Migranti d'allevamento o da mattanza?

Due giorni aggrappati alle gabbie per i tonni, aspettando che qualcuno si decidesse a salvarli

28 maggio 2007

Sono rimasti per due giorni (e non uno, come si era pensato in un primo momento) aggrappati alle gabbie per l'allevamento dei tonni, in attesa che qualcuno si decidesse a salvarli.
E' stata peggio di un'odissea quello che hanno vissuto i 27 clandestini soccorsi sabato sera dalla nave Orione della Marina Militare italiana, a circa 60 miglia dalle coste libiche, dopo che un rimorchiatore maltese li aveva trainati, rifiutandosi però di farli salire a bordo.
I 27 immigrati sono stati portati nel centro di prima accoglienza di Lampedusa. Hanno raccontato di essere di nazionalità del Ghana, della Nigeria e del Camerun. Sono partiti una decina di giorni fa dal porto Al Guwarah in Libia, al confine con la Tunisia. Rimasti in panne dopo due giorni di navigazione, tra giovedì e venerdì il rimorchiatore maltese Budafel, rifiutandosi di farli salire a bordo, gli ha lanciato delle funi. Poi il barcone dei clandestini ha cominciato a imbarcare acqua, i 27 migranti si sono gettati in acqua e aggrappati alle gabbie di allevamento dei tonni.

Dietro a quella che poteva diventare l'ennesima tragedia del Mediterraneo, una vergognosa trattativa diplomatica tra Malta e la Libia, su chi sarebbe dovuto intervenire per salvare i migranti.
L'armatore del rimorchiatore, infatti, non volendo rischiare di perdere il suo carico prezioso, diretto in Spagna, dopo aver gettato le funi ai disperati ha avvertito le autorità del suo paese, dove in questi giorni si sono moltiplicati gli sbarchi. Un'emergenza che ha costretto il governo della Valletta a sollecitare l'aiuto degli altri Paesi dell'Unione Europea. Da Malta è partita una richiesta di intervento diretta alla Libia, visto che la zona dove è avvenuto il naufragio, a circa 60 miglia dalle coste nordafricane, ricade sotto la competenza delle autorità libiche per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso in mare. Ma le febbrili trattative diplomatiche sull'asse La Valletta-Tripoli, andate avanti per un'intera giornata, non hanno prodotto alcun risultato. Alla fine, è intervenuta l'unità militare italiana.

Sabato pomeriggio le autorità maltesi, che avevano inizialmente smentito le notizie diffuse dalle agenzie di stampa sulla vicenda, hanno finalmente trasmesso alla Centrale operativa delle Capitanerie di Porto le coordinate del punto in cui si trovava il rimorchiatore. In quella zona stavano già operando - grazie a un permesso delle autorità libiche - la nave Orione della Marina Militare italiana e un aereo Atlantic, impegnati nelle ricerche del barcone con 53 clandestini 'scomparso' il 21 maggio scorso.
E' bastata una rapida ricognizione aerea per avvistare, le ''gabbie'' con i migranti abbarbicati alle passerelle che servono per gettare il mangime ai tonni. ''Non potevamo farli salire a bordo del rimorchiatore, non c'era spazio sufficiente'' si è giustificato telefonicamente l'armatore Charles Azzopardi. Ma forse in questa decisione ha giocato anche il ricordo del Francisco Catalina, il peschereccio spagnolo rimasto bloccato nel luglio scorso per una settimana di fronte alle coste maltesi dopo avere soccorso 51 clandestini perché il governo de La Valletta si rifiutava di accoglierli.

A differenza di quanto si era ritenuto inizialmente, dal racconto dei 27 migranti, tutti maschi e in buone condizioni di salute, si è avuta conferma che non erano a bordo del ''barcone fantasma'' avvistato da un aereo delle Forze Armate maltesi lunedì scorso a 88 miglia a sud di Malta e di cui si sono perse le tracce.

E sempre sabato scorso, mentre i 27 migranti continuavano a stare aggrappati alle funi d'acciaio delle gabbie per i tonni, sempre di fronte alle coste libiche, altri 26 immigrati venivano tratti in salvo da un rimorchiatore spagnolo. Subito le autorità maltesi hanno comunicato via radio al comandante che avrebbero avuto nessuna intenzione di accogliere gli extracomunitari.

- Laura Boldrini: ''La solidarietà deve prevalere su tutto'' (Articolo 21)

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28 maggio 2007

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