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Messina dice NO al Ponte

Per alcuni può essere una priorità, ma la gran parte dei messinesi il Ponte proprio non lo vuole

31 marzo 2005

La città di Messina non vuole il Ponte sullo Stretto, e sembra che non ci sia più alcun dubbio sulla volontà dei messinesi, da quanto ha rivelato il voto della ''Commissione Ponte del Consiglio comunale di Messina'', che dopo 6 mesi di approfondimenti tecnici su tutte le componenti economico-sociali e ambientali dell'opera, si e potuto esprimere ieri, per la prima volta, contro la costruzione dell'opera, dimostrando la ferma opposizione dei cittadini contro quest'opera da loro ritenuta ''inutile, costosa e dannosa''

''Con un solo voto contrario, Messina ha detto no al Ponte sullo Stretto, senza ombra di dubbio''.
A parlare è Anna Giordano, responsabile della campagna contro il Ponte sullo Stretto del Wwf Italia. ''Hanno sicuramente convinto - ha detto Anna Giordano - gli argomenti avanzati dalle associazioni ambientaliste che da oltre un anno promuovono manifestazioni e campagne di informazione per sfatare il mito dell'opportunità economica e strutturale dell'opera. Il voto di oggi (ieri, ndr) rappresenta il primo pilastro democratico che viene gettato sullo Stretto di Messina al posto di quelli di cemento che il nostro Governo vorrebbe''.

''I messinesi - ha proseguito la responsabile del Wwf Italia - si sono accorti che il ponte costerebbe molto allo Stato: costerà tra i 5 e i 6 miliardi con le compensazioni ambientali e territoriali necessarie; il ponte non è vantaggioso sotto il profilo occupazionale, la sua realizzazione farebbe perdere 400 posti di lavoro stabili oggi presenti nel settore dei trasporti marittimi; distruggerebbe uno dei paesaggi più incantevoli del nostro paese e una delle aree chiave dell'ecoregione Mediterranea. Durante tutto l'iter progettuale è come se non si fosse voluto tener conto delle procedure di valutazione di impatto ambientale, sono stati trascurati completamente gli aspetti urbanistici e i vincoli ambientali, come le 11 aree care all'Europa (Sic - Sito d'interesse comunitarioZps - Zona a protezione speciale). I cantieri sottrarrebbero alla zona rivierasca 8 milioni di metri cubi di terra senza che sia stata prevista alcuna opera di riqualificazione urbana di Reggio Calabria e Messina. La morfologia ne verrebbe stravolta, anche per la presenza dei giganteschi piloni''.

Nella campagna contro il ponte, al fianco del Wwf si è schierato un siciliano DOC che ha fatto la storia del mare, dello sport e dello Stretto di Messina, Enzo Majorca uno dei protagonisti assoluti dell'immersione in apnea.
Majorca recentemente ha chiesto ''che i responsabili di questo progetto siano esposti al disprezzo mondiale per quella feroce volontà di distruggere quell'architettura mirabile di Dio che e lo Stretto di Messina. Il Ponte - ha aggiunto Majorca - distruggerebbe, oltre all'ambiente, anche il patrimonio storico culturale, le suggestioni che da sempre animano l'area tra Scilla e Cariddi. Qui i turisti vengono perché trovano qualcosa che non potranno mai trovare in nessuna altra parte del mondo''.


Inervista con Enzo Majorca, testimonial WWF d'eccezione nella battaglia contro la costruzione del Ponte di Messina: "Sono ferocemente contrario"
di Lucio Biancatelli

''Sono ferocemente contrario alla costruzione del Ponte di Messina, e ad alta voce chiedo che i responsabili siano esposti al disprezzo mondiale per quella feroce volontà di distruggere quell’architettura mirabile di Dio che è lo Stretto di Messina''.
Dice proprio così Enzo Majorca, ''ferocemente'', e ripete più volte questo avverbio: ''ferocemente contrario''. ''Purtroppo stiamo andando verso il tramonto della civiltà dell'etica e dell'estetica, e la costruzione del ponte accelererà la fine di questa civiltà''.
Enzo Maiorca, siciliano DOC e uomo legato al mare più di ogni altro, recordman d'immersione, sostiene la battaglia del WWF contro la costruzione del Ponte di Messina e argomenta con competenza la sua opposizione. ''Intanto, questione di priorità: in Italia, e in Sicila e Calabria in particolare, ci sono tantissime cose che non vanno e che andrebbero davvero affrontate, come l'ammodernamento della rete ferroviaria: con il treno si impiegano 5 ore da Messina ad Agrigento, 4 da Messina a Palermo, 6 da Messina a Ragusa. Sono sotto gli occhi di tutti le inadeguatezze della Salerno reggio Calabria. Per non parlare degli ospedali. Lo sa qual è il miglior medico dei siciliani? L'Alitalia. Se sei malato davvero, è meglio che tu prenda l'aereo e vada a farti curare a Roma o Milano''.

Poi c'è l'aspetto delle infiltrazioni mafiose. ''E questo un motivo per abbandonare i progetti di opere pubbliche? Certamente no, ma il Governo Berlusconi cosa ha fatto per fronteggiare questa piovra, che in Sicilia si getta su tutti gli appalti? Ha creato questa figura nuova del General Contractor, sorta di Deus ex machina per affidare tutti i lavori a terzi in modo arbitrario, senza gara''.

Il Ponte è un'opera sovradimensionata. ''Oggi tra Calabria e Sicilia transitano circa 6.000 veicoli al giorno, mentre nella Tangenziale di Mestre in un giorno transitano 14.000 veicoli, 3.300 mezzi pesanti, 54 treni merci. Il Ponte sarebbe dunque un'opera sovradimensionata 6 volte rispetto al volume di traffico su gomma. Sarebbe come se noi volessimo costruire impianti sciistici sul monte Sinai, dove la neve cade per pochi giorni all'anno''.

La Valutazione di impatto ambientale: ''Durante tutto l'iter progettuale è come se non si fosse voluto tenere in alcun conto le procedure di valutazione di impatto ambientale. Sono stati trascurati completamente gli aspetti urbanistici e non si è tenuto conto dei vincoli ambientali, come le 5 aree SIC (Siti di Interesse Comunitario) e le 2 ZPS (Zone a Protezione Speciale). I cantieri sottrarranno alla zona rivierasca 8 milioni di metri cubi di terra senza che sia stata prevista alcuna opera di riqualificazione urbana di Reggio Calabria e Messina. La morfologia ne verrà stravolta, anche per la presenza dei giganteschi piloni''.

Ma il Ponte distruggerà anche il patrimonio storico e culturale, e le suggestioni che da sempre animano l'area tra Scilla e Cariddi. ''Una volta mi sembrò davvero di vedere la fata Morgana, quella suggestione che si ha avvicinandosi alle coste siciliane quando sembra di scorgere una città gotica. E poi i tramonti rossi che si vedono dalle coste della Sicilia guardando la Calabria, e i laghi di Ganzirri, paragonati ai ''glauchi occhi di Atena'', la divinità più enigmatica dell'Olimpo. E i versi dell'Odissea con Ulisse navigante in balìa di Scilla e Cariddi, mostri marini che abitavano le grotte ai due lati dello Stretto e che facevano naufragare le imbarcazioni e divoravano i marinai. Ve l'immaginate affacciarsi verso lo stretto di Messina, con il panorama sovrastato da ben altro mostro? No, lasciamole fare all'America queste cose. Qui, i turisti vengono perché trovano qualcosa che non potranno mai trovare in nessun'altra parte del mondo''.

Dal sito del Wwf Italia

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31 marzo 2005
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