MARE NERO

Ennesima tragedia dell'immigrazione nel Mediterraneo. Naufraghi, morti e dispersi tra la Calabria e la Sicilia

29 ottobre 2007

AGGIORNAMENTO
Pescherecci inseguiti da motovedette
Motovedette della Capitaneria di Porto questa mattina hanno inseguito per chilometri e bloccato due pescherecci, uno ancora carico di clandestini. Le motovedette di pattuglia, ha riferito il comando della Capitaneria di Porto di Roma, hanno intercettato due pescherecci di circa 20 metri con scritte in arabo, inseguendoli in una fuga durata circa 28 miglia, al termine della quale le due imbarcazioni sono state bloccate. Una era probabilmente quella che aveva fatto scendere i clandestini in parte intercettati, l'altra era ancora carica di persone, quasi un centinaio di immigrati. Le motovedette hanno scortando le due imbarcazioni verso Porto Empedocle.
Sia a Vendicari che a Roccella Jonica sono proseguite le ricerche in mare dei dispersi dei due naufragi avvenuti nella notte tra sabato e domenica, mentre uno sbarco è avvenuto stamani  anche a Marina di Palma, tra Licata e Porto Empedocle (AG), con dieci clandestini intercettati a terra ed altri che si presume siano riusciti a dileguarsi dopo lo sbarco.
Le ricerche hanno portato al ritrovamento di un altro cadavere, sempre nei pressi della riserva di Vendicari. Sale così ad undici il numero delle vittime della tragedia avvenuta nel Siracusano. In un altro tratto della stessa zona è stato trovato arenato un motopesca di una ventina di metri. Alle fiancate dell'imbarcazione scritte arabe. Il natante aveva ancora il motore accesso.

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Notte fonda. Il mare è più nero della pece e solo improvvise lame d'argento ogni tanto si muovono iridescenti sulla superficie. Giorni interi a navigare a bordo di imbarcazioni sfasciate dopo essere scappati da un esistenza senza futuro, dopo aver attraversato deserti, dopo aver combattuto quotidianamente con la paura. Poi il mare, e al di la di quello la speranza... oppure la morte, dentro quello...

Dall'alba di stamani, malgrado il maltempo, intere squadre della Capitaneria di Porto a bordo delle loro motovedette solcano le acque del Canale di Sicilia alla ricerca di qualche superstite, alla ricerca di qualche corpo senza vita, galleggiante a faccia in giù. Nel mare, nei pressi della riserva di Vendicari (SR), ne hanno trovato uno, ed è così salito a dieci il numero delle vittime del naufragio avvenuto ieri nel Siracusano. Sette morti invece quelli finora recuperati dalla tragedia di Roccella Jonica, in Calabria.
Sì, perché ieri è stato un giorno terribile per il Mediterraneo, un giorno nel quale la piaga dell'immigrazione clandestina prepotentemente invade qualsiasi cosa, una piaga, perennemente aperta nelle nostre coscienze, che inizia a sanguinare copiosamente.  
Diciassette morti in due stragi in mare, in quella che appare una lunga tragica notte: dieci nello sbarco del gommone in Sicilia tra cui un ragazzo dell'apparente età di 14 anni; gli altri nell'affondamento del barcone che ha urtato una secca sulla costa calabrese.
I clandestini tratti in salvo non sono stati ancora in grado di indicare con precisione il numero delle persone che erano con loro sulle imbarcazioni affondate a causa delle cattive condizioni del mare.

ROCCELLA JONICA (Reggio Calabria) - Al largo delle coste calabresi il naufragio è avvenuto la notte tra sabato e domenica. Come hanno raccontato i sopravvissuti, che hanno dichiarato di essere palestinesi, il barcone sul quale viaggiavano è andato in avaria al largo delle coste, il mare grosso ed il forte vento hanno fatto sì che la grossa barca sulla quale viaggiavano si spezzasse in tre punti lasciando cadere in mare le persone che erano a bordo.
Alcuni dei superstiti hanno riferito che al momento della partenza da un porto egiziano, le persone a bordo del motopeschereccio giunto in Calabria fossero 160-170. Gli immigrati salvi sono 120, tra i quali 12 minori. Venticinque sono feriti. Contando i sette morti - ma le ricerche di altri eventuali cadaveri in mare o altre persone sulla spiaggia sono ancora in corso - mancherebbero all'appello decine di persone. E' possibile però che alcuni immigrati, dopo lo sbarco, siano riusciti ad allontanarsi. Per questo motivo i carabinieri non si sbilanciano, al momento, sul numero degli eventuali dispersi.
I naufraghi sono stati portati in una palestra messa a disposizione dal sindaco di Roccella Jonica, e hanno ricevuto immediata assistenza dal personale del 118 e della protezione civile. Più di cento clandestini sono stati trasferiti presso una struttura di accoglienza per minori di Riace Marina mentre gli altri sono già stati trasferiti, per disposizione della Prefettura di Reggio Calabria, nei centri di prima accoglienza di Lamezia Terme, Bari e Foggia.

Erano partiti da Haiza a bordo di camion telati, poi si sono imbarcati in un porto egiziano alcuni giorni fa e sabato sera, poco prima delle 23, hanno fatto naufragio sulla costa ionica calabrese. Per il viaggio della speranza hanno pagato in moneta egiziana l'equivalente di 1.500 euro a persona e già ieri sera, a un miglio dalla costa hanno avuto i primi problemi sulla nave. Il mare forza 7-8, poi, ha spinto la nave contro una secca e l'imbarcazione si è spaccata in tre parti. Tutti si sono tuffati in mare per guadagnare la riva, ma le onde altissime e il mare in tempesta, hanno reso tutto difficile. La stragrande maggioranza degli immigrati è riuscita a raggiungere la riva, ma alcuni si sono dovuti arrendere alla furia del mare.

VENDICARI (Siracusa) - Due gommoni naufragati nel mare di Vendicari. Dalla Capitaneria di porto di Catania si è appreso che a bordo delle precarie imbarcazioni erano in 24: sette si sono salvati, dieci sono morti e sette risultano attualmente dispersi. I cadaveri sono stati recuperati nel tratto marino della riserva di Vendicari, tra Noto e Pachino, a Sud di Siracusa.
I primi tre cadaveri erano stati scoperti, dagli uomini della Guardia costiera di Portopalo di Capo Passero, sulla spiaggia nel corso della mattinata di ieri; poi altri quattro sono stati trovati vicino a un gommone utilizzato per la traversata. Fra i corpi recuperati, anche quello di un ragazzo di 14/15 anni. I cadaveri sono stati trasportati all'obitorio dell'ospedale Umberto I e del cimitero di Siracusa, dove il medico legale, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, ha cominciato ad effettuare gli esami per risalire alle cause dei decessi, quasi certamente dovuti ad annegamento. L'ultimo cadavere è stato recuperato dalla Guardia costiera stamani all'alba.

I migranti, stando alle ricostruzioni dei sopravvissuti, sarebbero stati gettati in mare da una ''nave madre'' e lasciati con due gommoni privi di motore e remi e quindi ingovernabili, mentre al largo delle coste siracusane il mare cominciava ad ingrossarsi. I sette migranti più fortunati sono arrivati a terra nei pressi di Vendicari dove sono stati trovati dai carabinieri intorno alle 3 della notte scorsa bagnati e infreddoliti. Sono stati soccorsi e condotti nel centro di accoglienza di Cassibile, frazione di Siracusa. Nella mattinata di ieri, nella stessa zona, il mare ha restituito, uno dopo l'altro i corpi degli altri clandestini e, poco dopo le 15 anche il secondo dei gommoni è stato ripescato in mare. Le ricerche dei dispersi sono riprese intorno alle sei.
La procura di Siracusa ha aperto una inchiesta coordinata dal pm Andrea Focardi.

E sono continuati gli sbarchi sul litorale siracusano. Nella notte altri 41 immigrati sono stati intercettati a terra sulla spiaggia di Vendicari, nella stessa zona dove è avvenuta la tragedia. All'alba, invece, una decina di clandestini sono stati bloccati in contrada Pantano, nei pressi di Porto Palo di Capo Passero, sempre nel siracusano. Un terzo sbarco di dieci clandestini si è registrato sul litorale agrigentino, nei pressi di Porto Empedocle, mentre altre 28 persone sono sbarcate a Gela (CL).

- Immigrazione: già 500 morti in Sicilia nel 2007 (Repubblica.it)

 

 

 

 

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29 ottobre 2007

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