Ma la storia della stabilizzazione è una beffa?

Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio: "Nella finanziaria è inserita la proroga di un anno"

01 dicembre 2010

Appena venerdì scorso il governatore Raffaele Lombardo aveva annunciato: "La parola precariato non dovrà più fare parte del vocabolario dell’amministrazione pubblica in Sicilia", presentando il disegno di legge "Misure urgenti a sostegno dell’occupazione" a sindaci e amministratori locali delle province di Trapani e Palermo (LEGGI). Ma passati appena due giorni il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha disilluso i 22.500 precari negli Enti Locali dell’Isola che attendevano la promessa stabilizzazione.
Cascio è stato chiaro: nella finanziaria, da approvare entro l’anno, è inserita la proroga di un anno, il resto è "fumo negli occhi".
Ci sarà stata divergenza "fra gli atti ufficiali che mi inoltra il governo e le dichiarazioni alla stampa di alcuni suoi componenti" ha spiegato il presidente dell’Ars. "Nei documenti si parla di proroga di un anno dei precari della pubblica amministrazione e questo può essere inserito nella manovra, come lo scorso anno. Ma parlare di stabilizzazione è diverso e lì arrivano le perplessità, sia per la copertura economica sia per l’atteggiamento dell’ufficio del commissario dello Stato, che ha già stoppato norme simili, e che si abbatterebbe con la sua scure su questo tipo di intervento". "Ora – ha ribadito Cascio – mentre si lavora a un bilancio così delicato, parlare di stabilizzazione, seppur rilevante, appare quanto meno fuori tempo e rischia di essere solo fumo negli occhi".

Ha espresso perplessità sul "ddl precari" Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che ieri ha partecipato ad un incontro tra le parti sociali e il presidente della Regione. "C'è un quadro convulso e poco trasparente. Ed è grande la perplessità sul disegno di legge per i precari. Non riusciamo a comprendere se sia uno strumento idoneo a stabilizzarli, né esattamente a quale bacino di precari si riferisca. Sappiamo solo che ad essere esclusi sono 6.500 lavoratori". "Abbiamo affrontato diversi argomenti – ha aggiunto – ma serve più affidabilità da parte del governo sui temi concreti. Chiediamo quindi una convocazione specifica per capire quale futuro attende i precari dei vari bacini. Ma soprattutto i tempi e le modalità degli interventi che sono previsti a loro tutela".
Cateno De Luca, leader di Sicilia Vera e capogruppo all’Ars di Forza del Sud, ha subito "cavalcato l'onda della perplessità" e intervenendo all'Ars ha detto: "La giunta tecnica capitanata dal demiurgo politico Lombardo, la smetta di alimentare le illusioni dei precari degli enti locali sbandierando un testo che contiene una pseudo stabilizzazione e prevedendo contemporaneamente in finanziaria un taglio del 60% dei trasferimenti ordinari ai comuni con l’introduzione della logica della compartecipazione alle imposte sui redditi che faranno saltare tutti i bilanci degli enti locali". "Questa nuova macelleria sociale a cui il presidente Lombardo per storia è avvezzo – ha aggiunto – deve cessare immediatamente evitando di far scontrare i precari con i sindaci che dal 2011 non avranno più le risorse per far fronte alle spese di funzionamento dei propri comuni. Siamo pronti a votare una norma secca di proroga di tutto il mondo del precariato ed una eventuale stabilizzazione che non mortifichi ulteriormente i precari degli enti locali, a condizione che venga ripristinato la logica del fondo delle autonomie locali, in vigore al 2010, decurtando una percentuale di trasferimento ai comuni ed alle Province che sia compatibile con il processo di stabilizzazione per il quale siamo convintamente d’accordo".

Raffaele Lombardo in persona ha difeso l'operato suo e del suo esecuitvo scrivendo sul suo blog: "Stiamo facendo quello che abbiamo detto: stabilizzare i precari senza spendere un euro in più. Lo abbiamo detto ai sindaci e ai precari ai tempi della manovra Tremonti, sei mesi fa, quando avevamo detto che avremmo avviato un percorso e un processo che li sottraesse alla condizione di ricattabilità cui sono tuttora sottoposti". "La stabilizzazione un atto di giustizia per migliaia di lavoratori siciliani. Dobbiamo dare ai precari – prosegue Lombardo – la certezza che ogni cittadino merita: un reddito, per quanto modesto, ma sicuro fino alla pensione. Non ci costa un euro in più e ci confronteremo con il Commissario dello Stato e con il governo".
Il Governatore ricorda poi che il ministro Tremonti "quando si consentì quella deroga, sostenne che la condizione di precarietà andava definita per superare questa condizione che non è solo siciliana". "A parte le polemiche e le discussioni di questi giorni – conclude Lombardo – credo sia fondamentale che su questo tema, comunque la si pensi, il merito sarà di tutti perché facciamo il nostro dovere e un atto di giustizia da parte di una classe politica che deve superare tutto il precariato e non assumere più fino a quando non si torni al rapporto fisiologico tra pubblica amministrazione e numero di dipendenti rispetto alla popolazione".

[Informazioni tratte da Ansa, LiveSicilia.it, GdS.it]

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01 dicembre 2010

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