Ma che cos'è il turismo gay?

L'assessore regionale Nino Strano ha detto che la Sicilia conta di puntare sul turismo omosessuale...

15 settembre 2010

Nei giorni scorsi abbiamo appreso che l'assessore al Turismo della Regione Sicilia , Nino Strano (Fli), punta allo sviluppo isolano del turismo gay. Turismo gay? Sì, così si è espresso l'assessore Strano intervistato da Klaus Davi nel suo programma web 'KlausCondicio'.
"La nostra è una terra intelligente e molto accogliente. Io personalmente a Catania, nel 1993, mi battei per far aprire un locale gay, il Pegaso, e ho dato anche dei sostegni economici all'amministrazione del Festival del Mediterraneo, organizzato dai ragazzi del locale, invitando tunisini, israeliani e delegazioni di altri Paesi". "Da tempo il turismo omosessuale - ha aggiunto l'esponente di Fli - è una delle componenti per il rilancio del settore in Sicilia e non vi vedo nulla di offensivo e mi guarderò bene dallo strumentalizzare questo genere di turismo solo perché ricco".
Visto che c'era, l'assessore Strano, che non è affatto nuovo a sortite... strane, o comunque a effetto (ricordate? fu lui a esporre in aula, in Senato, una fetta di mortadella dopo il voto che determinò la crisi del governo Prodi nel 2008, e fu sempre lui a dare pubblicamente della 'checca' a un collega a palazzo Madama, procurandogli uno svenimento) ha risposto anche al suo ex compagno di partito, Maurizio Gasparri, che aveva parlato della vicinanza tra associazioni gay e Fli, rinfocolando le polemiche che in questo ultimo periodo agitano gli ex di An. "Gasparri? - ha detto Strano - Leggo poco questo scrittore, è dell'800?". E ancora: "Il suo è un atteggiamento da puro e duro, ma puro e duro non so fino a quanto. Io la penso come Luca Barbareschi e come tanti altri nel mondo della cosiddetta destra: il gay ha tutto il diritto a fare una propria vita, purchè non disarticoli la società. Credo nella famiglia e attualmente sono contrario al matrimonio tra omosessuali, ma non a veder persone dello stesso sesso felici".

Sembrava che le parole di Strano, pronunciate nella trasmissione web, fossero passate senza suscitare troppo clamore, invece, a stretto giro di boa è giunta la reazione infuriata del parlamentare regionale del Pdl, Marco Falcone, che ha annunciato un'interrogazione al presidente della Regione Raffaele Lombardo, nella quale chiederà al capo dell'esecutivo se la pensa come il suo assessore. Inoltre Falcone ha giudicato "riprovevoli" le affermazioni di Strano: "Ha toccato il fondo - ha detto - il modello gay non appartiene alla Sicilia, è estraneo alla sua cultura, tradizione, religione e, inoltre, l'isola non può diventare meta del vergognoso turismo sessuale".
Ecco, abbiamo l'occasione per un'altro paio di interrogativi sbigottiti: Il modello gay non appartiene alla Sicilia? Meta del vergognoso turismo sessuale?
Niente, non riusciamo a capire cosa possa essere il "turismo omosessuale" che qualcun'altro afferma che trattasi di "vergognoso turismo sessuale".

Un politico intelligente, che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità, l'ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, oggi europarlamentare del Pd, è stato "divertito" dall'iniziativa di Strano: "La sua - ha detto da Bruxelles - è una battuta simpatica, ma non credo ci sia bisogno di incentivare il turismo gay. Gli omosessuali amano la bellezza e dunque vengono in Sicilia a prescindere dagli incentivi, che dovrebbero essere rivolti agli eterosessuali". Poi, con meno leggerezza, ha spiegato che "è allucinante che nel Pdl c'è chi cerchi di strumentalizzare politicamente questa vicenda".
Secondo l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino, l’idea dell’assessore Strano è assolutamente da appoggiare. "A parte la grande tradizione di tolleranza e di civiltà che la nostra isola ha sempre espresso – ha detto Centorrino – non solo Von Gloeden ma anche André Gide, Roger Peyrefitte e tanti altri raffinati intellettuali omosessuali hanno segnato gli anni '50 della elitaria ed eccentrica Taormina. C’é da aggiungere che, in un contesto nazionale in cui alcuni sindaci leghisti del Nord alzano barricate o scavano fossati per evitare contaminazioni di sorta, la Sicilia, sempre all’avanguardia, può e deve essere maggiormente propositiva, più accogliente, più aperta a tutte le espressioni di vita e di libertà. Senza odiose emarginazioni. Insomma, una Sicilia con un supplemento d’anima".
Nell'intervento dell'assessore Centorrino, per un attimo abbiamo creduto di scorgere la risposta al nostro primo interrogativo, ossia: Ma che cos'è il turismo omosessuale? Secondo l'assessore all'Istruzione, infatti l'idea di Strano è quella di incentivare il turismo siciliano creando un ambiente aperto e favorevole a possibili fruitori omosessuali. Chiaro no? No, ancora non lo abbiamo capito bene, perché noi, specifico, noi che stiamo scrivendo in questo momento di questa vicenda, non riusciamo a capire quali esigenze "diverse" possono avere i turisti omosessuali. Per caso si dovrebbero apporre dei cartelli in certe spiagge con la scritta "In questa spiaggia possono tenersi per mano (e nell'eventualità scambiarsi effusioni) persone dello stesso sesso"? Oppure incentivare l'apertura di hotel o B&B per sole persone gay? Non sarebbe creare piccoli ghetti e vanificare l'impegno di fare passare la cultura che l'omosessualità non è, fondamentalmente, "diversità"?
Niente, chiudiamo l'articolo senza capire effettivamente il senso di tutto quello di cui abbiamo parlato, e ci prendiamo un po' di tempo per rifletterci su. [F.M]

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15 settembre 2010

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