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Le Talpe alla Dda di Palermo. Le importanti informazioni della banca dati della Procura

In molti volevano i dati contenuti all'interno della banca dati ideata da Giovanni Falcone

27 aprile 2005

La richiesta di informazioni riservate al responsabile della banca dati della Procura di Palermo avanzate dagli assistenti di alcuni magistrati sono state al centro dell'udienza al processo per le ''Talpe alla Direzione distrettuale antimafia'', in cui sono imputate 13 persone tra le quali il presidente della regione siciliana Totò Cuffaro e il maresciallo dei carabinieri del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso in associazione mafiosa.
I pm Michele Prestipino e Maurizio De Lucia hanno rivolto le domande al teste, Giovanni Paparcuri, responsabile della banca dati della Procura, in cui affluiscono i nomi dei due indagati della Dda e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
Paparcuri, che è stato uno stretto collaboratore del giudice Giovanni Falcone che ideò la banca dati, ha ricordato che il maresciallo Giuseppe Ciuro, coinvolto in questa inchiesta e già condannato con il rito abbreviato a quattro anni e otto mesi per favoreggiamento, gli aveva chiesto più volte di avere le informazioni su alcune persone che risultavano indagate. La stessa cosa era stata fatta da un altro assistente giudiziario, Antonella Buttitta, anche lei imputata in questo processo, la quale, sostenendo che le richieste servivano al sostituto procuratore Domenico Gozzo, chiedeva di avere le tavole sinottiche in cui comparivano i nomi di tutte le persone indagate dalla Dda e quelle cui avevano fatto riferimento i pentiti.

La banca dati gestita da Giovanni Paparcuri è il cuore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Vi sono le schede di tutte le persone indagate e di quelle citate dai collaboratori di giustizia. E tutte le rivelazioni dei pentiti.
''Fino al 1999 - ha detto Paparcuri - mi venivano trasmesse quasi in tempo reale le dichiarazioni dei pentiti. Quando però il fenomeno della collaborazione è calato, i verbali dei nuovi pentiti non arrivano più immediatamente. Giuffrè, per esempio, l'ho avuto sei mesi fa''.
Paparcuri, rispondendo alle domande del pm Michele Prestipino, ha ricordato uno strano episodio che gli sollevò qualche dubbio ''sulla buona fede di una impiegata''.
Riguarda la richiesta che gli venne rivolta nel 2003 dall'assistente giudiziario Antonella Buttitta, che collaborava allora con il sostituto Domenico Gozzo. La donna chiese al responsabile della banca dati di avere tutte le tavole sinottiche (l'elenco con tanto di fotografia delle persone attenzionate dalla Dda) perché, a suo dire, ''servivano al pm Marcello Musso''. ''Anche se Musso aveva procedimenti coassegnati con Gozzo - ha detto Paparcuri - mi sembrava strano che la richiesta arrivasse dalla Buttitta. Con il dottore Musso ero in confidenza, avevamo l'ufficio sullo stesso piano, e pensai che se gli fosse servito qualcosa me lo avrebbe chiesto personalmente. E così respinsi la richiesta di Buttitta''.

L'assistente giudiziaria, che è un vigile urbano, è indagata di avere violato il sistema informatico della procura e di avere rivelato informazioni riservate della Dda. I giudici del tribunale hanno ascoltato in seguito un'altra assistente giudiziario, Rosa Torres, della segreteria del sostituto Antonio Ingroia. La donna ha affermato che il maresciallo Giuseppe Ciuro le avrebbe chiesto più volte di effettuare ricerche sulla banca dati per accertare l'iscrizione di alcune persone, di cui non ricorda i nomi, e di avere utilizzato la sua password per effettuare accessi e ricerche. In precedenza era stata citata Margherita Pellerano, ex assistente del procuratore aggiunto Guido Lo Forte, indagata perché accusata di false comunicazioni al pm.
La donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

I pm Maurizio De Lucia e Michele Prestipino hanno infine chiesto al presidente del tribunale, Vittorio Alcamo, di sentire a Roma i collaboratori di giustizia Angelo Siino, Salvatore Barbagallo, Gioacchino La Barbera e Giovanni Brusca. E, sempre in trasferta, anche il generale dei carabinieri Ganzer e il colonnello Sergio De Caprio, meglio conosciuto come ''Capitano ultimo''. Il collegio ha quindi preso atto della richiesta e alla prossima udienza comunicherà la data in cui fissare la trasferta.

Fonte: La Sicilia, 26 Aprile 2005

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27 aprile 2005
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