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Ma 80 euro non bastano

Per 10 mln di italiani è arrivato il bonus da 80 euro, ma le famiglie (specialmente quelle del Sud) sono sempre più povere

28 maggio 2014

E' finalmente arrivato nelle tasche di 10 milioni di italiani il bonus da 80 euro introdotto dal Governo Renzi attraverso il decreto Irpef. Una misura che, sulla carta, dovrebbe incentivare i consumi spingendo le famiglie a spendere.
Ma come cambierà la vita dei cittadini grazie al bonus in busta paga?
Il Codacons ha elaborato alcune proiezioni che dimostrano come possono essere usati dagli italiani questi 80 euro...

Una cena in pizzeria: mediamente in Italia una pizza e una bevanda consumate al ristorante costano 11,80 euro a persona. Considerata una famiglia di 4 persone e una cena a base di 4 antipasti, 4 pizze, 4 bevande, 2 dolci e 2 caffè, il conto totale sarà di 66,2 euro. Del bonus da 80 euro nelle tasche della famiglia media rimangono 13,8 euro, senza contare la spesa per la benzina ed eventuali mance.

Una serata al cinema: una famiglia di 4 persone per una serata al cinema (film in 2D) spende 34 euro per i biglietti e una media di 19,80 euro per due secchielli di popcorn e due bibite, cui va aggiunto il costo del carburante per raggiungere la sala, per un totale di 62 euro: rimanenza 18 euro.

Dal parrucchiere: una donna spende mediamente per il taglio e la messa in piega 30 euro, per il colore 40 euro. Senza aggiungere altri trattamenti, il costo per taglio, piega e tinta è di circa 70 euro: rimanenza 10 euro.

Qualche trattamento estetico: un massaggio rilassante costa in Italia mediamente 55 euro a seduta; per quello anticellulite si spendono circa 65 euro a seduta; una pulizia del viso costa 45 euro. Per la pulizia dei denti occorre invece mettere in conto non meno di 100 euro. Nel caso in cui si utilizzi il bonus per migliorare il proprio aspetto, a seconda del trattamento scelto restano nel portafogli dai 15 ai 35 euro o addirittura, come nel caso dei denti, occorre aggiungere 20 euro di differenza.

Una giornata al mare: una famiglia di 4 persone che trascorre una giornata al mare spende tra affitto di un lettino, una sdraio, un ombrellone e il consumo di 4 bottigliette d'acqua, 4 panini e 2 gelati, più la spesa carburante, circa 75 euro. Rimanenza: 5 euro.

Un weekend fuori porta in coppia (considerando due persone, entrambe destinatarie del bonus da 80 euro): per trascorrere un weekend fuori in una città d’arte o in campagna, per una destinazione di media distanza raggiungibile in auto, si spenderanno per il pernottamento 80 euro (1 notte camera doppia), per i pasti 100 euro, per il carburante 30 euro. Totale 210 euro. Rimanenza: -50 euro.

"Per una decisiva ripresa dei consumi, il bonus da 80 euro introdotto dal Governo Renzi non appare ancora sufficiente - afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons - Certo potrà aiutare le famiglie a togliersi ogni tanto uno sfizio, ma considerata la forte perdita del potere d’acquisto subita dai cittadini negli ultimi anni, servono ben altre misure per spingere in alto gli acquisti e far ripartire l’economia".

Intanto, la situazione del Paese fotografata nel Rapporto annuale 2014 diffuso dall’Istat, è ancora piena di ombre. La crisi, infatti, continua a piegare le famiglie italiane che sono sempre più povere, specie al Sud dove si registra un disagio cinque volte superiore rispetto al Nord. Nel nostro Paese la povertà colpisce tre volte di più le persone sotto i 35 anni e due volte di più i disoccupati e gli inattivi. Così, per tirare avanti, o per non erodere i risparmi, le famiglie italiane nel 2013 hanno ridotto la spesa per i consumi del 2,6% e quella per le cure mediche.

La povertà - L’indicatore di povertà assoluta, stabile fino al 2011, segnala l’Istat, "sale di ben 2,3 punti percentuali nel 2012, attestandosi all’8% della popolazione. La grave deprivazione, dopo l’aumento registrato fra il 2010 e il 2012 (dal 6,9% al 14,5% delle famiglie) registra un lieve miglioramento nel 2013, scendendo al 12,5%". La foto scattata dall’Istat indica come "il rischio di persistenza in povertà, ovvero la condizione di povertà nell’anno corrente e in almeno due degli anni precedenti, è nel 2012 tra i più alti d’Europa (13,1 contro 9,7%)". "Si tratta di una condizione strutturale" sottolinea l’Istituto, e "le famiglie maggiormente esposte continuano a essere quelle residenti nel Mezzogiorno, quelle che vivono in affitto, con figli minori, con disoccupati o in cui il principale percettore di reddito ha un basso livello professionale e di istruzione". Il rischio di persistenza nella povertà "raggiunge il 33,5% fra le famiglie monogenitori con figli minori" e "nel Mezzogiorno è cinque volte più elevato che nel Nord, tre volte più elevato tra gli adulti sotto i 35 anni, due volte più elevato tra i disoccupati e gli inattivi" è il dato che arriva dall’Istat.

[Informazioni tratte da Codacons.it, Adnkronos/Ign]

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28 maggio 2014
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