Marcello Dell'Utri direttore dei casting per la nuova Forza Italia

Nell'area vicina al Cavalieri il dopo-Alfano è cominciato: rientro degli "impresentabili" per un format già rodato

21 novembre 2013

Marcello Dell’Utri è ritornato in vetta a Forza Italia ed è questa una delle più importante novità del dopo-Alfano. L’ex senatore era stato archiviato alle politiche di febbraio perché era passata la linea-Alfano: Cosentino e Dell’Utri dovevano saltare il turno. Il primo è finito in galera, il secondo attende il pronunciamento della Corte di Cassazione, su di lui pende una condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Pende anche dell’altro, in verità: in ordine cronologico la P3. La sua posizione è stata stralciata perché il Senato non ha ancora concesso l’uso delle intercettazioni.

Il suo amico Silvio Berlusconi non poteva certo lasciarlo fuori dalla costruzione della sua nuova creatura e quindi gli ha affidato il casting. Sì perché, Forza Italia deve rinascere sulle spalle dei giovani!
Una selezione, comunque, non particolarmente severa, perché i volti oltre che nuovi, devono essere gradevoli: uomini e donne telegenici. Su questo il Cavaliere non fa sconti.
Il casting di Dell’Utri è solo la penultima tappa. Decide Berlusconi secondo i parametri che tutti conoscono. Dell’Utri ha consegnato già una folta lista di aspiranti-dirigenti, tutti provenienti da tredici regioni italiane (un’altra lista arriverà a breve), corredando le schede di curriculum e foto. Amministratori locali, universitari e manager avranno una corsia preferenziale.

È stato chiesto al "direttore" del casting quali fossero le caratteristiche richieste ai volti nuovi, ma la risposta è stata molto vaga. "Giovani con esperienze politiche nei consigli comunali".
E il metodo, i luoghi, l’organizzazione del casting? Dell’Utri preleva i nomi dai Circoli. Fu lui a fondarli diciotto anni or sono circa, prima che arrivassero gazebo e i vari "eserciti" di Silvio, affidati alla Brambilla (ed altri) con modesti risultati.
Sia il direttore del casting quanto "la produzione", per usare il linguaggio cinematografico, hanno bisogno di fare tutto in gran fretta. Se la Cassazione dovesse confermare la sentenza, Dell’Utri tornerebbe impresentabile, nel senso che non può essere presente, essendo ristretto a causa della condanna. E Berlusconi avrà seri problemi per almeno dieci mesi: non potrà incontrare i selezionati ai domiciliari. [Informazioni tratte da SiciliaInformazioni.com]

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21 novembre 2013

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