Liberi gli italiani in mano ai terroristi indiani per 36 ore

Dopo gli attentati di Mumbai il livello d'allerta antiterroristico si è alzato in tutto il mondo

28 novembre 2008

E' salito il bilancio delle vittime degli attacchi terroristici che l'altro ieri hanno colpito Mumbai, la capitale finanziaria dell'India: secondo l'ultimo bilancio fornito stamane dal capo della polizia di Mumbai, finora si contano 130 morti e circa 330 feriti. Tra le vittime anche il cittadino italiano, Antonio Di Lorenzo. Per il governo del Maharashtra, Stato in cui si trova Mumbai, sono sei gli stranieri uccisi e sette quelli feriti. Fra i 125 morti figurano 14 poliziotti, un soldato e 104 civili indiani.
Oltre 36 ore dopo l'inizio degli attacchi che hanno messo a ferro e fuoco Mumbai, è partita questa mattina l'operazione per liberare il centinaio di ostaggi rimasti bloccati nel complesso alberghiero Oberoi/Trident. E proprio dall'Oberoi sono stati liberati i sette italiani rimasti bloccati nel complesso. A confermarlo il responsabile dell'Unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano ai microfoni di SkyTg24. Gli italiani liberi stanno bene, compatibilmente con quanto vissuto e si trovano già al sicuro nei locali del Consolato. Tra i connazionali liberati ci sono anche la moglie dello chef dell'albergo e la sua bimba di appena sei mesi [Leggi: "Emanuele sfida i terroristi per portare il latte alla figlia"].

Per il primo ministro indiano, Manmohan Singh, gli attacchi a Mumbai sono opera di terroristi venuti dall'estero: "E' evidente che il gruppo che ha condotto questi attacchi, basato fuori dal nostro Paese, è giunto con l'unica idea di portare distruzione nella capitale commerciale" ha detto il premier in un discorso alla nazione. "Diremo con forza ai nostri vicini che l'uso dei loro territori per lanciare questi attacchi non sarà tollerato e che ci sarà un costo se non verranno prese misure adeguate", ha proseguito Singh senza nominare nessun Paese.
Secondo il Times of India, stando a informazioni ottenute dai terroristi catturati, fra i responsabili degli attacchi vi sono cittadini pachistani. La polizia della zona di Colaba ha sequestrato quattro barche che sarebbero state usate dai terroristi per raggiungere la costa. La marina indiana ha inoltre intercettato la nave mercantile 'NV Alpha' sulla quale sarebbero sbarcati gli attentatori che hanno assaltato la città.

Secondo il noto giornalista e scrittore pakistano, Ahmed Rashid, dietro ai sanguinosi attentati si nasconde quasi sicuremente Al Qaeda. Rashid ne è convinto, e la sua convinzione l'ha manifestata ieri durante un'intervista rilasciata ad Aki-Adnkronos International, mentre si trova a Roma per lanciare il suo ultimo libro, 'Caos Asia'. "Si tratta di un gruppo molto ben addestrato e gli attacchi multipli sono stati coordinati estremamente bene", ha detto Rashid che ha aggiunto "tutti gli attentatori erano chiaramente preparati a morire. Si è trattato sicuramente del tipo più sofisticato di attentato mai visto in India finora". Secondo Rashid, è significativo che il principale obiettivo degli attentatori fossero gli stranieri: "Non penso che le cose siano mai andate così nel caso di esplosioni e attacchi terroristici locali - ha spiegato - E' la prima volta che degli stranieri vengono presi di mira in questo modo". Rashid ritiene che gli estremisti stiano usando il terrorismo per "creare una crisi" tra India e Pakistan, in modo che l'esercito pakistano venga distolto dalle sue battaglie lungo il confine afghano. E non risparmia critiche all'intelligence indiana, che non si è dimostrata efficiente contro gli attacchi terroristici.


- "La ricchezza nel mirino" di Federico Rampini

Comunque, dopo gli attenti terroristici in India è necessario alzare la guardia anche in Occidente: è quanto ha riferito ieri il prefetto Giovanni Di Gennaro, direttore generale del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). "Per l'Italia - ha spiegato il direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza - non ci sono tuttavia minacce specifiche, anche se la guardia va tenuta alta verso quella che - secondo le prima informazioni - si configura come un'azione lanciata da circuito di Al Qaeda. Circuito particolarmente agguerrito in Pakistan e che "pesa" anche sulla vicina India".
Anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, non ha ricevuto "segnali di rischi ulteriori rispetto a quelli che purtroppo accompagnano la quotidianità già da diversi anni".
Oggi le informazioni acquisite sugli attentati di Mumbai e sui possibili riflessi che la minaccia terroristica può avere sull'Europa saranno valutate da Comitato analisi strategica antiterrorismo, diretto dal prefetto Carlo De Stefano, con i rappresentanti delle forze di polizia e dei servizi di sicurezza.
Il il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha assicurato che è "altissimo" il livello di vigilanza antiterrorismo in Italia dopo quanto accaduto in India. "Proprio oggi abbiamo una riunone del Comitato analisi strategica antiterrorismo per valutare la situazione in Italia e in Europa dopo i fatti dell'India, per prendere tutte le misure necessarie e per fronteggiare - ha detto Maroni stamane - questo nuovo rischio derivato in tutto il mondo da quanto è accaduto". La prossima settimana, poi, "ci sarà una riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare un'analisi approfondita e per garantire la piena e totale sicurezza al nostro Paese. Il livello di attenzione del Viminale, delle forze di polizia e degli investigatori è altissimo, come in tutto il mondo".
"Stiamo in stretto contatto - ha spiegato ancora Maroni - con tutti i corpi investigativi americani ed europei perché bisogna capire bene cosa è successo, chi c'è dietro e se questo può avere sviluppi ulteriori". E' necessario "prendere tutte le misure adeguate e siamo assolutamente convinti che lo saranno. C'è un livello di attenzione massimo perché ogni volta che avvengono fatti come quello in India ovviamente bisogna prima capire e poi agire di conseguenza, cosa che noi facciamo regolarmente. Quello che è avvenuto - ha concluso il ministro dell'Interno - è un fatto eccezionale che richiede un'attenzione eccezionale, cosa che stiamo facendo".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Repubblica.it, Aki-Adnkronos, Corriere.it]

 

 

 

 

 

 

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28 novembre 2008

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