Maxi operazione antidroga tra la Sicilia e Roma

In manette 14 trafficanti di droga. Tra gli arrestati anche insospettabili che avevano il ruolo di corrieri

21 settembre 2010

Una vasta operazione antidroga della polizia, denominata in codice "Building 8", è stata eseguita all'alba di stamani tra Palermo, Siracusa, Mazara del Vallo e Roma. Agenti della squadra mobile del capoluogo siciliano hanno eseguito 18 misure restrittive con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti e detenzione a fini di spaccio. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip Silvana Saguto, su richiesta del procuratore aggiunto Maria Teresa Principato e dei pm Gaetano Paci, Roberta Buzzolani e Maurizio Bonaccorso.
L'indagine è stata avviata oltre 2 anni e mezzo fa dagli agenti della Sezione "Antidroga" della Questura che hanno accertato il coinvolgimento sia di alcuni trafficanti già detenuti sia di alcuni insospettabili che svolgevano il ruolo di "corrieri". L'inchiesta della Dda ha inoltre consentito di ricostruire l'intero organigramma criminale dell'organizzazione, con ramificazioni internazionali e rapporti anche con Cosa Nostra. Non a caso tra gli arrestati, figura anche il padre di uno dei due giovani sorpresi dalla Polizia nel covo del boss latitante Gianni Nicchi.
Nel corso dell'operazione sono state inoltre sequestrate 7 pistole giocattolo modificate in armi vere, 500 cartucce calibro 9 e 357 Magnum e 2 silenziatori prodotti "artigianalmente".

Le famiglie mafiose palermitane puntavano sull'hashish - Le famiglie mafiose di Brancaccio, della Noce e di Ficarazzi finanziavano l'approvvigionamento della droga, soprattutto hashish, proveniente dal Marocco e dalla Spagna, mentre lo spaccio era gestito da altre persone che operavano a Mazara del Vallo, Palermo e Siracusa. Altri gruppi dell'organizzazione, sgominata dall'operazione della polizia, gestivano invece lo smercio di stupefacenti a Napoli e Roma. Con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti, e detenzione a fini di spaccio, sono finite in manette 14 persone, mentre altre 4 sono ancora ricercate. Tra questi c'é anche Marco Torello Rollero, del gruppo romano, che è uno dei maggiori ricercati per traffico di droga. Rollero si trova in Marocco, per lui sarà fatta una richiesta di estradizione.
Nell'ambito dell'operazione sono stati sequestrati 300 chilogrammi di stupefacenti. "L'indagine - ha spiegato il procuratore aggiunto Maria Teresa Principato - è stata avviata oltre 2 anni e mezzo fa. Dell'organizzazione facevano parte personaggi che, nel tempo, sono diventati sempre più importanti, perché appartengono ad ambienti mafiosi. Cosa nostra in questo traffico è intervenuta pesantemente, investendo grosse risorse economiche".
Le indagini sono partite da Luigi Bonanno della famiglia della Noce, che operava a Milano e già era pregiudicato per spaccio di stupefacenti. Altri due personaggi di spicco erano Raffaele Catanzaro e Gaetano Ficano, ai quali sono stati sequestrati grossi quantitativi di hashish. In Sicilia il personaggio centrale è comunque Domenico Cardinale: a lui chiedono approvvigionamenti di droga Liberto Savoca, Salvatore Rizzotto, Pietro Aiello, Fabio Santangelo, Vito Rosario Quinci, Lorenzo Ingargiola e Domenico Presti. Quest'ultimo, in particolare, è il padre di uno dei 2 giovani sorpresi dalla polizia nel covo del boss latitante Gianni Nicchi: Alessandro Presti è considerato favoreggiatore del capomafia.
Tra le varie schede in uso a Cardinale ne è stata trovata una intestata a Vito Quinci, considerato il tramite che gestisce lo smercio per conto della famiglia di Brancaccio ed è in contatto con i cugini Cosimo e Antonio Lo Nigro. Del gruppo romano, oltre a Marco Torello Rollero, fa parte anche Massimo Serangeli, favoreggiatore di Andrea Adamo, che era il contatto di Cosa nostra con il versante laziale.
Dal Marocco doveva arrivare una tonnellata di droga, soprattutto hashish, che avrebbe dovuto sbarcare a Mazara del Vallo per poi essere smerciata in Sicilia, in Campania e nel Lazio. Il particolare è emerso dalle indagini. La grossa fornitura, commissionata da Cosa Nostra, è saltata per l'arresto alla stazione di Roma di uno dei membri dell'organizzazione: Vito Quinci, trovato in possesso di alcuni panetti di hashish e finito in manette nei mesi scorsi. L'organizzazione, che aveva cellule anche a Napoli e Roma, in questo caso aveva assoldato alcuni rom che si dovevano occupare dello scarico della merce al porto di Mazara.

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing]

 

 

 

 

 

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21 settembre 2010

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