Lombardo contro tutti!

Il governatore siciliano, intervistato da L'Espresso, dice quello che pensa su Alfano, Crisafulli, Cuffaro, Prestigiacomo...

22 ottobre 2010

"Se trascorressi 15 giorni a spasso per Kabul mi sentirei in vacanza, tanto la mia vita è complicata: me ne stanno facendo vedere di tutti i colori. Ma qualunque cosa ordiranno, vado avanti su questa strada. Compromessi zero. Tant'é che ho varato una giunta di tecnici sostenuta da Mpa, Fli, Udc di Casini, Api di Rutelli e dal Pd: almeno dalla sua ala antimafia, maggioritaria".
Questa è una della tante affermazioni che il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo ha fatto in un'intervista pubblicata dal settimanale L'Espresso.
"Crisafulli (Vladimiro, senatore Pd, ndr) - dice Lombardo - e Totò Cuffaro sono fratelli siamesi. Bianco (Enzo, ex sindaco di Catania, ndr) ce l'ha con me perché nel 2005 l'ho fatto perdere appoggiando Scapagnini sindaco a Catania. Micciché ha ricucito col Cavaliere ma non può tornare a casa perché lo aspettano per fargli la festa gli Alfano, Schifani e dintorni: così s'é inventato Forza del sud, sorta di 'sindacato giallo': meridionalista a parole, giura fedeltà eterna a Berlusconi, quindi in fondo alla Lega". E giusto Angelino Alfano, sempre secondo il governatore siciliano "è sceso in campo in prima persona: in Sicilia deve avere solo vassalli, e un presidente autonomista gli rompe i giochi. Ascarismo, si chiama questa struttura culturale e psicologica: campieri che vessano i siciliani per presentarsi a Roma, col cappello in mano, a riscuotere dai padroni".
Lombardo definisce poi Stefania Prestigiacomo ministro "per la devastazione dell'ambiente". "La Prestigiacomo - aggiunge il governatore - è molto affezionata ad alcune realizzazioni nella sua area di Augusta. In particolare a un rigassificatore a Priolo, Erg, cioé Garrone, più Shell, e a un termovalorizzatore".
Insomma, Lombardo ne ha per tutti, di centrodestra, di centrosinistra, suoi ex sodali e colleghi, suoi compaesani. Nessuno escluso.

Sull'attacco al ministro Prestigiacomo ha replicato subito il parlamentare nazionale del Pdl Pippo Fallica: "Le critiche del presidente Lombardo al ministro Prestigiacomo hanno una loro logica che risiede in un semplice diversità culturale. Lombardo è ancorato ad un'idea di ambientalismo dogmatico, tanto caro ai suoi nuovi amici della sinistra, la cui unica regola è l'immobilismo".  "Il ministro Prestigiacomo invece - ha continuato ad argomentare Fallica - interpreta, per altro con ottimi risultati riconosciuti anche a livello internazionale, l'ambientalismo pragmatico per il quale l'uomo non è un nemico della natura, anzi il progresso e lo sviluppo di nuove tecnologie devono necessariamente integrarsi con l'ambiente salvaguardandolo e non distruggendolo". "Non crediamo - ha concluso - che gli esempi portati dal presidente Lombardo ricadano nella categoria degli scempi ambientali, anzi, nel caso del rigassificatore di Melilli è vero il contrario: solo una riqualificazione dell'area può evitare l'ennesimo disastro".
In difesa di Stefania Prestigiacomo anche il sottosegretario Gianfranco Miccihè: "Devastare l'ambiente significa non solo perdere tempo a predisporre un piano rifiuti adeguato a risolvere un'emergenza ormai non più tollerabile dai cittadini siciliani, ma anche dire di no al nucleare, ai termovalorizzatori, ai rigassificatori. Insomma se c'è qualcuno che nei fatti sta attuando politiche poco chiare che potrebbero danneggiare il territorio e la salute dei cittadini, questo non è proprio il ministro Prestigiacomo che anzi si sta distinguendo per competenza e capacità". "Lombardo se ne faccia una ragione: siamo e saremo sempre contro questa sua cultura politica del no che frena lo sviluppo e aiuta il malaffare", conclude Miccichè.
La diretta interessata al governatore siciliano ha detto: "Raffaele Lombardo avrebbe bisogno di un buon medico, ce ne sono di ottimi in Sicilia. La lettura delle anticipazioni della sua intervista confermano infatti l'impressione di un uomo perseguitato da se stesso in un delirio di vittimismo e onnipotenza". "Sono seriamente preoccupata per la Sicilia ed i Siciliani - ha detto ancora il ministro Prestigiacomo - che sono governati da un personaggio come questo, incapace di dare qualsiasi risposta anche di solo buon senso ai problemi della mia terra, rannicchiato su se stesso, rancoroso e scostante. Questo outing di palese distacco dalla realtà, da parte di un uomo che ha responsabilità istituzionali così elevate mi preoccupa molto di più delle sue farneticanti accuse di cui si occuperanno i miei legali in sede civile".

"Lombardo continua a rappresentare quel volto impresentabile della Sicilia, quel volto per fortuna cancellato dal lavoro di quanti si adoperano per una Sicilia migliore". Queste le parole del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. "Considero le parole di Lombardo come un segno sull'acqua: cioè nulla - ha aggiunto Alfano -. Per questo, ritengo superfluo occuparmi direttamente di quella massa scomposta, volgarmente artificiosa, subdola e ambigua, delle sue disordinate dichiarazioni. Se ne occuperanno, invece, i miei avvocati, esperti in diritto civile".
Giovanni Pistorio, presidente dei senatori del Mpa, commentando le dichiarazioni del ministro Alfano su Raffaele Lombardo ha detto: "Il Guardasigilli, prima di dare patenti di impresentabilità, farebbe bene a considerare quali siano stati e siano i suoi compagni di viaggio di oggi e di ieri". "E’ inoltre singolare – ha concluso – che gli attacchi siano considerati personali e offensivi se li fa Lombardo e politici e normali se li fanno altri".

Secondo il senatore Pd, Enzo Bianco, "le affermazioni di Lombardo all'Espresso hanno sollevato in Sicilia un'assordante ondata di risate". "L'unico rischio che Lombardo corre - ha aggiunto - è quello di essere travolto dal malgoverno che il centrodestra ha propinato alla Sicilia in dosi massicce e con tutte le formule, da ormai quindici anni, e di cui Lombardo è stato grande protagonista. Come protagonista è stato a Catania della stagione più nera, che ha portato la città etnea al dissesto e al degrado. Sono solo queste le ragioni della mia netta contrarietà al suo ennesimo governo. E sono in ottima compagnia. Un nome per tutti: Rita Borsellino, e con noi moltissimi dirigenti, quadri, iscritti ed elettori del Pd". "Spiace che la maggioranza dei deputati regionali del Pd - ha concluso Bianco - abbia ritenuto in buona fede di appoggiarlo. Presto si renderanno conto di quale capitano di ventura sia il presidente della Regione. Io sono contro Lombardo per l'estrema gravità politica, e non solo, dei suoi comportamenti. E lui non ha sconfitto proprio nessuno. Nel 2005 Scapagnini (sindaco di Catania ndr) vinse per un soffio, commettendo reati che sono stati già acclarati in una sentenza di primo grado, nella quale mi è stato riconosciuto anche il diritto al risarcimento".
In riferimento alle anticipazioni dell'intervista di Raffaele Lombardo  all'Espresso, Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars e tra i primi sostenitori del governo Lombardo, ha detto: "Il Pd affonda le sue radici in una storia e una tradizione che non consentono a nessuno di rappresentare il nostro dibattito interno in una logica di 'buoni e cattivi' o, peggio, di 'mafia e antimafia'". "C'é un Pd che discute - ha aggiunto Cracolici - e che ha maturato la scelta di sostenere il governo tecnico varato da Lombardo: il nostro dibattito deve essere rispettato, non raffigurato in maniera distorta".

Per Giuseppe Lupo, segretario regionale del Partito Democratico, "l’antimafia è nel dna del Partito Democratico che affonda le sue radici nei valori testimoniati da uomini come Pio La Torre e Piersanti Mattarella". "Mi auguro - ha detto ancora Lupo - che il presidente della Regione Raffaele Lombardo voglia sostanzialmente rettificare o smentire, se ha a cuore il futuro del suo governo e della Sicilia, le assurde dichiarazioni riportate dall’Espresso a proposito del sostegno del Pd alla nuova giunta di tecnici. Dire che nel Pd esiste un’ala antimafia maggioritaria - ha continuato - è un’idiozia perché tutto il Pd combatte giornalmente la mafia come dimostrano i numerosi atti intimidatori subiti dai nostri amministratori locali in Sicilia. Il partito democratico ha assunto, dopo il crollo del centrodestra, le proprie decisioni sulla situazione politica regionale all’interno degli organismi democraticamente eletti e non è consentito a nessuno, tantomeno a Lombardo, di esprimere giudizi erronei ed offensivi nei confronti di parlamentari e di dirigenti politici del nostro partito".
Sulla questione Pd-antimafia, Raffaele Lombardo ha spiegato così alcuni passaggi della sua intervista: "Sono convinto che in Sicilia il Pd deve essere, ed è nato per essere, un grande partito popolare e progressista impegnato, in via prioritaria, per la legalità e contro le mafie. Quando affermo che siamo appoggiati dall'ala antimafia del Pd, intendo esclusivamente affermare che il sostegno più convinto a questa esperienza di governo arriva proprio da chi si è caratterizzato per ruoli politici e istituzionali nel segno di una forte azione di contrasto alla criminalità organizzata".

- Lombardo: "Qui c'è la cricca" di Roberto Di Caro (L'espresso)

 

 

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22 ottobre 2010

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