Mario Alessi, l'assassino del piccolo Tommaso Onofri, rifiuta il giudizio abbreviato e vuola andare in dibattimento

02 novembre 2006

Mario Alessi non vuole un giudizio abbreviato ed è intenzionato ad andare in dibattimento. Per il muratore siciliano la Dda di Bologna, a conclusione delle indagini sul sequestro e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, il bimbo di 17 mesi rapito e ucciso il 2 marzo scorso a Casalbaroncolo (Parma), ha chiesto il rinvio a giudizio assieme a Salvatore Raimondi, Antonella Conserva e Pasquale Barbera. Per tutti l'accusa di concorso in sequestro di persona e per Alessi anche quella di avere materialmente ucciso il piccolo (leggi).
A rivelare le intenzioni del muratore è stata la sua legale, Laura Ferraboschi.

In caso di rinvio a giudizio, e di eventuale condanna, con un giudizio abbreviato l'imputato si garantirebbe un sensibile sconto di pena, pari ad un terzo. Ma Alessi, che continua a negare di aver materialmente ucciso il piccolo, vuole un processo con dibattimento e non un rito alternativo. ''Sono andata a trovarlo in carcere a Viterbo una settimana fa - ha spiegato l'avvocato Ferraboschi - lui ha detto 'sono qua, adesso vediamo quale è la verità'. Non vuole essere considerato colpevole dell'omicidio di un bambino. Continua a ripetere che è stato Raimondi a ucciderlo; e questo, per lui, è un aspetto che può emergere solo nel dibattimento''.
L'avvocato Ferraboschi, ha spiegato che dopo aver preso atto della volontà del suo assistito, dovrà riflettere sul comportamento processuale da tenere.

Ad Alessi, che secondo l'accusa avrebbe invece materialmente ucciso il piccolo, i Pm della Dda Silverio Piro e Lucia Musti hanno contestato il comma 3 dell'articolo 630 del sequestro a scopo di estorsione: ''se il colpevole cagiona la morte del sequestrato si applica la pena dell'ergastolo''. Sempre secondo la richiesta di rinvio a giudizio l'omicidio sarebbe stato compiuto dal muratore preso dal panico per aver visto da lontano un lampeggiante della polizia. Un omicidio compiuto con crudeltà asfissiando il piccolo.
Per la sua compagna, Antonella Conserva, e per l'ex pugile siciliano Salvatore Raimondi, c'è invece il comma 2 dell'articolo 630, ''la morte, quale conseguenza non voluta dal reo, della persona sequestrata'' (pena 30 anni). Alessi ha anche l'occultamento di cadavere e, insieme a Raimondi, la detenzione e il porto di arma da taglio, quelle usata per il sequestro, e con Barbera è accusato del furto in concorso del cane degli Onofri. Alessi, Conserva e Raimondi sono in carcere, mentre Barbera è in libertà.

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02 novembre 2006

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