Lo stipendio dei deputati siciliani

Passata la legge sulla spending review: tagli più soft rispetto a quanto previsto dal decreto Monti

19 dicembre 2013

L'Assemblea regionale siciliana ieri in serata ha votato il ddl sulla spending review. Il provvedimento ha ottenuto 57 voti favorevoli su 58 deputati presenti in Aula e un contrario (Giovanni Greco del Partito dei siciliani). Assenti gli onorevoli del movimento Cinque stelle che hanno lasciato la seduta. "Prendetevi questi trenta denari e sancite il tradimento operato verso i siciliani", ha detto il deputato M5S Francesco Cappello.
In pratica, questo taglio ai costi della politica stabilisce innanzitutto il tetto massimo per lo stipendio dei parlamentari a 11.100 euro lordi in luogo di circa 17.000. L'indennità e la diaria spettante ai deputati, invece, subirà la variazione dell'indice Istat del costo della vita. Il parlamento, inoltre, individuerà le cariche interne a cui spetterà un’indennità di funzione nei limiti di 2.700 euro lordi mensili. Al presidente della Regione e a quello dell'Ars spetterà un'indennità mensile lorda equivalente.

Tagli più soft rispetto a quanto previsto dal decreto Monti, in nome dell’autonomia della Regione Siciliana. Mentre viene confermato l'aggancio al Senato. E ancora: ai parlamentari regionali nominati assessori è attribuita un’indennità aggiuntiva per la carica di assessore pari a quella di funzione che spetta al presidente di commissione legislativa permanente dell'Ars. Agli assessori regionali che non siano deputati spetta un trattamento economico omnicomprensivo di 11.100 euro lordi. La norma esclude espressamente la contribuzione in favore di partiti o movimenti politici.
Definito l'allineamento a quanto stabilito in conferenza Stato-Regioni per quanto concerne le spese dei gruppi parlamentari che da 2400 mensili passano a 700 mensili per deputato. Viene reintrodotto l'assegno di solidarietà in favore dei deputati regionali, uno dei privilegi più criticati: a fine mandato i parlamentari percepiscono un assegno pari a un dodicesimo dell'indennità lorda per ogni anno di mandato che corrisponde a poco più di seimila euro l'anno.

"Questa legge sulla spending review è rispettosa della realtà economica che vive la nostra società e del lavoro di chi rappresenta il popolo nella qualità di parlamentare - ha detto Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia - i tagli alle indennità dei parlamentari erano dovuti e sono in linea con gli obblighi di riduzione della spesa per i costi della politica. Rispetto alle polemiche di chi vuole cavalcare la tigre dell'antipolitica, affermo che con questa nuova legge garantiamo che le istituzioni, come il nostro parlamento regionale, tramandateci integre dai nostri padri, rimangano integre anche davanti ai nostri figli".

[Informazioni tratte da ilVelino.it, Repubblica/Palermo.it]

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19 dicembre 2013

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