Lo "scaricabarile"

I prezzi della benzina sono alle stelle e gli aumenti sono ingiustificati. Ma il responsabile chi è?

08 agosto 2011

Il gioco dello "scaricabarile", tanto per rimanere in tema. Perchè il prezzo del petrolio oscilla tra gli 85 ed i 95 dollari a barile, ma la benzina continua a salire. E i gestori scaricano le colpe, prima alle compagnie, poi al governo, poi alla crisi. A pagare, manco a dirlo, sono i consumatori. Che hanno visto il prezzo della benzina salire costantemente in questi mesi estivi fino a sfiorare quota 1,70 euro per un litro di verde ed 1,60 per un litro di gasolio. In media per fare un pieno ci vogliono anche 5 euro in più rispetto a pochi mesi fa.
Ieri un barile di petrolio costava 87 dollari e spicci. Nel 2009, l’ultima volta che aveva toccato questa quota, la benzina costava quasi 1,45 euro al litro. I principali distributori in città ieri esponevano prezzi che variavano da 1,62 ad 1,66 euro per un litro di senza piombo e da 1,50 ad 1,56 per un litro di diesel. Per i carburanti "speciali" occorrono anche 10 centesimi in più al litro. La sera i prezzi salgono nei distributori che effettuano turni notturni con il personale, mentre scendono in quelli dove è possibile rifornirsi con il "self service". Si risparmiano anche 10 centesimi al litro.

Perché questi aumenti, allora? "Si tratta solo di speculazione - dice Lillo Vizzini, presidente regionale di Federconsumatori - Questi aumenti si ripetono ogni anno prima che gli italiani vadano in ferie. Quando il barile sfiorò 150 dollari a barile, la benzina costava 1,50 euro al litro. Oggi siamo alla soglia di 1,70 e temo che gli aumenti non si fermeranno fino a che non si toccherà soglia 2 euro a litro". Per Vizzini una soluzione sarebbe il boicottaggio, "ma faremo sentire la nostra voce a metà settembre quando scenderemo in piazza per tutelare i diritti dei consumatori".

E a Panarea la verde si paga 2 euro e 10 centisimi (quando c'è) - A Panarea, l'isola dei vip, la benzina registra il record del prezzo più caro d'Italia: due euro e 10 centesimi al litro, mentre il gasolio si attesta su 1,75 euro. E da tre giorni addirittura manca il carburante, tra le proteste degli isolani e dei tanti turisti, in particolare dei diportisti che devono fare rifornimento, in vacanza sull'isola.
Ma il prezzo della benzina è alle stelle in tutto l'arcipelago delle Eolie. A Filicudi ha raggiunto quota un euro e 99 centesimi; a Vulcano, dove manca la possibilità di fare bunkeraggio (ovvero rifornimento alle barche) nella zona portuale, un euro e 78; a Lipari, infine, la "verde" costa un euro e 73 centesimi.

[Informazioni tratte da GdS.it, ANSA]

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08 agosto 2011

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