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Ma quale paura della mafia, solo timore della calura

Continua la polemica sul presunto ''divieto genitoriale'' ad un centinaio ragazzi di partecipare a 'Dance attack'

10 settembre 2008

Al sovrintendente del Teatro Bellini di Catania, Antonio Fiumefreddo, quanto successo domenica scorsa a piazza Palestro, dove oltre duemila giovani ballerini e cittadini catanesi hanno danzato contro la mafia, ossia la defezione di un centinaio di giovani manifestazione "Dance attack", per il divieto imposto dai genitori, proprio non è andata giù (LEGGI). "Incontreremo quei cento ragazzi e le loro famiglie, la paura non va criminalizzata ma aiutata e vinta" ha affermato Fiumefreddo, dopo le polemiche che la vicenda ha suscitato.
"Le istituzioni devono tendere la mano e non devono criminalizzare", ha detto ancora il sovrintendete del Teatro, dispiaciuto per quei ragazzi che non hanno potuto partecipare alla riuscitissima manifestazione. "Per questo ho deciso che nei prossimi giorni, appena sarà possibile e appena riusciremo ad invitare tutti i ragazzi, mi recherò nella scuola di danza per incontrarli e per avere un colloquio franco e diretto che incoraggi loro e i loro genitori".

"Ma quale paura della mafia, alcuni dei miei ragazzi non sono venuti perchè i genitori temevano gli effetti di una prolungata attività fisica in un pomeriggio di caldo afoso".
Così Elisa Laviano, titolare di una delle due scuole che domenica scorsa avrebbero disertato 'Dance attack', ha smentito l'assenza dei suoi studenti per pressioni da parte dei genitori impauriti dal ballo contro Cosa nostra, non escludendo che potrebbe essere stata "una montatura". E al sovrintendente che vuole incontrare lei e i suoi ragazzi manda a dire: "Siamo pronti ma sappia - ha sottolineato - che nessuno parlerà di paura della mafia o di ritorsioni e non perchè si vuole nascondere la verità ma perchè, al contrario, le si vuole rendere onore".
Sulla stessa linea anche Piero Ferlito, titolare di un'altra scuola di danza indicata tra le assenti in piazza Palestro. "Noi c'eravamo, mancavano soltanto due ragazzi".

"Chiediamo scusa ai soliti noti, pochi ma potenti, se ci siamo permessi di disturbare; ci rammarichiamo per la gioia di quei 2.000 ragazzi, per l'entusiasmo di tante famiglie, per aver gridato la speranza di una Sicilia diversa e per averlo fatto danzando"
, ha risposto il sovrintendente Fiumefreddo, dopo avere "preso atto di talune singolari ricostruzioni fedeli alla migliore tradizione del paradosso pirandelliano" su Dance attack.
"Avevamo dimenticato che per qualcuno i siciliani vanno lasciati nel sonno - ha aggiunto il sovrintendente del teatro Bellini - prendiamo atto che chi ha impedito ai figli di partecipare l'ha fatto non per paura ma per evitare loro un colpo di sole in un caldissimo pomeriggio. La prossima volta staremo attenti a cercare un luogo all'ombra. Ma forse non occorrerà nemmeno - ha concluso - poichè non ci eravamo accorti che il crimine è stato frattanto sconfitto. Evviva, la mafia non esiste!".

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it]

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10 settembre 2008
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