Misteriosa morte in un carcere del Quebec, in Canada, di un giovane manager palermitano

25 settembre 2007

Claudio Castagnetta aveva 32 anni ed era partito alcuni anni fa da Palermo per andare a lavorare in Canada, dove era residente, presso la società Olympus come traduttore di testi che contenevano - a quanto sembra - anche segreti industriali. Castagnetta nei giorni scorsi è morto in circostanze misteriose dopo essere stato arrestato dalla polizia del Quebec.
L'uomo era stato arrestato martedì sera, in stato confusionale, all'uscita di una autofficina, per disturbo della quiete pubblica. Mercoledì era apparso davanti al giudice al palazzo di giustizia. Poi, durante la notte trascorsa in carcere, come riferisce la stampa canadese, si sarebbe gravemente ferito battendo la testa. La morte è sopravvenuta dopo il ricovero in ospedale. 

Secondo il quotidiano canadese Le Soleil, il giovane ''non aveva alcun precedente penale e il suo decesso pone diverse domande che restano ancora senza risposta''. Secondo la gendarmeria del Quebec l'uomo al momento dell'arresto era ''aggressivo e confuso'' e i poliziotti hanno usato contro di lui le maniere forti, in particolare una pistola elettrica. Il giovane è stato poi caricato su un cellulare e condotto in centrale dove, secondo i poliziotti, sarebbe stato ''agitato per tutta la notte''. L'indomani è stato portato in tribunale da dove, affidato ad agenti penitenziari, è stato trasferito in carcere. Da qui è uscito solo per essere portato in ospedale dove però è morto giovedì pomeriggio.
Fonti del penitenziario hanno detto che il giovane si è ferito da solo dando testate contro un muro.

Castagnetta era un giovane impegnato, conosciuto negli ambienti artistici del Quebec. Laureato in Italia e poi diplomato in marketing all'università di Laval in Quebec, era membro del consiglio di amministrazione della società Promotions Recto-Verso. L'anno scorso, aveva ricoperto il ruolo di direttore esecutivo dell'ufficio del Quebec della Camera di commercio italiana in Canada. ''Sembrava una brava persona, un uomo di famiglia, e avevo saputo che aveva intenzione di tornare in Italia molto presto'', ha raccontato Jason Patuano, ex pr della Camera di commercio italiana. Sorpreso per la morte in carcere dell'italiano, è anche Georges Azzaria che lo ha affiancato fino all'anno scorso nel consiglio di amministrazione della società di promozione. Ritenendo Castagnetta un uomo attivo e dinamico, Azzaria ''ha mostrato grande sorpresa nell'apprendere che era piscologicamente instabile e depresso prima di essere arrestato''.

La magistratura ha aperto un'inchiesta e ordinato l'autopsia sul corpo della vittima. Dalla Sicilia, il padre e la sorella sono arrivati a Montreal per seguire l'indagine.
''Chiediamo alle autorità competenti di accertare se vi sono responsabilità nella morte di mio nipote'', ha detto Alessandro Cuccio, zio di Claudio. ''E' una vicenda - ha continuato - che ha troppe stranezze, ed è inquietante ciò che è accaduto, perché Claudio era una persona timida, non era depresso, amava fare sport ed era amante del mare''. L'ultima volta che Castagnetta ha telefonato alla famiglia è stato martedì scorso, subito dopo essere stato arrestato. Ai familiari non ha detto però che si trovava in carcere, limitandosi a rassicurare la madre sorpresa dell'orario insolito al quale aveva chiamato: ''Non preoccuparti per me, sto bene''.
L'ultimo dei suoi amici palermitani ad averlo visto in Quebec è stato Mauro Glorioso, in vacanza lo scorso maggio a casa di Claudio. ''L'ho trovato sereno - ha detto l'amico - mi aveva detto che era felice e di tranquillizzare i genitori che stavano a Palermo. Lavorava all'Olimpus e stava studiando per un master di cui stava già completando la tesi che aveva come titolo 'L'aspetto etico applicato al marketing'. Insomma, stava bene''.

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25 settembre 2007

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