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Mr. Prezzi convoca i grandi produttori di pasta

Il costo della pasta di semola di grano ad ottobre è arrivato a +32%

04 novembre 2008

Il prezzo della pasta sale alle stelle e Antonio Lirosi, meglio conosciuto come Mr. Prezzi approfitta per la prima volta dei nuovi poteri che gli sono stati conferiti dalla manovra triennale per tentare di correre ai ripari. Di fronte alle impennate della pasta di semola di grano duro arrivate ad ottobre a +32%, il Garante ha infatti deciso di convocare direttamente i produttori e le imprese della grande distribuzione.
Mr Prezzi, che è già intervenuto sulla filiera cerealicola e in particolare sul pane, ha così sfruttato per la prima volta i nuovi poteri e le nuove funzioni attribuitagli dal decreto legge 112 di giugno: "Il Garante - si legge nel dl - può convocare le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e dei servizi di largo consumo corrispondenti al corretto e normale andamento del mercato".

Il giovedì 6 e venerdì 7 novembre, cinque dei principali gruppi di produzione della pasta (che coprono circa i due terzi del mercato) incontreranno quindi singolarmente Antonio Lirosi al Ministero dello Sviluppo economico per fare il punto e verificare le motivazioni dei rincari. Anche se i nomi dei produttori non sono stati resi noti, non è difficile immaginare che tra i gruppi figurino marchi del calibro di Barilla o De Cecco. Subito dopo, l'11 novembre, sarà la volta della grande distribuzioni organizzata.

Effettivamente qualche anomalia sul prezzo della pasta sembra essere emersa. Con le stime dell'inflazione di ottobre, l'Istat è sceso in dettaglio sui rincari di pasta e pane rilevando una forbice nell'andamento dei due alimenti: al calo del pane è infatti corrisposta un'ulteriore accelerazione della pasta. I numeri la dicono lunga: il comparto pane e cereali ha registrato un rallentamento del tasso di crescita dei prezzi, passando dal +10,7% di settembre al +9,4% di ottobre. In particolare il pane ha segnato un calo dei prezzi dello 0,3% in un mese e una frenata del tasso di inflazione dall'8,6% di settembre al +5,7% di ottobre rispetto ad ottobre 2007. Non così per la pasta, la cui corsa non sembra subire alcun rallentamento. Tra settembre e ottobre i prezzi sono aumentati dell'1,4%, mentre tra ottobre 2007 e ottobre di quest'anno l'incremento è stato di ben il 32%. [Corriere.it]

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04 novembre 2008
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