Le ultime di Ecosistema Urbano 2013

Le città siciliane, grandi, medie e piccole, ultime in classifica

02 novembre 2013

Emergenza smog e trasporto pubblico in picchiata, aumentano le auto private, immutate depurazione e perdita d’acqua potabile. Venezia, Trento e Belluno in cima alla classifica ma solo 11 città raggiungono la sufficienza.
E non c’è da star allegri se le migliori 11 città del Paese raggiungono a malapena la sufficienza (con 60/100 di punteggio), quando soltanto rispettando tutti i limiti di legge (e quindi senza nessuna performance straordinaria) il punteggio complessivo di un centro urbano sarebbe molto vicino a 100. Non c’è proprio da stare allegri perché il quadro complessivo che emerge dalla XX edizione del rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore, Ecosistema Urbano, descrive un Paese pigro, apatico, che ha smesso di credere e investire nel cambiamento.
Da Milano, ancora e sempre preda dell’emergenza smog, a Roma dove crescono il parco auto privato e il tasso di motorizzazione, a Palermo, dove si continua a depurare meno dei 2/5 dei reflui fognari, Ecosistema Urbano evidenzia l’esasperante incapacità con cui molte città affrontano sul proprio territorio alcune questioni chiave dal punto di vista ambientale.

Che non fosse una delle regioni più "green" d’Italia lo si sapeva già, ma non tutti si aspettavano un risultato così disastroso. secondo i dati del rapporto di Legambiente, la Sicilia è una delle regioni in cui la qualità ambientale è più bassa. Catania, Siracusa e Caltanissetta sono ultime in classifica nelle categorie "città grandi", "medie" e "città piccole". Non va meglio nel versante occidentale dell’isola: Palermo è in penultima posizione con 26,25 punti percentuali (Catania è ferma al 25,59%).

Sul primato negativo pesano la scarsa trasparenza nell’acceso ai dati sul monitoraggio ambientale e lo scarso impegno nell’individuazione di soluzione alternative allo smaltimento dei rifiuti ed al consumo delle risorse energetiche. Alle falde dell’Etna la produzione procapite annua di rifiuti è superiore ai 714 chilogrammi. Sono circa 230 i litri di acqua potabile consumata giornalmente dai catanesi e 73 le autovetture per ogni 100 abitanti. Non va meglio a Siracusa, dove la percentuale di raccolta differenziata è ferma al 3%, ultima pure per passeggeri trasportati dal servizio di tpl, con 8 viaggi procapite all’anno. Caltanissetta si distingue (in negativo) per i suoi 0,76 metri quadrati procapite di verde urbano fruibile, per la pessima performance sulla depurazione delle acque reflue (63%) e per l’assenza di iniziative volte ad incentivare la mobilità ciclabile.

Non mancano i riferimenti positivi in altre realtà italiane. È il caso della raccolta differenziata di Novara o di Salerno, delle politiche sull’energia e sulla mobilità di Bolzano, della solarizzazione dei tetti delle scuole di Bergamo oppure dell’esperimento della moderazione della velocità in un intero quartiere di Torino. "Se nell’insieme le nostre città sono congestionate e inquinate, fragili rispetto al rischio sismico e idrogeologico, in ritardo rispetto all’erogazione dei servizi - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza -, esse rappresentano pure i luoghi ideali per le migliori soluzioni. Soluzioni che non possono più essere limitate a singoli e parcellizzati interventi ma devono rientrare in un disegno lungimirante e complessivo, che veda le città come fulcro della rinascita del Paese. Si parla tanto di smart city ma non dobbiamo dimenticare che le città possono essere smart solo se ci sono smart citizens, e quindi relazioni, creatività e cultura per creare consapevolezza sulle sfide e nuovi stili di vita".

- La débâcle delle città. Ecco la foto di Ecosistema Urbano 2013 (Legambiente.it)

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02 novembre 2013

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