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Mentre l'Italia brucia, Guida Bertolaso è stato nominato Commissario delegato per l'emergenza incendi

30 agosto 2007

La Sicilia continua a bruciare. Decine i roghi che hanno impegnato la notte scorsa gli uomini dei Vigili del fuoco di Palermo. Gli incendi più gravi si sono sviluppati a Bagheria, Misilmeri, Villagrazia di Carini e Torretta. A Cinisi le fiamme hanno minacciato la centrale elettrica che alimentava l'aeroporto ma, secondo quanto reso noto dalla sala operativa dei Vigili, il rogo è stato completamente domato. Dieci ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo anche nel trapanese.

Dunque, l'emergenza incendi proprio non riesce a rientrare, ed è per questo che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha firmato un'ordinanza con la ha nominato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, Commissario delegato per l'emergenza incendi.
Il provvedimento, presentato ieri da Bertolaso e dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, contiene: ''Disposizioni urgenti di Protezione civile dirette a fronteggiare lo stato di emergenza in atto nei territori delle regioni Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, dovuti alla diffusione di incendi e fenomeni di combustione''. Il capo della Protezione Civile dovrà quindi provvedere ai primi interventi urgenti, come il soccorso alla popolazione e la rimozione delle situazioni di pericolo.
Per fronteggiare tempestivamente i danni, il Commissario ''si avvale - affinché agiscano concretamente - dei presidenti delle Regioni o dei prefetti delle province interessate'' (i cosiddetti "soggetti attuatori"). Questo l'importante accordo, preso in collaborazione con i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale dello Stato, per superare il vincolo della gestione incendi che ricade nella responsabilità delle singole Regioni e che in questo modo mette in moto una macchina in cui la cooperazione e il coordinamento sono le parole d'ordine. L'azione congiunta tra il Commissario, i presidenti delle Regioni e i prefetti prevede una gestione dell'emergenza che coinvolga tutti i soggetti interessati: Vigili del fuoco, Corpo Forestale, Enti locali e Amministrazioni, che devono provvedere anche alla certificazione puntuale del loro intervento.

Ai giornalisti presenti a Palazzo Chigi, Bertolaso ha assicurato che ''entro ottobre'' sarà pronto il catasto delle aree bruciate. ''Questo provvedimento - ha poi precisato Bertolaso - prevede poteri sostitutivi'' nel caso di inadempienza dei sindaci che hanno il compito di fare i censimenti. I sindaci avranno 15 giorni di tempo per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'ordinanza. ''Se saranno inadempienti - ha spiegato - scatterà l'intervento dei prefetti che, grazie ai dati del Corpo forestale e dei vigili del fuoco faranno loro il catasto''. Insomma, ''si cambia strategia e si passa davvero a interventi che fanno sì che la legge sia completamente attuata''.

Sulla stessa questione il ministro Amato ha puntualizzato: ''Purtroppo, questa estate di incendi è finita per essere un tragico tagliando sull'efficienza del nostro sistema decentraro di governo. D'ora in poi, in certe regioni, se saranno inadempienti i Comuni, potranno intervenire le prefetture. Dunque, si ritorna allo Stato''.
Il ministro ha poi parlato delle cause dei tanti incendi che hanno martoriato l'Italia. ''Sarebbe comodo dire che è stata la criminalità organizzata a provocare gli incendi. La criminalità organizzata in questo caso non c'entra. In realtà sono altri i motivi che ho potuto verificare. Negli ultimi sette anni 2.641 persone sono state denunciate e 105 arrestate per aver provocato degli incendi. Sono circa 250-300 ogni anno, nel 2007 243 persone sono state denunciate e 8 arrestate. Ricordo a tutti che si può arrestare una persona solo in flagranza di reato. Per quel che riguarda le motivazioni abbiamo visto che in 27 casi queste riguardano la pastorizia, la speranza di riavere un pascolo, nove sono legate all'attività di spegnimento, quindici alla ripulitura di una zona e sei a conflitti personali. Poi ci sono ritorsioni e bracconaggio''. ''Quello degli incendi dolosi - ha aggiunto Amato - è un disvalore sociale cresciuto in proporzione ai danni provocati. La caratteristica che accomuna quanti provocano incendi dolosi è l'emarginazione sociale, e la scarsa consapevolezza di quello che prevedono le leggi''.

Riceviamo dal Coordinamento Vigili del Fuoco Italiani e volentieri pubblichiamo...

Vigili del fuoco: disastri annunciati
Forse siamo all'epilogo degli incendi boschivi nel nostro paese. Disastri annunciati perché da oltre 10 anni, per rimanere all'interno di un tempo in cui arriva la memoria, ogni anno si ripetono le stesse polemiche, gli stessi disastri nazionali ed europei: l'anno scorso in Francia, l'anno prima in Portogallo, quest'anno in Grecia e come al solito l'intero territorio italiano ogni giorno in fumo. E' tutta l'estate che l'attenzione dei media si  focalizza sugli incendi boschivi. Come se gli incendi boschivi fossero eventi straordinari segnatamente legati all'anno 2007. Si disconosce un'emergenza da sempre esistita per cui la politica, invece di assumersi la propria responsabilità, sposta il centro del problema sugli eventi  dolosi, da colpire più severamente e con leggi che non permettano più di costruire su territori boschivi devastati dalle fiamme. Una politica che l'anno scorso è costata per ordinanze e interventi straordinari in materia di protezione civile circa 400 milioni di euro, mentre il paese è nelle condizioni che tutti possono verificare: in preda alle fiamme.
Riscontriamo una palese incapacità di organizzare e pianificare le attività di protezione civile, si assiste solo al consueto coro di politici e amministratori pubblici sempre pronti a rammaricarsi a fatti avvenuti sul palcoscenico estivo: un pizzico di propaganda e il solito giusto accanimento contro i piromani e tutto viene rimandato alla prossima stagione estiva.

Come RdB-CUB, sindacato di base, diversamente da questa incapacità amministrativa, ogni anno ci spertichiamo a denunciare questi fatti (e non solo nel periodo della ''stagione teatrale'') indicando possibili soluzioni: le attività di prevenzione. Infatti questo degrado deriva da una politica che no contempla la prevenzione, che presenta carenze organizzative da terzo mondo. Da sempre si assiste al balletto delle responsabilità: gli incedi boschivi sono demandati alle regioni come competenza e le regioni appaltano a cottimo i Vigili del fuoco liberi dal servizio. Un modo strano per affrontare la campagna antincendio! E i mezzi aerei per la lotta antincendio a contratti stagionali appaltati dalle  regioni? Quello che fa ''sorridere'' è che poi interviene sempre il Corpo nazionale VV.F., il quale non è titolato a fare alzare in volo la propria flotta aerea! Vigili del fuoco che effettuano ogni anno circa 750 mila interventi di cui la metà dovuti ad incendio. Escono dalle caserme dopo 1 minuto dalla richiesta di soccorso,  sono dislocati capillarmente su tutto il territorio per 365 giorni. Hanno la conoscenza del territorio e delle aree a rischio, ma nessun ruolo di responsabilità nell'''organizzazione di comando'' e intervengono immediatamente ma in modo del tutto autonomo. La protezione civile sconta tempi più lunghi di intervento, ed è invasa da ''troppa burocrazia''. Dobbiamo riproporre il modello di protezione civile presentato in parlamento ormai da anni dalla RdB-CUB,  in cui  alla guida della struttura si colloca chi è presente e monitorizza il territorio ogni giorno, e che svolge il soccorso tecnico urgente. Detto questo possiamo anche discutere di responsabilità di chi appicca il fuoco, dal vivaista, al proprietario terriero che fa pulizia col fuoco, possiamo parlare di speculazione edilizia e poi alla fine anche di qualche mitomane.

Principalmente però c'è bisogno che si discuta di come monitorare il territorio, se con mezzi aerei che individuano in tempo reale gli incendi, oppure per mezzo degli operai assunti dalle regioni in vista della campagna antincendio; che si discuta dei soldi elargiti a pioggia ai comuni interessati. Non sarebbe meglio premiare solo coloro che hanno salvaguardato l'ambiente? Potrebbe essere uno strumento contro la speculazione! Discutere della questione ''precariato'': si può rilevare una relazione diretta tra assunzione a tempo determinato del personale precario e aumento degli incendi, cioè se aumentano gli incendi aumentano i precari. Non è certo il modello di mercato del lavoro e gestione della salvaguardia dell'incolumità pubblica che ci aspettavamo da questo governo!

Come RdB-CUB, denunciamo che l'interesse del governo non era e non è la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini. Infatti, la sicurezza del cittadino italiano oggi è un fatto marginale, si conferisce più rilevanza alle missioni militari all'estero distraendo di fatto quei danari che potevano essere impiegati anche nelle assunzioni di vigili del fuoco. Viene data più importanza al prestigio che il ''Paese Italia'' ne deriva dalla presenza militare nei luoghi di guerra, più che alla vita del cittadino dentro i confini italiani. Vedremo i nostri governanti che faranno quando si appresteranno a stilare la nuova finanziaria. Noi li riteniamo corresponsabili della devastazione dei boschi e dei morti e feriti prodotti dagli incendi estivi!                

INFO
Coordinamento nazionale RdB-CUB PI VV.F. 
Via dell'Aeroporto, 129 - Roma
Tel. 06/46529196 - Fax 06/4870247
Web:
www.rdb115.org
E-mail  info@vigilidelfuoco.rdbcub.it

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30 agosto 2007
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