Mentre si attende l'imminente ripescaggio delle scatole nere dell'Atr 72 precipitato al largo di Palermo

Partite le prime azioni legali a tutela di alcuni parenti delle vittime del disastro aereo

26 agosto 2005

Una registrazione, riascoltata ieri mattina presso l'aeroporto di Punta Raisi da alcuni inquirenti della Procura di Palermo insieme ai consulenti della Tuninter, la compagnia aerea proprietaria dell'Atr 72  precipitato al largo delle coste palermitane il 6 agosto scorso, rivela quello che successe negli ultimi venti minuti prima che l'aereo ammarasse tragicamente, uccidendo sedici persone di cui tre sono ancora disperse.
Venti interminabili minuti d'allarme nei quali il pilota dell'Atr, Chafik Ghabri, prima comunica alla torre di controllo dello scalo palermitano lo spegnimento dei due motori del velivolo, poi l'impossibilità a raggiungere la pista per un atterraggio di emergenza e l'inevitabilità di ammarare.
Finiti quei venti minuti, intorno alla tragedia soltanto ipotesi.

Sono intanto partite le prime azioni legali a tutela di alcuni parenti delle vittime del disastro aereo. Dallo studio legale Lexjus - Rialp di Bari, sono state inviate diffide con richiesta di risarcimento di danni nei confronti di vari soggetti implicati nella vicenda. I danni richiesti, di varia natura, ammontano complessivamente a circa due milioni di euro per vittima.
Fra i soggetti tirati in ballo dallo studio, sono la Compagnia Tuninter, la Swan Tour spa, Tour Operator organizzatore del viaggio, l'Avions de Transport Regional, società francese costruttrice del velivolo, la Pratt & Whitney, società americana costruttrice dei due motori, il pilota Chafik Gharbi, nonché l'Enac, l'ente preposto ad eseguire i controlli per verificare l'idoneità e l'efficienza dei velivoli che viaggiano in Italia.
I legali li hanno ritenuti, a diverso titolo, soggetti passivi delle azioni risarcitorie civili collegate al tragico evento. Contestualmente, vi è stata, da parte degli stessi parenti, anche la costituzione di parte offesa in sede penale, preludio alla nomina di periti di parte, che cercheranno, in collaborazione con i periti nominati dalla Procura, di fornire un ausilio nella ricerca della verità sull'accaduto.

A proposito dell'offerta di acconto sul risarcimento di 20mila euro per ciascuna vittima, formalmente proposta dalla compagnia aerea Tuninter, gli avvocati Fabrizio Lombardo Pijola, Giuseppe Tucci e Nino Castellaneta, affermano che essa, ''pur rappresentando una prima implicita ammissione di responsabilità, appare totalmente inadeguata, visto che dall'esame della vicenda appaiono sussistere tutti i presupposti per ottenere un ben più ampio risarcimento''. Gli stessi legali hanno preannunciato inoltre ''azioni tempestive'' affinché l'accertamento della verità e il risarcimento dei danni possano essere ottenuti in tempi brevi, ''anche al fine di scoraggiare quei soggetti che non esitano a risparmiare a scapito della sicurezza''.

Ed è previsto per oggi pomeriggio l'arrivo a Palermo della nave cipriota Edt Ares incaricata per conto di una società americana di recuperare le scatole nere e parte del relitto dell'Atr 72.
La nave, che opera per conto della società Usa Phoenix International, dovrebbe cominciare le attività di ricerca domani mattina.
Per ripescare le scatole nere, di cui una è stata individuata grazie a 1440 metri di profondità, e parte della carlinga, si potrà così impiegare un apparecchio teleguidato capace di operare fino a 6.000 metri di profondità.

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26 agosto 2005

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