurtic, Meggiorini, Von Bergen per gioco falloso.
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Un pari che non serve a nessuno, tantomeno al Palermo, più che mai inguaiato al fondo della classifica. Ma nemmeno il Toro è soddisfatto, ci mancherebbe: poteva mettersi in sicurezza praticamente assoluta eliminando i siciliani dalla corsa salvezza e invece si è fermato su un palo clamoroso di Bianchi e su un errore macroscopico di Meggiorini quasi allo scadere.
Troppo poco comunque hanno fatto i granata contro un Palermo chiuso a riccio e incapace di una sola conclusione nello specchio, che ha tentato invano nella ripresa le carte Miccoli e Dybala senza alcun esito. Ma anche con quel poco, le occasioni sono arrivate: la prima, clamorosa, a Vives, liberato da un velo di Barreto, ma il centrocampista ha calciato fuori da due passi a porta vuota. I padroni di casa erano dunque partiti bene, con i solito Gazzi e Brighi padroni del centrocampo, ma non aveva dato profondità alle sue giocate né respiro sulle fasce.
Al 20' poteva essere la svolta quando Bianchi, servito da Barreto, ha esploso un destro dal limite che è andato a stamparsi sul palo, con Sorrentino a sgranare il rosario dalla paura. Ma era solo una fiammata: i granata hanno provato a stanare l'avversario con le solite iniziative di Cerci, sempre vincente nell'uno contro uno, ma in una circostanza l'ex viola è stato troppo altruista: dopo aver guadagnato metri preziosi al limite dell'area, invece di concludere, ha scaricato su Bianchi che, pressato, si è visto stoppare il tiro. La ripresa è stata ancora più desolante del primo tempo.

L'ingresso di Santana  prima e Meggiorini poi al posto di Barreto sembrava dare più peso alla manovra offensiva, ma il centravanti granata prima si è fatto ammonire (era diffidato) e poi ha scaricato di testa una palla pericolosa filtrata da Cerci sfiorando il palo, con D'Ambrosio che non è arrivato di un soffio al tap in  vincente. Ma a otto minuti dal termine, ha ciccato una palla da dentro l'area, facendosela deviare da Sorrentino e qui la sfortuna c'entra poco: era quella più nitida costruita dai granata nella intera partita.
Il Toro si è spento qui e il Palermo non ha saputo prendere coraggio dagli errori e dall'approssimazione granata. I granata, a quota 32, hanno ancora 8 punti da fare per raggiungere l'ipotetica e probabile quota salvezza, ma quello di oggi è stato un passo indietro non solo in classifica, ma anche nel gioco. Oltretutto perdono anche Cerci per squalifica e sarà difficile sostituirlo per la trasferta di Parma.

Il Palermo nonostante la discreta dinamica di centrocampisti e attaccanti, non si è mai avvicinato alla porta granata: così sarà difficile salvarsi. Tra i padroni di casa benissimo Gazzi e i due centrali difensivi, bene Bianchi e Brighi, ma poco altro. Cerci di sicuro non ha dato quanto nelle sue potenzialità. Semmai c'è da chiedersi perché Ventura abbia scelto Vives invece di Santana, più punta e comunque più ricco di spunti tecnicamente.
Tra gli ospiti discreto il lavoro di cucitura di Rios, bene i centrali difensivi e poi più nulla. E'vero che il Palermo ha una qualità tattica, quella di attaccare con sette-otto uomini che partecipano alla manovra, ma non è mai riuscito a liberarne uno per il tiro, un handicap non da poco. Per i siciliani è davvero notte profonda e l'ultimo autobus passa domenica da Palermo, quando arriverà il Siena.

CATANIA - INTER 2-3
CATANIA (4-2-3-1): Andujar 6, P. Alvarez 7, Spolli 5, Rolin 5, Marchese 6.5, Lodi 6.5, Biagianti 5.5 (32' st Almiron sv), Izco 6, Castro 6, Gomez 6, Bergessio 6.5 (40' st Cani sv). (1 Frison, 29 Terracciano, 2 Potenza, 18 Augustyn, 8 Sciacca, 30 Salifu, 24 Ricchiuti, 26 Keko, 35 Doukara). All.: Maran 5.5
INTER (4-2-3-1): Handanovic 6, Zanetti 6, Chivu 5.5, Juan Jesus 5, Pereira 6, Gargano 5.5, Kuzmanovic 5 (1' st Stankovic 6.5), Schelotto 6, Guarin 6 (32' st Cambiasso 6.5), R. Alvarez 6, Rocchi 4.5 (1' st Palacio 8) (30 Carrizo, 77 Di Gennaro, 42 Jonathan, 28 Pasa, 33 Mbaye, 10 Kovacic, 24 Benassi, 47 Colombi). All.: Stramaccioni 6.5  
Arbitro: Bergonzi di Genova 6
Reti: nel pt 7' Bergessio, 19' Marchese; nel st 7' R. Alvarez, 26' e 47' Palacio.
Note: angoli 4-0 per l'Inter. Recuperi: 2' e 4'. Ammoniti: Alvarez, Bergessio, Handanovic e Schelotto per comportamento non regolamentare, Rolin e Cani per gioco scorretto. Spettatori: ventimila.
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Clamoroso? Forse. Inaspettato, di sicuro. Il ribaltone dell'Inter che trasforma l'euforia del Catania in rabbia pura e tira fuori dal baratro una squadra in crisi totale dopo 45 minuti è qualcosa che va molto vicino al miracolo.
Una gigantesca occasione sprecata per i rossazzurri, che accusano una battuta d'arresto nell'inseguimento al sogno europeo dopo essersi trovati nell'intervallo quinti in classifica e a -3 dalla Champions League, e un piccolo prodigio per i nerazzurri, rianimati dall'ingresso decisivo di Palacio e da una reazione caratteriale significativa a conclusione di una settimana resa turbolenta dal caso Cassano, lasciato a casa dopo la lite con Stramaccioni.
Al Cibali succede tutto e il contrario di tutto. Per l'intero primo tempo i rossazzurri sono padroni assoluti del campo al cospetto di un avversario in confusione totale. Due gol, possesso palla e una o due marce in più rispetto ai rivali.

La squadra di Maran vola sullo slancio dell'entusiasmo e dell'immediato vantaggio siglato da Bergessio, che approfitta di una pessima protezione del pallone di Juan Jesus per soffiargli la sfera e battere Handanovic. I nerazzurri accusano il colpo sbandando vistosamente e subendo il raddoppio di Marchese, lasciato indisturbato in area e autore di un morbido colpo di testa su punizione di Lodi.
Non pervenuta per l'intera prima frazione di gioco, nel corso della quale gli etnei non rifiniscono a dovere un paio di ripartenze potenzialmente molto pericolose, l’Inter rischia il tracollo in avvio di ripresa, quando Bergessio non finalizza un contropiede condotto da Gomez facendosi parare la conclusione ravvicinata da Handanovic.
E' la svolta della gara. Scampato il pericolo, i nerazzurri si scuotono approfittando di un calo d'intensità dei catanesi, che accusano lo sforzo compiuto sino a quel punto, e soprattutto dell'ingresso di Palacio. "El Trenza", in campo al posto dell'evanescente Rocchi, dà qualità e spessore alla manovra offensiva dell’Inter entrando nelle azioni dei tre gol della rimonta.

Il primo nasce da uno spunto dell'argentino, che si fa largo sulla destra e trova la testa vincente di Ricky Alvarez. Per gli altri due Palacio si mette in proprio sfruttando prima un cross di Pereira dalla sinistra e, nel recupero, un assist sotto misura del nuovo entrato Cambiasso, già tante volte capace di fare male agli etnei.
A bordo campo, Stramaccioni - che ha azzeccato tutti i cambi - esulta in stile derby di San Siro. A pochi metri di distanza, il presidente etneo Pulvirenti non crede ai propri occhi. Per il Catania una clamorosa occasione sprecata, per l’Inter una vittoria dal peso specifico elevatissimo. [Articolo di Alberto Cigalini]

Fonte: Lasiciliaweb Sport

- La classifica di serie A (Uefa.it)

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04 marzo 2013

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