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LUI NON SE NE VA!

Bocciata in Consiglio comunale la mozione di sfiducia al sindaco di Palermo Diego Cammarata

05 luglio 2010

A questo punto ci si chiede: gli sarà possibile salire quest'anno sul carro arrivato ai Quattro Canti e gridare trionfante "W Palermo e Santa Rosalia"?
I dubbi ci sono, e in molti si pensa che probabilmente è meglio che Diego Cammarata ripeta l'assenza dello scorso anno o, a limite, mandi un suo sosia così da poter vedere da lontano quello che gli sarebbe potuto accadere.
Perché tutta questa introduzione? Ma perché uno degli uomini politici maggiormente attaccati alla poltrona che coprono (perché votati dalla gente, certo, certo, questo non lo dimentichiamo...), il sindaco di Palermo Diego Cammarata, rimarrà al proprio posto nonostante le polemiche sull'emergenza rifiuti in città e il "fuoco amico" da parte del suo ex sponsor Gianfranco Miccichè.
Ebbene sì, sabato scorso è stata bocciata in aula in Consiglio comunale la mozione di sfiducia al sindaco. Hanno votato contro 23 consiglieri, 20 a favore. La mozione era stata presentata nei mesi scorsi da Idv e centro sinistra. Per approvarla erano necessari 33 voti. I consiglieri sono in totale 50.

Nonostante tutto l'opposizione al Consiglio comunale canta lo stesso vittoria sostenendo che il sindaco ormai può fare affidamento su una "maggioranza" risicata (Pdl, Udc, Gruppo Misto e Api): conti alla mano solo 24 consiglieri su 50. La mozione ha soprattutto ufficializzato il "divorzio" tra Cammarata e Micciché.  I consiglieri del Pdl Sicilia, vicini al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, hanno infatti votato contro il sindaco. Non è bastato: servivano almeno 33 voti per sfiduciarlo a fronte dei 20 effettivamente raccolti. Oltre al Pdl Sicilia hanno votato a favore i consiglieri del Pd, Idv, Mpa e Un'altra storia di Rita Borsellino.
La mozione è stata prelevata a sorpresa, alle prime luci dell'alba, da un consigliere del Pdl, Giuseppe Milazzo "proprio per dimostrare che il centrosinistra non aveva i numeri e aveva strumentalizzato per mesi la mozione come un semplice atto propagandistico". Il Consiglio comunale, riunito ormai da giorni per la discussione del bilancio, ha così votato l'atto: una mossa che ha colto in contropiede il centrosinistra che non era preparato all'appuntamento. In Aula mancavano infatti 7 consiglieri, di cui 6 dell'opposizione. Se fossero stati presenti il risultato della votazione sarebbe stato di 26 consiglieri a favore contro 24. Ma tanto è bastato al centrosinistra per definire Cammarata un sindaco "sfiduciato nei fatti - ha detto il consigliere del Pd Davide Faraone - Continueremo l'opposizione ad oltranza per cacciare questi amministratori che stanno portando Palermo al collasso".

Cammarata ha ribattuto bollando la mozione di sfiducia come una "farsa montata dal centro sinistra per tenere alta l'attenzione su una vicenda che, come hanno dimostrato i numeri, non ha consistenza". Per il sindaco il voto è servito a capire "chi é con la maggioranza di centro destra e vota coerentemente e chi appoggia invece non solo con dichiarazioni ma con i propri voti, il centro sinistra diventando alleato del Pd e dell'Idv di Di Pietro che non manca occasione per attaccare il Pdl e Silvio Berlusconi". "Primo fra tutti proprio Miccichè che dichiara ipocritamente 'mai con il Pd'. Mai con il voto di oggi il sottosegretario alla Presidenza ed i suoi uomini sono ufficialmente nella coalizione di centro sinistra al Comune così come è alla regione. Il voto di Palazzo delle Aquile restituisce la verità dei fatti e conferma la fiducia al sindaco”. La pensano allo stesso modo Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato e membro della direzione nazionale del Pdl e Francesco Cascio, presidente dell'Assemblea regionale siciliana. "Ancora una volta gli uomini di Micciché - dicono - votano contro il partito nel tentativo di differenziarsi da un'amministrazione dopo anni di comune governo. Un gesto incomprensibile alla luce della fiducia accordata a Cammarata dal Presidente Berlusconi". Rincarano la dose i coordinatori regionali del Pdl 'lealista', Giuseppe Castiglione e Domenico Nania. "Il fatto che il Pdl Sicilia disconosca la fiducia pubblica che il leader del Pdl ha ribadito al sindaco - dicono - é un atto politico gravissimo del quale Micciché deve assumersi la responsabilità".
Per Diego Cammarata "il consiglio comunale non ha più alibi e deve tornare subito al lavoro votando innanzitutto il bilancio e fornendo così all’amministrazione lo strumento finanziario necessario a fornire interventi e servizi necessari ai cittadini e troppo a lungo negati dall’immobilismo del Consiglio causato dall’ostruzionismo del centrosinistra".

Dopo la votazione della mozione di sfiducia a Cammarata, tre consiglieri comunali del Pdl-Sicilia hanno spiegato la loro scelta alla redazione di 'Sud', il blog del Sottosegretario Gianfranco Miccichè. "Noi - dice il capogruppo Manfredi Agnello - siamo alleati della città e non della sinistra. Cammarata non si croggioli al sole di una risicata vittoria numerica, che in realtà è un’evidente sconfitta politica". Per il consigliere Rino Mineo: "l’esito della votazione, assieme all’iter controverso che sta caratterizzando questa sessione di bilancio, è la prova che la maggioranza non esiste più; e un Sindaco senza maggioranza - aggiunge - non può che fare le valigie e togliere il disturbo, anziché resistere ad oltranza, grazie a votazioni sempre soffertissime e rocambolesche".
E al sindaco Cammarata che ha parlato di Miccichè e dei suoi uomini come alleati del Centrosinistra, risponde il consigliere Elio Ficarra: "da Cammarata non accettiamo nessuna etichetta politica. Noi siamo coscienziosamente dalla parte dei cittadini palermitani, lui no. E’ questa la differenza. E - aggiunge - chi cerca di dribblare la questione alimentando una sterile polemica su inesistenti logiche d’appartenenza, non fa altro che rimarcare questa differenza. Memore del suo primo mandato, mi permetto di suggerire, con signorilità, al Sindaco un atto di umiltà, che lo porti - conclude - a deporre il suo amato scettro di primo cittadino".

Gianfranco Miccichè sempre dal suo blog dice che sulle vicende che riguardano il Comune di Palermo "finora ho cercato di evitare le polemiche e restare quanto più zitto possibile, proprio per non esasperare lo scontro con il Pdl. Ma il ridicolo giochino degli attacchi, se a me continua a suscitare indifferente ilarità, alla gente rischia di provocare un certo stomachevole rigetto verso la politica". Cammarata, dice ancora Miccichè, "anziché arrampicarsi sugli specchi e cercare di prendersela con tutti fuorché con se stesso, prenda atto di non avere più maggioranza in aula, ma soprattutto - aggiunge - abbia coscienza che è la stragrande maggioranza dei cittadini a non volerlo più”. "Cammarata - insiste Miccichè - ci regali quest’ultimo slancio di umiltà, prenda atto del suo fallimento e comprenda che è inutile cercare di spostare il tema del dibattito, non è gridando ai quattro venti che io sono alleato del centrosinistra che - continua - può riuscire a distrarre l’attenzione pubblica dai fin troppo evidenti disastri della sua amministrazione". E comunque, "a scanso di equivoci - ribadisce Miccichè - noi dal centrosinistra siamo lontani anni luce, ma siamo certamente opposizione, da oggi durissima, nei confronti di questo Sindaco, che peraltro inviterei, quando ha bisogno di qualcosa, a chiamarmi personalmente, anziché - continua - ricercare intermediazioni in Silvio Berlusconi: è il Sindaco della quinta città d’Italia e non dovrebbe avvertire il bisogno d’intermediari, ma sentirsi in grado di confrontarsi con autorità ed autorevolezza con tutti in partiti e i rispettivi interlocutori".

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, SiciliaInformazioni.com]

 

 

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05 luglio 2010
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