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Liberata la nave 'Rosalia D'Amato': sette mesi nelle mani dei pirati

La nave italiana era stata sequestrata lo scorso 21 aprile al largo dalle coste dell'Oman

26 novembre 2011

E' stata liberata la nave italiana 'Rosalia D'Amato', sequestrata dai pirati il 21 aprile scorso a 350 miglia dalle coste dell'Oman, nell'Oceano Indiano (LEGGI). Dopo sette mesi è dunque finalmente finita l'odissea dei 22 marinai a bordo, 16 filippini e sei italiani.

A quanto appreso dall'Adnkronos da fonti vicine a Confitarma, la confederazione degli armatori italiani,  la 'Rosalia D'Amato' è stata liberata ieri mattina. Il rilascio è avvenuto a seguito della positiva conclusione della trattativa avviata da tempo con i pirati dall'armatore, la Perseveranza Spa di Navigazione di Napoli.
La notizia è arrivata a Confitarma 'in diretta', mentre era in corso una riunione sul tema dei rapporti banche-armatori. A quanto è stato riferito ai presenti all'incontro, l'equipaggio ha salutato la liberazione facendo suonare la sirena di bordo. "Sono liberi ma ancora non lo possiamo garantire fin quando non abbiamo certezza che la nave sia messa in sicurezza" ha dichiarato ieri il comandante e responsabile della sicurezza della compagnia Perseveranza, Carlo Miccio. "Il capitano ci ha assicurato che stanno bene - ha aggiunto - e sono in pieno possesso della nave, attendiamo che sia data conferma ai militari". "I pirati - ha spiegato ancora - sono scesi dalla nave e scappati, attendiamo la conferma che sia completamente sotto controllo e che non ci siano persone nascoste a bordo della nave". Il comandante ha poi precisato che "non c'è stato nessun blitz, ma un'azione di coordinamento per far scendere i pirati con il supporto dell'unità navale che era in zona". "Da parte nostra - ha aggiunto - non è stato pagato nessun riscatto". "Siamo molto contenti di come si sia lavorato, ora la cosa più importante è far rientrare la nave in un porto sicuro una volta che sarà assicurata completamente alle autorità militari italiane" ha affermato il comandante.

La compagnia ha esteso i ringraziamenti "all'equipaggio per il coraggio e la forza che hanno mostrato in tutto questo periodo, e alle loro famiglie per la pazienza, il supporto e la fiducia dimostrata in circostanze così difficili". In questi mesi le trattative per il rilascio della nave sono andate avanti senza sosta e nel più assoluto riserbo. Una linea di riservatezza che puntava a salvaguardare la vita dei 22 componenti dell'equipaggio, tenuti costantemente sotto tiro in questi mesi dai sequestratori somali. Il fatto che il sequestro della nave sia avvenuto a una così rilevante distanza dalla terraferma dimostra tra l'altro il miglioramento delle capacità operative delle organizzazioni criminali responsabili degli attacchi alle navi mercantili in transito.
La nave venne catturata mentre attraversava il corridoio di mare tra Yemen e Oman, nel Corno d'Africa, una delle aree considerate più a rischio di attacchi da parte dei pirati. Dopo oltre sette mesi di angoscia, la notizia della liberazione ha fatto tirare un grosso sospiro di sollievo a Giuseppe D'Amato, il decano degli armatori italiani, titolare della Perseveranza Navigazione di Napoli. Chi era presente ieri mattina alla riunione di Confitarma, alla quale D'Amato partecipava, ha visto l'anziano armatore commuoversi fino quasi alle lacrime, nell'apprendere per telefono del buon esito dell'operazione. In questi mesi, raccontano fonti vicine a Confirtarma, D'Amato non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle attività della Confederazione, pur astenendosi dai momenti più conviviali. "Non posso festeggiare mentre i miei marittimi sono in mano ai pirati", avrebbe più volte detto D'Amato. La liberazione dei 22 marittimi non fa però dimenticare che nelle mani dei pirati somali resta ancora la Savina Caylyn, con 43 uomini d'equipaggio tra cui 11 italiani.

La notizia della liberazione "si è sparsa a macchia d'olio sull'isola, una bella notizia e siamo molto felici" ha detto Vincenzo Capezzuto, sindaco di Procida, luogo di origine di due dei marinai italiani sequestrati. "La notizia poteva essere ancor più bella se ci fosse stata anche la liberazione della Savina Caylyn, solo allora la soddisfazione sarà completa", ha aggiunto il sindaco.
Per Mazara del Vallo la notizia è arrivata come "un giorno di primavera" ha commentato il sindaco Nicolò Cristaldi. Sulla motonave c'è anche Antonio Di Girolamo, direttore di macchina, di Mazara del Vallo. "Per una città abituata, purtroppo, ai sequestri, per mano dei pirati o per mano delle autorità di paesi stranieri, questa notizia - ha rimarcato il sindaco - arriva come un piccolo sollievo". [Adnkronos/Ign]

 

 

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26 novembre 2011
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