MUOS: analisi, rischi e competenze

E' scontro tra Stato e Regione. Crocetta chiede chiarezza sulle dichiarazioni rese dal ministro della Difesa

18 novembre 2013

In una lettera inviata al ministro della Difesa Mario Mauro, il governatore della Sicilia Rosario Crocetta chiede che faccia chiarezza rispetto ad alcune dichiarazioni rese qualche giorno fa, durante una sua visita a Palermo, a proposito delle competenze istituzionali sul Muos, il sistema satellitare Usa a Niscemi (Cl), contro cui si battono da anni comitati e cittadini per i presunti rischi sulla salute pubblica a causa delle onde elettromagnetiche.
Il ministro aveva affermato che sul Muos decide la Regione e che questa "ha già deciso". "Le sue affermazioni sono in contrasto pieno con la lettera che ella, alla vigilia della revoca per il parere di valutazione ambientale negativo che la Regione aveva richiesto - scrive Crocetta nella missiva - mi ha inviato, con la quale espressamente affermava che il Muos è opera di interesse strategico nazionale e contrasta ulteriormente con gli atti formali del suo ministero che si è costituito parte civile nei confronti persino della Regione siciliana, per rivendicare indennizzi milionari a causa dell'interruzione dei lavori a partire".

"Se le sue parole dovessero essere corrispondenti alla posizione ufficiale del suo dicastero - prosegue Crocetta - la invitiamo a inviare proposta ufficiale con la quale dichiara di competenza esclusiva della Regione siciliana l'istallazione Muos di Niscemi, il ritiro di tutti i procedimenti pendenti avviati dai vari tribunali siciliani di opposizione al Muos e la rinuncia a ogni risarcimento danni in caso di revoca da parte della Regione per l'installazione del Muos".
Rivolgendosi al ministro, Crocetta aggiunge: "Mi rendo conto che non è venuto in Sicilia per una visita istituzionale ma per una manifestazione del suo movimento politico, ma in ogni caso gli uomini delle istituzioni parlano lo stesso linguaggio in tutte le sedi". "Quindi spero che ella invierà alla Presidenza della Regione siciliana prova di disinteresse del governo italiano rispetto all'installazione del Muos - sottolinea il governatore - che potrà consentire così al governo siciliano di poter approvare una legge che permetta di vietare nel territorio dell'isola, tutte le istallazioni di rilevanti emissioni elettromagnetiche. Sarà per me e per i siciliani un giorno di festa e di gioia, dopo mesi di terribili pressioni, al limite della sopportazione, effettuate dai due governi italiani che si sono succeduti nell'ultimo anno, per amore della verità".

Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi a Palermo dal ministro della Difesa, Mario Mauro, circa la competenza della Regione Sicilia a decidere sulla questione del Muos, si riferivano "alla ovvia decisione del Presidente della Regione di eliminare le revoche a seguito dell'esito dello studio dell'Istituto Superiore della Sanità, organo terzo tra le parti e per il quale la Difesa non ha fatto altro che fornire dati ed elementi tecnici". Lo ha precisato lo stesso Mauro a proposito della lettera che gli ha inviato il governatore Rosario Crocetta, "il cui contenuto è stato reso noto da alcune agenzie di stampa".

Intanto, quella iniziata oggi sarà una settimana cruciale per la travagliata vicenda del Muos. Il 20 novembre, nella base area di Sigonella, si terrà una riunione operativa per individuare le strategie utili al monitoraggio degli eventuali rischi per la popolazione, causati dalle antenne installate nella sughereta di Niscemi. Alla riunione parteciperanno l’Istituto Superiore della Sanità, l’Agenzia regionale protezione ambiente, l’assessorato all’Ambiente della Regione Siciliana e, su richiesta dello stesso assessorato, anche il Comune di Niscemi.

Un altro nodo da sciogliere riguarda, infine, l’inchiesta che è stata aperta dopo la denuncia presentata dall’associazione antimafia "Rita Atria". Sul banco degli imputati, anche se sostiene di non aver ricevuto ancora alcuna comunicazione, c’è Gaetano Gullo, il dirigente regionale che ha formalmente firmato la revoca delle autorizzazioni per l’installazione del Muos. L’accusa è di aver riportato, a sostegno del provvedimento da lui firmato e voluto dalla giunta Crocetta, solo frasi estrapolate dal documento del’Iss. L’accusa di falso in atti pubblici è duramente rimandata al mittente dal dirigente regionale, che nega di aver falsificato il documento. "Ho solo sintetizzato quanto riportato nella relazione dell’Istituto Superiore Sanità, - ha detto Gullo - non vedo dove avrei commesso il falso".

Il  M5S chiede chiarezza in Aula su tutti i lati oscuri del radar di Niscemi - "Crocetta non sia omertoso, faccia i nomi ed i cognomi di chi  nei governi italiani si è succeduto per ben due volte ed avrebbe fatto pressioni su di lui per la vicenda del MUOS. Lo chiediamo per amore della verità ed in nome di un popolo, quello siciliano, che oltre al danno non merita di certo la beffa di essere stato merce di scambio tra Roma e Palermo".
Il MoVimento 5 Stelle chiede immediata chiarezza sulla questione del radar di Niscemi dopo le ultime uscite pubbliche del presidente della Regione riportate dalla stampa e dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa, Mauro, che ha affermato che la competenza specifica sul MUOS rimane delle autorità siciliane, che hanno preso le loro decisioni. Per questo, con un'interpellanza urgente all'Ars, che porta la prima firma di Francesco Cappello, il gruppo parlamentare del MoVimento chiede a Crocetta i nomi di chi, dalle stanze del potere romano, avrebbe esercitato pressioni sul governo regionale e di chiarire dinanzi al Parlamento siciliano quali siano i rapporti tra il governo siciliano e il ministero della Difesa.

L'atto dei Cinque Stelle chiede inoltre che si faccia chiarezza in Aula anche sugli eventi che si sono succeduti sino ad oggi in merito alla revoca delle autorizzazioni, sulla controrevoca, sulla difesa della Regione dinanzi al TAR ed al CGA nei confronti del ministero della Difesa e sul parere reso dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Assessorato alla Salute regionale.  
"Se Crocetta e Mauro - afferma Cappello - ritengono che la questione del MUOS sia una questione privata tra di loro, se ritengono che il Parlamento siciliano debba assistere come terzo incomodo alla battaglia delle dichiarazioni, si sbagliano di grosso. Non sarà certo il MoVimento 5 Stelle a consentirgli di trattare la Sicilia come contorno di una questione giuridica che non è affatto risolta. Venga in aula e ci riferisca su queste gravissime affermazioni. Il Parlamento regionale siciliano ha diritto di sapere e conoscere come sono andati i fatti. Una cosa è certa il MoVimento non consentirà che su questa vicenda dai contorni sempre più torbidi cali il silenzio. La battaglia continua".

[Informazioni tratte da LiveSicilia.it, SiciliaInformazioni.com]

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18 novembre 2013

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