Le Siciliane di A

Pareggio con risveglio (Palermo-Roma 3-3). Pareggio e basta (Atalanta-Catania 0-0)

24 settembre 2009

PALERMO - ROMA 3-3
PALERMO (4-3-1-2): Rubinho 5, Cassani 6.5, Kjaer 6.5, Goian 5.5, Balzaretti 6.5, Migliaccio 7, Nocerino 6.5, Bresciano 6, Simplicio 7 (dal 28' st Blasi 6), Miccoli 7.5, Budan 7 (dal 31' st Mchelidze sv). (46 Sirigu, 5 Bovo, 6 Pastore, 14 Bertolo, 19 Succi). All.: Zenga 6.
ROMA (4-4-2): Julio Sergio 6, Riise 6.5, Juan 6.5, Burdisso 6.5, Cassetti 5.5 (dal 16' st Motta 6), Taddei 5.5, Pizarro 6.5 (dal 36' st Okaka 6), De Rossi 6, Brighi 6.5 (al 12' st Faty 5.5), Totti 6.5, Vucinic 6.5 (1 Lobont, 5 Mexes, 13 Motta, 21 Guberti, 94 Menez). All.: Ranieri 6.
Arbitro: Rocchi di Firenze 6.
Reti: nel pt al 20' Brighi, al 40' Budan, al 46' Burdisso, al 47' Miccoli, nel st al 11' Nocerino, al 43' Totti su rigore.
Note: angoli 8 a 4 per la Roma. Recupero: 2' e 4'. Ammoniti: Goian, Kjaer, Rubinho e Migliaccio per gioco falloso, Totti per proteste, Budan e Okaka per comportamento non regolamentare. Spettatori: 21.111 per un incasso di 302.170 euro.
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Finisce con un pareggio pieno di gol l'emozionante sfida al Barbera tra il Palermo e la Roma. Sotto una pioggia battente e continua, su un campo zuppo d'acqua e ai limiti della praticabilità, sono i capitolini ad andare due volte in vantaggio, prima con Brighi e poi, dopo il pareggio di Budan, con Burdisso, proprio alla fine del primo tempo.
Il Palermo riacciuffa il pari al 47' con Miccoli e si porta addirittura in vantaggio dopo 11' della ripresa con Nocerino. Gli uomini di Ranieri si buttano in avanti alla ricerca del pareggio che arriva in zona Cesarini con un rigore siglato da Totti. È 3-3.
Aria di rivoluzione in casa rosanero con Goian al posto di Bovo mentre Migliaccio va a comporre il terzetto di centrocampo con Nocerino e Bresciano. Fuori il poco convincente Pastore e dentro Simplicio dietro le punte Miccoli e Budan. Ranieri conferma Burdisso al posto di Mexes al centro della difesa. In regia il solito Pizarro, aiutato da De Rossi, Taddei e Brighi. In avanti Totti e Vucinic.
La Roma parte con maggiore convinzione e al 7' per un soffio Totti non riesce a deviare in rete un servizio rasoterra di Pizarro. Di nuovo il capitano giallorosso mette i brividi a Rubinho con un tiro poco alto sulla traversa. Da un'altra magia di Totti nasce il vantaggio romanista. Al 20' Riise salta un paio di giocatori e serve il capitano, colpo di tacco per smarcare Brighi che, in scivolata, trafigge Rubinho.

Il Palermo è tutto sulle spalle di Miccoli che dispensa assist e poi si fa trovare pronto sulle ripartenze. La migliore occasione per i rosanero però arriva grazie alle precarie condizioni del campo, a causa della pioggia battente, e all'indecisione dei difensori capitolini. Al 29' la palla si ferma nell'area piccola e per poco Budan non riesce a intervenire.
È proprio un pozzanghera ad aiutare il croato al 41'. Simplicio trova Miccoli in area e il piccolo bomber supera Julio Sergio con un preciso diagonale che però resta sulla linea fermato dall'acqua. Burdisso tenta di rinviare ma la palla colpisce il palo e Budan è il più lesto a intervenire, firmando il pareggio rosanero che però dura appena 5'. Al 46', infatti, su un calcio d'angolo per la Roma, Burdisso riesce a liberarsi di Bresciano e a colpire in tuffo di testa sul secondo palo segnando il 2-1.
Si accende la partita. Giusto il tempo di rimettere la palla al centro e i rosa riescono a ristabilire la parità grazie al solito Miccoli. L'azione parte da Simplicio che crossa in area, assist di Budan per il bomber salentino che, quasi dalla linea di fondo, trova il secondo palo infilando la palla tra le gambe di Julio Sergio, esplode il Barbera.

La ripresa inizia con la stessa intensità. Nei rapidi cambi di fronte, botta e risposta tra Miccoli (conclusione di poco alta da fuori area) e Vucinic (stoppato dopo uno slalom in area). In un match diventato entusiasmante, il Palermo va in vantaggio al 11' con Nocerino, ma prima Julio Sergio compie due miracoli su Cassani e Miccoli. Proprio dalla respinta dell'estremo difensore romanista, sulla conclusione del salentino sul primo palo, nasce il 3-2. La palla finisce a Nocerino che spara un bolide a porta vuota e tutti corrono ad abbracciare Zenga che scarica la tensione dopo settimane tribolate.
La Roma insegue il pareggio dopo un quarto d'ora da incubo e al 13' ci va vicino con il tiro di Taddei intercettato da Kjaer sulla linea, Rubinho era battuto. I giallorossi ci provano a ripetizione con tiri da fuori, ma lasciano inevitabilmente qualche spazio al Palermo che tenta di chiudere la partita in ontropiede. Al 30' Rubinho si fa trovare pronto sul tiro da fuori di Vucinic. Su un campo oramai acquitrinoso va in scena la ressa finale.
Roma all'arrembaggio e Palermo in trincea a difendere l'area con il coltello tra i denti. Il fortino crolla al 43'. Lancio in area per Okaka che anticipa Rubinho e si guadagna il calcio di rigore che Totti trasforma con freddezza. Il Palermo prova a ristabilire il vantaggio ma per poco non va sotto. È Rubinho a salvare i rosa sulla conclusione velenosa di Vucinic al 45'. La battaglia finisce con un pareggio che alla fine scontenta tutti.

ATALANTA - CATANIA 0-0
ATALANTA (4-4-2): Consigli 6, Garics 5.5, Bianco 6, Manfredini 6.5, Bellini 6, Padoin 6, Guarente 5.5, Caserta 5 (26' st Ceravolo 6), Valdes 6.5, Doni 5.5 (29' st Tiribocchi 6), Acquafresca 5. (32 Coppola, 11 Tiboni, 19 Layun, 21 Radovanovic, 26 Pellegrino). All.: Conte 5.5.
CATANIA (4-3-3): Andujar 6, Potenza 5.5, Silvestre 6.5, Spolli 6.5, Capuano 6, Delvecchio 5.5, Carboni 6.5 (32' st Izco sv), Biagianti 6 (41' st Plasmati sv), Martinez 5 (26' st Llama sv), Morimoto 5, Mascara 5. (30 Campagnolo, 14 Bellusci, 18 Augustyn, 19 Ricchiuti). All.: Atzori 6.
Arbitro: De Marco di Chiavari 5.
Note: angoli 6-4 per l'Atalanta. Recupero: 2' e 4'. Ammoniti: Silvestre, Martinez, Delvecchio, Acquafresca, Bianco, Spolli, Bellini, Manfredini per gioco scorretto; Doni e Andujar per comportamento non regolamentare. Spettatori: 11.152.
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Il Catania avanza a piccoli passi. I rossazzurri rinviano ancora l'appuntamento con la prima vittoria stagionale, ma dopo essersi sbloccati in casa domenica scorsa contro la Lazio fanno altrettanto in trasferta tornando da Bergamo con un punto che serve a muovere la classifica.

Gara poco spettacolare, come è facile attendersi tra due formazioni reduci da un avvio di stagione negativo. Il debutto di Conte sulla panchina atalantina non basta per eliminare le incertezze dei nerazzurri, chiaramente imballati, nervosi e condizionati dallo zero in graduatoria.
Gli etnei potrebbero approfittarne, ma a loro volta pensano prima di tutto a rischiare poco. A parte qualche evitabile leggerezza individuale che propizia un paio di pericolose mischie, la formazione catanese regge abbastanza bene in fase difensiva: i centrali Silvestre e Spolli limitano gli svagati Doni e Acquafresca e il filtro di Carboni davanti alla linea arretrata si conferma prezioso.
Al momento di proporsi, però, il Catania non trova la qualità necessaria per organizzare un'offensiva ficcante contro un avversario che dà l'impressione di non essere granché solido, sia sul piano psicologico sia su quello tattico. La serata no di Mascara e Martinez, ai quali si è spesso aggiunto sulla trequarti Delvecchio, e lo scarso peso sotto porta di Morimoto, che spreca due ottime occasioni nell'area locale negli ultimi dieci minuti, contribuiscono a fissare il risultato sullo 0-0, complici tre gol annullati (correttamente) per fuorigioco agli ospiti.
Atzori schiera la formazione prevista rinunciando al turnover e confermando l'undici impiegato contro la Lazio. Conte prova il 4-4-2 con gli ex Bianco, Manfredini e Caserta in campo dal primo minuto. Rispetto all'assetto di Gregucci, le differenze sono sostanzialmente due: Doni affiancato ad Acquafresca e gli esterni Padoin e Valdes quasi sulla linea delle punte quando i nerazzurri hanno il possesso del pallone.
In avvio di gara è il Catania a prendere l'iniziativa conquistando tre angoli consecutivi a cavallo del decimo minuto. Al 14' è però Doni a mettere i brividi alla difesa etnea con un tiro respinto alla disperata da Spolli dopo che Potenza aveva permesso a Valdes di recuperare un pallone destinato sul fondo.

La partita è povera di contenuti. Carboni ci prova due volte dalla distanza, imitato poi da Mascara, ma Consigli non corre rischi. Al 35' Valdes con un tiro da fuori chiama Andujar, non impeccabile nell'occasione, alla deviazione in calcio d'angolo.
Il trequartista atalantino ci riprova due minuti dopo e stavolta il portiere arentino se la cava meglio respingendo con prontezza. Allo scadere del primo tempo Manfredini e Bianco chiudono con le cattive Morimoto in area, ci starebbe il rigore, ma il mediocre De Marco lascia correre.
La ripresa si apre senza sussulti. Al 23' ci prova Doni su punizione, ma Andujar si oppone in tuffo. Al 32' è Valdes a cercare il gol con un colpo di testa che si perde di poco lato. Sul fronte opposto, tre minuti dopo, è Morimoto a mangiarsi un gol a due passi da Consigli calciando sull'esterno della rete.
Nel confuso finale, pieno di errori e di falli, il Catania rischia al 42', quano il nuovo entrato Tiribocchi scatta evitando il fuorigioco, Andujar lo chiude in uscita ma si lascia scappare il pallone, il centravanti calcia cercando il pallonetto e il numero uno argentino, probabilmente qualche centimetro fuori area, se la cava respingendo con le mani e rischiando il secondo giallo e l'espulsione.
Conte protesta e De Marco, arbitro dal cartellino facile, lo espelle. Nel finale, dopo una girata di poco a lato di Plasmati, subentrato a Biagianti, c'è ancora tempo per un'altra ottima opportunità per Morimoto, ma il giapponese, imbeccato da Capuano, non azzarda il tiro al volo preferendo lo stop e permettendo a Manfredini si recuperare in extremis.

Fonte: La Siciliaweb.it

- La classifica di serie A

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24 settembre 2009

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