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Le Siciliane di A

Ultimi secondi letali ai rosanero (Torino-Palermo 1-0). Salgono ancora gli etnei (Catania-Cagliari 2-1)

10 novembre 2008

TORINO - PALERMO 1-0
La partita vista dal tifoso...

Buongiorno a tutti, oggi lunedì parliamo del sabato pomeriggio dei rosanero e di noi tifosi che abbiamo rubato tempo alle famiglie per star vicono ai nostri colori.
Purtroppo non è andata bene, anzi è andata male. Perdere al 47' fa sempre male, ma dobbiamo essere onesti e sportivi: il toro non ha rubato nulla. Ha meritato di vincere, soprattutto ci ha creduto di più e fino all'ultimo. I rosanero sono sembrati accontentarsi del pari, che non è un atteggiamento da squadra che vuol diventare grande, ma il convento passa questo.
Prepariamoci a vivere un sabato sera di grande calcio: l'Inter capolista (dell'antipatico Mourinho) ci viene a trovare. Mi auguro che facciano la stessa fine delle Juve...
Buon calcio a tutti.
[A.G.]

TORINO
(4-4-2): Calderoni 6.5, Diana 6.5, Di Loreto 6, Pisano 7, Ogbonna 5.5, Colombo 5 (1' st Rosina 5.5), Dzemaili 7, Barone 6.5 (35' st Abbruscato sv), Zanetti 5 (6' st Saumel 7), Stellone 5.5, Amoruso 5.5. (31 Fontana, 14 Franceschini, 7 Ventola, 90 Bianchi). All. De Biasi 6.
PALERMO (4-3-2-1): Fontana 6, Cassani 6.5, Kjaer 6.5, Bovo 6.5, Balzaretti 6 (17' st Ciaramitaro 6), Migliaccio 6.5, Liverani 6.5, Nocerino 5.5, Simplicio 6.5, Miccoli 6.5 (41' st Budan sv), Cavani 6. (1  Ujkani, 15 Dellafiore, 4 Tedesco, 14 Guana, 77 Lanzafame). All. Ballardini 6.
Arbitro: Rizzoli 6.5.
Rete: 43' st Saumel
Note: angoli: 6-4 per il Torino. Recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Dzemaili, Ogbonna, Rosina per gioco scorretto, Balzaretti per proteste, Nocerino per fallo di mani. Nocerino espulso al 36' st per fallo su Dzemaili. Spettatori 15 mila.
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Un pizzico di fortuna aiuta il Torino e i granata vincono in extremis una partita in cui sarebbe stato più giusto un pari. Il Palermo deve fare autocritica per essersi fatto harakiri: l'espulsione di Nocerino per una gomitata a Dzemaili a dieci minuti dalla fine ha lasciato un varco proprio nella posizione da cui Saumel, al limite dell'area, ha battuto a rete con successo.
Questa volta l'arbitro non ha danneggiato i granata come a Genova, ma i problemi, la squadra di De Biasi, li ha principalmente in casa propria: l'incapacità di trasformare il volume di gioco notevole che sviluppa, rischia di diventare un malanno cronico.
Il Palermo ha controllato per tutta la gara senza pensieri gli attacchi granata, che partivano con velocità, ritmo, brillantezza, ma si fermavano al limite dell'area, dove nessuno riusciva a fare partire la palla giusta per le punte.
Però il Torino stasera ha trovato un gigante a centrocampo, il giovane svizzero Dzemaili, autentico faro della squadra: ha spinto con grande personalità e intensità, ma è anche andato a concludere due volte in modo assai pericoloso, cogliendo pure, nella ripresa, un palo a portiere battuto.

Anche il Palermo nel primo tempo aveva messo i brividi all'avversario scheggiando una traversa da 25 metri con Miccoli. Sembrava il prologo di un copione diverso, in cui i rosanero (oggi in maglia bianca) avrebbero cercato di costruire pazientemente la vittoria, vista la loro superiorità tecnica. E invece il Torino ha ribattuto colpo su colpo le iniziative avversarie, togliendo rifornimenti a Liverani e Simplicio. E così gli uomini di Ballardini si sono spenti.
Nel primo tempo i granata avevano trovato difficoltà sulle fasce, con Colombo schierato esterno alto (decisione discutibile di De Biasi) e Zanetti a sinistra nella stessa posizione, che certo non è la sua. Ma ciononostante il gioco scorreva fluido e veloce: ai maligni è venuto da pensare che la circostanza coincidesse non a caso con l'assenza di Rosina.
Quando il numero 10 è entrato nella ripresa, non è mai riuscito a creare la superiorità numerica, rallentando spesso il gioco e condannando le due punte a fatica supplementare e isolamento perpetuo. Il Palermo, da parte sua, ha lasciato Cavani troppo solo, con Miccoli a intermittenza e con la difesa granata di oggi (un reparto che finalmente sembra essersi assestato), è stato quasi impossibile per l'uruguayano costruirsi uno straccio di occasione.

De Biasi può sorridere per il recupero di uomini importanti, come Barone, ex di turno che si è dannato fino alla fine con buon profitto, in attesa di riavere Sereni, Natali e Pratali. Il Palermo, alla fine, poteva anche accettare un risultato di parità, visto che la supremazia territoriale l'ha avuta il Torino per lunghi tratti, ma Nocerino ha commesso proprio davanti all'arbitro la sciocchezza che qualche minuto più tardi sarebbe risultata fatale.


CATANIA-CAGLIARI 2-1
CATANIA (4-3-3): Bizzarri 5, Sardo 5, Silvestre 6, Stovini 6, Sabato 6, Ledesma 6.5, Carboni 6, Tedesco 5, Martinez 5.5 (43' st Terlizzi sv), Paolucci 6 (26' st Plasmati 6), Mascara 6.5 (36' st Izco sv). (12 Kosicki, 15 Morimoto, 21 Silvestri, 27 Biagianti). All. Zenga 6.
CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti 5.5, Matheu 6 (33' st Ferri sv), Lopez 6, Bianco 6, Agostini 5, Fini 6, Conti 6, Lazzari 6.5, Cossu 6 (39' st Matri sv), Jeda 6.5, Acquafresca 6 (26' st Larrivey 5). (24 Lupatelli, 4 Burrai, 13 Astori, 26 Pani, 32 Matri). All. Allegri 6.
Arbitro: Romeo di Verona 6.
Reti: nel pt 6' Jeda, 37' Mascara, nel st 42' Sabato.
Note: angoli 6-4 per il Cagliari. Recupero 0' e 4'. Ammoniti Fini, Sardo, Carboni e Lopez per gioco scorretto, Conti e Matheu per proteste, Bizzarri e Plasmati per comportamento non regolamentare. Spettatori paganti 1.743, abbonati 15.229, incasso 27.853 euro.
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Niente di meglio del Massimino per rilanciarsi. Reduce da due sconfitte di fila, il Catania torna a vincere e per farlo va sul sicuro sfruttando, come tradizione consolidata, il fattore campo.
I rossazzurri la spuntano in extremis contro il Cagliari in una partita non bella e sostanzialmente equilibrata grazie a una punizione dal limite di Sabato, uno dei molti ex in campo, puntellando così l'ottimo bottino interno (5 vittorie su 6 incontri) e lasciando a secco i sardi, che proprio a Catania cercavano riscontri precisi sul piano del rendimento esterno.
Zenga ritrova Tedesco a centrocampo, fa rifiatare Biagianti portandolo in panchina e in avanti sceglie il tridente con Martinez, Paolucci e Mascara. Allegri fa debuttare dal primo minuto Matheu, dà spazio a Fini e Lazzari in mediana e preferisce Jeda a Matri in attacco.

Dopo una punizione dal limite di Mascara di poco a lato, il Cagliari passa grazie a due ex: angolo di Fini, Jeda prevale su Sabato riuscendo a colpire di testa e battendo l'immobile Bizzarri. Colpito a freddo, l'undici di casa fatica a reagire. Martinez spedisce in curva un buon pallone al 18', ma quattro minuti più tardi si rivede Jeda, che raccoglie un errato disimpegno di Bizzarri e tenta la conclusione da posizione defilata che però non impensierisce il portiere argentino.
Il Catania è caotico nelle sue offensive, i cagliaritani sono più ordinati e al 28' ci riprovano con un bel destro al volo di Acquafresca bloccato a terra da Bizzarri. Un traversone basso di Lazzari che attraversa pericolosamente l'area catanese e una girata larga di Acquafresca precedono il pari rossazzurro. Al 37' Mascara riceve palla da Tedesco, si fa largo in area evitando la blanda marcatura di Agostini e trova la rete con un diagonale rasoterra.

È lo stesso Mascara, in avvio di ripresa, a farsi notare ancora con un destro a scendere dal limite dell'area che sorvola la traversa. L'incontro è piuttosto bloccato, entrambe le formazioni peccano di precisione nella rifinitura dell'azione. Devono trascorrere oltre venti minuti per un'altra palla-gol: una combinazione tra Martinez e Tedesco permette a quest'ultimo di presentarsi in area davanti a Marchetti, ma la conclusione è imprecisa.
Gli ospiti provano a sfondare sulle fasce, dove i due laterali di casa palesano alcune incertezze (Sardo, fischiato, ha anche un gesto di stizza nei confronti dei tifosi), ma non sono abbastanza incisivi. A tre minuti dallo scadere è Sabato a decidere la gara con un sinistro rasoterra su punizione dal limite che batte Marchetti.

Fonte: La Siciliaweb.it

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10 novembre 2008
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