Limitati i danni al turismo in Sicilia, dopo l'11 settembre

30 aprile 2002
Nei mesi successivi all'11 settembre un calo dell'afflusso turistico si è, ovviamente, avvertito anche in Sicilia: il Teatro greco di Taormina, per esempio, ha risentito della crisi vedendo ridurre i propri visitatori del 10% ad ottobre, del 33,6% a novembre e del 27,8 a dicembre.

Ma in Sicilia, si sa, abita il Sole, che riesce a sconfiggere anche la paura del terrorismo (pare).

Attenendosi ai dati di fine 2001 inizio 2002, pur con i problemi di cui sopra, Taormina ha completato l'anno con un trend positivo del 4,2%, incassando da turismo e indotto relativo quasi 200 milioni di lire in più rispetto allo scorso anno, per un totale di 4 miliardi e 360 milioni di lire (2.252.165,25 euro).

Segesta, con le sue pietre vecchie migliaia di anni, ha visto in quest'ultimo anno un incremento di visitatori tale da farla balzare in testa alla classifica dei siti archeologici più visitati, con un aumento nel 2001del 19% rispetto all'anno precedente.
I numeri delle presenze dei primi weekend di primavera sono d'altronde di tutto rispetto e fanno ben sperare anche per l'anno in corso.
 
Tengono alto il loro nome anche il Museo di Palazzo Bellomo a Siracusa col 13,8% in più di visitatori paganti, il Museo Pepoli di Trapani (+16%), Palazzo Abatellis a Palermo (+18,6%), Eraclea Cattolica (+11,5%), la Villa del Casale di Piazza Armerina (+5,7%).

Quindi saldo in positivo per il 2001 per tutta l'Isola, con un aumento del 4 per cento che porta il numero dei visitatori a 4 milioni e 172.986, per un totale di incassi di 18.910.301.538 lire (9.766.355,69 euro), con un sensibile, aumento del flusso anche per il 2002.

Ma non tutte le province camminano alla pari: Catania gode del successo del Museo-casa Verga, delle ceramiche di Caltagirone e della riapertura del Teatro antico, con un aumento del 26,3%;  Enna, Messina, Palermo e Trapani reggono bene; a Caltanissetta, Ragusa e Siracusa diminuiscono invece le visite gratuite.

Preoccupante il calo di visitatori (-14,9%)  nella Valle dei Templi di Agrigento (forse causato, più che dalla follia terroristica, dalla scadente qualità dei servizi offerti ai turisti).
Meno 5,2% anche a Monreale dove però il raddoppio del prezzo del biglietto fa lievitare gli incassi di 400 milioni di lire.

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30 aprile 2002

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