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MOBBING. Grazie al patronato INAS-CISL, risarcito un lavoratore

E' il primo caso riconosciuto nel piacentino

08 luglio 2005

Si è conclusa positivamente la storia di un lavoratore che, per anni, era stato costretto a subire le angherie di un suo superiore, fino a cadere in depressione. Una vicenda, questa, scandita dall'assegnazione di mansioni dequalificanti, inadeguate alle condizioni di salute dell'uomo, dipendente di una azienda del piacentino. Poi questi si è rivolto al patronato della Cisl. ''Abbiamo  redatto una memoria scritta e, con l'aiuto del nostro consulente medico, abbiamo prodotto la documentazione necessaria per fare domanda all'Inail per il riconoscimento della malattia professionale'', spiega Anna Carini, responsabile dell'Istituto a Piacenza.
Mansioni personali a favore del suo superiore, non attinenti all'attività lavorativa, divieti immotivati, ferie forzate e isolamento hanno condotto questo lavoratore ad un crollo emotivo, al quale fare fronte con gli antidepressivi. ''Al riguardo - racconta Carini - l'Inail ha raccolto testimonianze e fatto accertamenti. Alla fine, il loro medico legale ha riconosciuto al nostro assistito un'inabilità del 6% per danno biologico, con relativa indennità''.
Un risultato, questo, che è il frutto di mesi di impegno da parte del patronato: si tratta del primo risarcimento per mobbing  nella zona di Piacenza.
Ma la storia di questo lavoratore, come spiega la responsabile dell'Inas locale, purtroppo non si chiude qui: ''Ora stiamo lavorando per far considerare all'Inail anche i pesanti postumi che l'uomo tuttora deve affrontare, dopo aver subito vessazioni per anni''.
Dunque, il patronato sul territorio prosegue la propria attività di tutela dei cittadini, specialmente  in relazione ad un fenomeno che pone sfide difficili e che vede l'Inas in prima fila con lo Sportello Mobbing: infatti, chiamando lo  06/84438364, ogni mercoledì dalle 9.00 alle 17.00 o tutti i giorni lavorativi in orario di ufficio il 330967012, o scrivendo all'indirizzo mobbing@inas.it, ci si può mettere in contatto con gli esperti dell'Inas che sanno consigliare ed assistere i lavoratori sulle iniziative da prendere per contrastare questa pratica, purtroppo sempre più diffusa. Una risposta, quella del patronato, che consente dunque di riaffermare i diritti di chi lavora.

Monia Noeyalin Dell'Unto
Ufficio Stampa  INAS-CISL
Istituto Nazionale Assistenza Sociale

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08 luglio 2005
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