Lo Stato dovrà pagare per le vittime di Ustica

Sì ai rimborsi per i familiari di 4 delle 81 vittime della ''Strage di Ustica''

31 maggio 2007

Un calvario che dura da 27 anni. Era il 27 giugno 1980 quando un DC9 Itavia in volo da Bologna a Palermo ''cadde'' tra l'isola di Ponza e l'isola di Ustica causando la morte di 81 persone tra passeggeri ed equipaggio. La ''Strage di Ustica'' uno dei più fitti, complicati, vergognosi misteri d'Italia che con molta probabilità rimarrà per sempre senza risposte certe, vere. Ventisette anni di indagini, depistaggi, riaperture di fascicoli, condanne, assoluzioni e dolore... il dolore dei familiari delle vittime che per più di un quarto di secolo hanno pianto i loro morti uccisi da colpevoli invisibili, o forse così tanto visibili da occultare alla vista qualsiasi possibile di verità.
Quale fu la causa che quel giorno portò giù, negli abissi, quell'aereo? Un incidente dovuto ad un cedimento strutturale dell'aereo? Un attentato? Un missile lanciato da un caccia bombardiere americano? Libico? Una strage architettata dai servizi segreti italiani?
Niente di tutto questo, o meglio, tutto questo e altro. Congetture, ipotesi e una costante: l'assoluta mancanza di chiarezza. 
Lo scorso 10 gennaio, l'ultima sconcertante svolta: la strage di Ustica non ha colpevoli. La prima sezione penale della Corte di Cassazione quel giorno ha dichiarava l'innocenza di due generali dell'Aeronautica, Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di aver depistato le indagini e processati per alto tradimento. Inoltre restava preclusa la possibilità di riaprire il processo anche per la parte relativa ai risarcimenti civili. La Suprema Corte decise infatti che i familiari delle 81 vittime non avrebbero dovuto avere alcun indennizzo dallo Stato (leggi).

Ieri però, qualcosa è cambiata. Nessuna nuova verità è venuta a galla, ma il giudice della seconda sezione civile del tribunale di Palermo, Gianfranco Di Leo, ha condannato i ministeri dei Trasporti e della Difesa al risarcimento, per complessivi 980 mila euro, di 15 familiari di quattro delle 81 vittime della strage: Gaetano La Rocca, Francesco Volanti, Elvira De Lisi e Salvatore D'Alfonso. Ai quattro parenti di La Rocca sono stati assegnati, in quote diverse, 460 mila euro. Ai 4 familiari di Volanti 200 mila euro. Ai tre familiari di De Lisi 180 mila euro. Ai 4 parenti di D' Alfonso 140 mila euro.
Gli avvocati di Palermo, Vincenzo e Vanessa Fallica, e di Bologna, Giorgio Masini, che rappresentavano i familiari di La Rocca e Volanti, non avevano seguito l'iter del processo penale che si era concluso in Cassazione il 10 gennaio scorso; e invece, nel 1984, avevano citato in sede civile la presidenza del Consiglio, il ministero dei Trasporti, e il ministero dell'Interno, rappresentati dell'avvocatura distrettuale dello Stato, per ottenere il risarcimento per la morte dei due passeggeri del Dc9 Itavia. A loro, successivamente, si erano aggiunti nella richiesta i familiari di De Lisi e D'Alfonso.
L'avvocato Vincenzo Fallica aveva chiesto per i soli eredi di La Rocca 1.149.633,05 euro (in base allo stipendio annuo della vittima agli interessi e alla rivalutazione del danno materiale) e 309.874,13 euro per danni morali. Il legale nella comparsa conclusionale aveva sostenuto, così come il legale di Marco Volanti, che ''è ormai pacifico e processuale che il Dc9 è caduto per un'esplosione, e non importa se l'ordigno era dentro l'aereo o se la caduta sia stata provocata da un missile''. ''Se l'aereo è esploso per una bomba a bordo - scriveva - c'è responsabilità degli organi preposti dallo Stato per il controllo della sicurezza dei voli. Seguendo l'ipotesi che l'ordigno sia esploso dall'esterno non appare dubbio che essa debba considerarsi connessa all'esercizio dell'attività militare svolta dalle forze armate in ordine a eventuali esercitazioni o di controllo di attività militari straniere''.
Secondo Fallica ''non è vero che a seguito della sentenza della Cassazione che ha chiuso il procedimento penale i parenti del disastro aereo di Ustica non potranno più essere risarciti. La tragedia di Ustica continua a essere coinvolta in situazioni contraddittorie anche in sede giudiziaria''.

Il legale dei La Rocca non si era costituito nel procedimento penale scegliendo la via del risarcimento civile e credendo nella competenza territoriale del tribunale palermitano. ''A mio avviso - ha detto - i familiari delle vittime possono ancora chiedere il risarcimento in sede civile in quanto il tempo per la prescrizione può decorrere dalla chiusura del procedimento penale terminato in Cassazione il 10 gennaio scorso''. ''Sono stati persi 26 anni - ha aggiunto -. Questo processo si poteva concludere in un anno ma il giudice palermitano ha invece aspettato l'esito degli altri processi. E' pacifico che ci sia stata una vera e propria disfunzione dei servizi dello Stato non solo in occasione del disastro ma anche delle fasi concernenti l'accertamento dello stesso disastro. Per questo lo Stato deve pagare il risarcimento agli eredi delle vittime che tanto hanno patito per la tragedia''.

L'inchiesta sulla strage di Ustica si è dunque chiusa definitivamente? Con questa condanno la condanna dello Stato si può dire che ''Giustizia è stata fatta''? Certo che no! E sarebbe stupido, ingenuo o crudele pensare che i familiare delle vittime, comprese quelli delle quattro che hanno avuto un riconoscimento, possano dormire sonni tranquilli. Il 27 giugno di 27 anni fa, un esplosione in alto nel cielo interruppe il corso del destino di tante persone. Madri, padri e figli, videro cambiare la loro vita all'improvviso. Nessuno mai ha dato loro una risposta. Nessuno mai ha detto loro perché hanno dovuto subire questo.

Due siti dedicati alla strage di Ustica

- Stragi 80

- La strage di Ustica: per non dimenticare...

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31 maggio 2007

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