Lo Stretto di Messina: da "terra di frontiera" ad hub turistico

Un’idea del Touring Club Italiano per lo Stretto di Messina che sarà presentata al MArRC di Reggio

14 dicembre 2017
Lo Stretto di Messina: da terra di frontiera ad hub turistico

È in programma sabato 16 dicembre alle 10, presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), il workshop, organizzato dai Clubs di Territorio di Messina e Reggio Calabria del Touring Club Italiano, dal titolo "Stretto di Messina, da terra di frontiera ad hub turistico", che vedrà la presenza fra gli altri del presidente del TCI Franco Iseppi e del direttore del Censis Giuseppe Roma.

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC)

L'idea di tale convegno nasce dal fatto che nell'intera area dello Stretto si affacciano, e di fatto convivano, due città metropolitane aventi una popolazione complessiva di circa 500.000 abitanti, che potrebbero rappresentare un hub turistico disponendo di asset naturalistici, paesaggistici, storico-culturali unici, ma che necessitano di essere messi a sistema.
E difatti, nel corso dei lavori, verrà esaminata la messa a sistema, in materia di richiamo turistico, dei grandi attrattori presenti nell'area. In primo luogo il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Museo Regionale di Messina (MuMe), il turismo crocieristico nel porto di Messina, il Parco Archeologico della costiera jonica di Reggio Calabria, le Isole Eolie, la costa ionica del messinese e la sua perla, Taormina, la presenza di popolazioni locali in epoche anteriori alla colonizzazione greca (Parco dei Taureani a Palmi), ed infine il Parco Nazionale dell'Aspromonte che racchiude la montagna meno antropizzata d'Europa.

Il Museo Regionale di Messina (MuMe)

Inoltre si parlerà di destagionalizzazione, tenuto conto dell'andamento climatico della zona che permette una stagione turistica da aprile a ottobre compreso. In tale ottica potrebbero prevedersi iniziative finalizzate al turismo per la terza età oppure alla promozione di trasferimento di pensionati provenienti dal Nord Europa. Altro problema che verrà affrontato, quello della scarsa conoscenza internazionale dell'area e della sua fruibilità in termini turistici che potrebbe risolversi con la creazione di un brand comune dell'area dello Stretto su cui puntare per creare una identità comune da poter spendere all'esterno. [Fonte: Travelnostop Sicilia]

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14 dicembre 2017

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