Liberi 9 boss catanesi per decorrenza dei termini

Il giudice Edoardo Gari ammette: "È una mia mancanza. Prima defaillance in 40 anni"

10 ottobre 2011

Nove presunti affiliati alla cosca mafiosa Scalisi di Adrano, collegata al clan catanese Laudani, sono stati scarcerati per decorrenza dei termini: condannati in primo grado il 21 giugno 2010 a pene comprese tra 3 anni e 4 mesi e 8 anni e otto mesi, per mafia, un'estorsione e detenzione di armi, il Gup Edoardo Gari, che li ha giudicati con il rito abbreviato, non ha depositato le motivazioni della sentenza.
Nei confronti dei nove, su richiesta della Procura, lo stesso Gip ha disposto l'obbligo di dimora a Adrano e per alcuni anche quello di firma due volte al giorno in uffici di polizia giudiziaria.
Il ritardo ha innescato la protesta delle associazioni antiracket con in testa Addiopizzo che hanno sollecitato interrogazioni parlamentari per ottenere chiarimenti dal ministro.

"La scarcerazione di questi imputati - ammette Gari, 70 anni, presidente aggiunto dei Gip di Catania in un'intervista all'edizione palermitana del quotidiano la Repubblica - è da addebitare a una mia mancanza. E mi brucia moltissimo. Ma c'è un problema di sostenibilità di lavoro, miracoli non ne possiamo fare e io alterno disperazione a serenità assoluta. È stata una defaillance, ma la prima in quarant'anni di carriera". "L'organico dei gip è all'osso - aggiunge Gari, che è il Gip dell'inchiesta Iblis -  La mole di lavoro è enorme, siamo pochi e il tempo corre. Ho quasi 70 anni e non riesco più a fare sempre nottate come un tempo, ma la mia carriera è sotto gli occhi di tutti e sono sempre stato una garanzia di terzietà. L'unico timore che ho - ha sottolineato il Gip - è che questo incidente possa delegittimare la sezione, per me non ho alcunché da temere".
Sabato sera nel tribunale di catania c'è stato il saluto di tre cancellieri che sono andati in pensione, tre cancellieri che non saranno sostituiti.

Intanto il Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, ha attivato l'ispettorato generale del ministero della Giustizia per chiedere informazioni preliminari al presidente della Corte d'appello di Catania, tramite la Procura generale di Catania, per "verificare i motivi che hanno portato alla scarcerazione dei nove imputati, per i quali il ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza ha provocato la decorrenza dei termini di custodia cautelare".

- La disperazione del giudice Gari di A. Ziniti (Repubblica/Palermo)

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10 ottobre 2011

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